Fazio: "Per l'e-health regia nazionale, azioni locali"

INTERVISTA AL MINISTRO DELLA SALUTE

Intervista con il ministro della Salute: "Regioni e governo insieme per definire una strategia unica". Pronte le linee guida sul fascicolo sanitario elettronico

di Federica Meta
Procedere con vigore verso lo sviluppo di una strategia unitaria per raggiungere l’obiettivo di una sanità in rete. Il ministro della Salute, Ferruccio Fazio, espone al Corriere delle Comunicazioni la sua “filosofia” sull’e-health.
Ministro Fazio, al di là delle innegabili convenienze economiche, qual è, in concreto, il valore aggiunto dell’e-health?
La sanità in rete è un terreno fertile per sperimentare applicazioni i cui benefici sono riscontrabili in diversi ambiti assistenziali che spaziano dalla prevenzione, alla diagnosi, alla cura. Il sistema offre interventi più efficaci e tempestivi, consentendo di scambiare dati clinici anche senza far muovere il paziente. L’innovazione tecnologica e gestionale della rete di offerta a livello ospedaliero e territoriale costituisce un volano per incrementare l’efficienza e la sostenibilità, del Servizio sanitario nazionale (Ssn).
E l’Italia a che punto è con i processi di digitalizzazione?
La digitalizzazione sta procedendo in modo abbastanza disomogeneo. A fronte di eccellenze, prevalentemente localizzate al centro-nord, si rilevano realtà che presentano dei sensibili margini di miglioramento al centro-sud. Secondo le ultime ricognizioni del ministero della Salute emerge che, ad esempio, il Fascicolo Sanitario Elettronico (Fse) è attivo, con un livello di copertura della popolazione superiore al 75% in 7 Regioni e che circa il 40% della popolazione nazionale ha la possibilità di fruire del servizio di prenotazione on-line delle prestazioni. Inoltre l’Euro Health Consumer Index 2009 rileva che la percentuale di medici di medicina generale che nel nostro Paese utilizza la rete è inferiore al 5% . Da questi numeri l’ulteriore conferma della necessità di procedere con vigore nel percorso di sviluppo dell’e-health nazionale, in collaborazione con le Regioni.
Il fatto che la sanità sia una competenza delle Regioni può essere un freno alla diffusione dell’innovazione?
La competenza regionale ha portato allo sviluppo di Servizi sanitari regionali eterogenei. In questo senso l’attuazione di una strategia di e-health a livello di sistema Paese necessita di una cornice di riferimento nazionale, concepita nell’ambito di opportuni organismi che vedano la partecipazione congiunta di PA centrali e regionali. La strategia nazionale necessita tuttavia di una declinazione operativa che occorre demandare al livello regionale. In questo modo si potrà individuare il percorso più appropriato per raggiungere gli obiettivi strategici nazionali, tenuto conto delle singole prerogative, dello stato dell’arte e delle priorità di investimento.
La cornice di cui parla è già pronta?
Si tratta del Nuovo sistema informativo sanitario (Nsis) che raccoglie le informazioni sui contatti del singolo individuo con i diversi nodi della rete del Ssn, con l’obiettivo di implementare il Fascicolo Sanitario Elettronico (Fse) nel pieno rispetto delle normative sulla privacy. In coerenza con tale obiettivo il Nsis raccoglie dati relativi a vari ambiti assistenziali: Assistenza Farmaceutica e Specialistica Ambulatoriale; Distribuzione diretta dei farmaci; Farmaceutica ospedaliera; Assistenza residenziale e semiresidenziale per anziani; Pronto Soccorso e 118; Assistenza domiciliare. Il patrimonio sarà poi integrato anche con i dati relativi alle Dipendenze ed alla Salute Mentale, Hospice e Riabilitazione territoriale.
Oltre all’Nsis su quali iniziative sta puntando il ministero per favorire uno sviluppo omogeneo dell’e-health?
Nell’ambito del Nsis, il ministero punta ad implementare i Sistemi di Centro Unico di Prenotazione (Cup) per consentire una visione pienamente integrata della rete di offerta dei servizi sanitari, riducendo i tempi medi di attesa per l’erogazione delle prestazioni. Sono state predisposte dal ministero della Salute, in collaborazione con le Regioni, Linee guida nazionali per l’armonizzazione del Cup. C’è poi un forte impegno verso la realizzazione del Fse: il ministero ha istituito un tavolo interistituzionale a cui partecipano rappresentanti del ministero per la PA e l’Innovazione, oltre a referenti regionali e ad un rappresentante dell’Autorità Garante per la Privacy. Il Tavolo ha elaborato una proposta normativa per la disciplina del Fse a livello nazionale che è stata inserita nel disegno di legge di mia iniziativa “Sperimentazione clinica ed altre disposizioni in materia sanitaria”. Il Tavolo ha, inoltre, proceduto alla definizione di Linee guida nazionali per la realizzazione di un sistema di Fascicolo Sanitario Elettronico che individuano le caratteristiche del Fse e del Patient Summary, gli aspetti infrastrutturali e gli standard tecnologici, i livelli di sicurezza e di protezione dei dati. Il documento sarà oggetto di intesa da parte della Conferenza Stato-Regioni. Vanno poi ricordate le iniziative in materia di certificati medici telematici e di prescrizione elettronica.
Per quanto riguarda invece la telemedicina?
Intendiamo costituire, nell’ambito del Consiglio Superiore di Sanità, un gruppo di lavoro per la predisposizione di linee di indirizzo strategico-evolutive a supporto della definizione di modalità tecnico-organizzative comuni, al fine di promuovere concretamente lo sviluppo della Telemedicina sul territorio nazionale.

20 Settembre 2010