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Fazio: “Per l’e-health regia nazionale, azioni locali”

Intervista con il ministro della Salute: “Regioni e governo insieme per definire una strategia unica”. Pronte le linee guida sul fascicolo sanitario elettronico

20 Set 2010

Procedere con vigore verso lo sviluppo di una strategia unitaria
per raggiungere l’obiettivo di una sanità in rete. Il ministro
della Salute, Ferruccio Fazio, espone al Corriere
delle Comunicazioni la sua “filosofia” sull’e-health.
Ministro Fazio, al di là delle innegabili convenienze
economiche, qual è, in concreto, il valore aggiunto
dell’e-health?

La sanità in rete è un terreno fertile per sperimentare
applicazioni i cui benefici sono riscontrabili in diversi ambiti
assistenziali che spaziano dalla prevenzione, alla diagnosi, alla
cura. Il sistema offre interventi più efficaci e tempestivi,
consentendo di scambiare dati clinici anche senza far muovere il
paziente. L’innovazione tecnologica e gestionale della rete di
offerta a livello ospedaliero e territoriale costituisce un volano
per incrementare l’efficienza e la sostenibilità, del Servizio
sanitario nazionale (Ssn).
E l’Italia a che punto è con i processi di
digitalizzazione?

La digitalizzazione sta procedendo in modo abbastanza disomogeneo.
A fronte di eccellenze, prevalentemente localizzate al centro-nord,
si rilevano realtà che presentano dei sensibili margini di
miglioramento al centro-sud. Secondo le ultime ricognizioni del
ministero della Salute emerge che, ad esempio, il Fascicolo
Sanitario Elettronico (Fse) è attivo, con un livello di copertura
della popolazione superiore al 75% in 7 Regioni e che circa il 40%
della popolazione nazionale ha la possibilità di fruire del
servizio di prenotazione on-line delle prestazioni. Inoltre
l’Euro Health Consumer Index 2009 rileva che la percentuale di
medici di medicina generale che nel nostro Paese utilizza la rete
è inferiore al 5% . Da questi numeri l’ulteriore conferma della
necessità di procedere con vigore nel percorso di sviluppo
dell’e-health nazionale, in collaborazione con le Regioni.
Il fatto che la sanità sia una competenza delle Regioni
può essere un freno alla diffusione
dell’innovazione?

La competenza regionale ha portato allo sviluppo di Servizi
sanitari regionali eterogenei. In questo senso l’attuazione di
una strategia di e-health a livello di sistema Paese necessita di
una cornice di riferimento nazionale, concepita nell’ambito di
opportuni organismi che vedano la partecipazione congiunta di PA
centrali e regionali. La strategia nazionale necessita tuttavia di
una declinazione operativa che occorre demandare al livello
regionale. In questo modo si potrà individuare il percorso più
appropriato per raggiungere gli obiettivi strategici nazionali,
tenuto conto delle singole prerogative, dello stato dell’arte e
delle priorità di investimento.
La cornice di cui parla è già pronta?
Si tratta del Nuovo sistema informativo sanitario (Nsis) che
raccoglie le informazioni sui contatti del singolo individuo con i
diversi nodi della rete del Ssn, con l’obiettivo di implementare
il Fascicolo Sanitario Elettronico (Fse) nel pieno rispetto delle
normative sulla privacy. In coerenza con tale obiettivo il Nsis
raccoglie dati relativi a vari ambiti assistenziali: Assistenza
Farmaceutica e Specialistica Ambulatoriale; Distribuzione diretta
dei farmaci; Farmaceutica ospedaliera; Assistenza residenziale e
semiresidenziale per anziani; Pronto Soccorso e 118; Assistenza
domiciliare. Il patrimonio sarà poi integrato anche con i dati
relativi alle Dipendenze ed alla Salute Mentale, Hospice e
Riabilitazione territoriale.
Oltre all’Nsis su quali iniziative sta puntando il
ministero per favorire uno sviluppo omogeneo
dell’e-health?

Nell’ambito del Nsis, il ministero punta ad implementare i
Sistemi di Centro Unico di Prenotazione (Cup) per consentire una
visione pienamente integrata della rete di offerta dei servizi
sanitari, riducendo i tempi medi di attesa per l’erogazione delle
prestazioni. Sono state predisposte dal ministero della Salute, in
collaborazione con le Regioni, Linee guida nazionali per
l’armonizzazione del Cup. C’è poi un forte impegno verso la
realizzazione del Fse: il ministero ha istituito un tavolo
interistituzionale a cui partecipano rappresentanti del ministero
per la PA e l’Innovazione, oltre a referenti regionali e ad un
rappresentante dell’Autorità Garante per la Privacy. Il Tavolo
ha elaborato una proposta normativa per la disciplina del Fse a
livello nazionale che è stata inserita nel disegno di legge di mia
iniziativa “Sperimentazione clinica ed altre disposizioni in
materia sanitaria”. Il Tavolo ha, inoltre, proceduto alla
definizione di Linee guida nazionali per la realizzazione di un
sistema di Fascicolo Sanitario Elettronico che individuano le
caratteristiche del Fse e del Patient Summary, gli aspetti
infrastrutturali e gli standard tecnologici, i livelli di sicurezza
e di protezione dei dati. Il documento sarà oggetto di intesa da
parte della Conferenza Stato-Regioni. Vanno poi ricordate le
iniziative in materia di certificati medici telematici e di
prescrizione elettronica.
Per quanto riguarda invece la telemedicina?
Intendiamo costituire, nell’ambito del Consiglio Superiore di
Sanità, un gruppo di lavoro per la predisposizione di linee di
indirizzo strategico-evolutive a supporto della definizione di
modalità tecnico-organizzative comuni, al fine di promuovere
concretamente lo sviluppo della Telemedicina sul territorio
nazionale.