Focus sui deserti nel Love Planet Earth 2010 di Telespazio

IL CALENDARIO

Telespazio presenta l’edizione 2010 del Calendario “Love Planet Earth”, giunto alla sua quarta edizione e dedicato quest’anno ai deserti.

Con una estensione pari a un terzo delle terre emerse, i deserti sono vere e proprie “sentinelle” dei cambiamenti climatici, rappresentando il simbolo più evidente dell’aridità che caratterizza aree sempre più estese del nostro pianeta, ma spesso anche una risorsa da  preservare e una fonte di ricchezza da sviluppare.

Osservando con l’occhio dei satelliti la fascia che va dal Tropico del Capricorno al Tropico  del Cancro, il Calendario di Telespazio esplora alcune delle tematiche tipiche di queste aree: dalla desertificazione allo sfruttamento indiscriminato delle materie prime, dai conflitti innescati dalla carenza di risorse naturali alla scommessa di trasformare i deserti in fonti di energia alternativa.

Il Calendario “Love Planet Earth” si apre con un’immagine satellitare del massiccio del Messak, nel Sahara libico, associata a una fotografia di dipinti e graffiti eseguiti sulle rocce, quando migliaia di anni fa quel luogo era una foresta popolata da uomini e animali. Con la  seconda immagine ci spostiamo nel deserto del Taklamakan, in Cina, dove i venti muovono le dune a una velocità di 160 metri l’anno, minacciando così oasi e villaggi.

La foto invece che ritrae alcune donne che trasportano anfore colme d’acqua, ci riporta alla drammatica realtà di milioni di persone che non hanno un facile accesso a questo bene primario. L’immagine satellitare di El Oued, nel Sahara algerino, ripresa in modalità multitemporale dai satelliti radar della costellazione COSMO-SkyMed, ci mostra infatti una serie di coltivazioni di palme da dattero, evidenziando come lo sfruttamento intensivo delle risorse idriche può portare al loro rapido esaurimento.

Uno dei più grandi impianti al mondo ad energia solare, ripreso dai satelliti nel deserto del Mojave, in California, indica come sia possibile trasformare i deserti in risorse. In questo caso, in importanti fonti di energia alternativa. E ancora, il controllo delle risorse naturali, limitate dai cambiamenti climatici e dalla desertificazione, può innescare nel mondo conflitti tra gruppi etnici e causare migrazioni forzate. L’immagine satellitare del villaggio bruciato in Darfur (Sudan) ne offre una drammatica testimonianza.

Il Calendario 2010 si chiude con una immagine di Marte associata al deserto di Atakama, in Cile, al cui interno si trovano regioni sostanzialmente prive di vita e sulle quali non piove da secoli. Per questi motivi Atakama è considerato quanto di più vicino all’ambiente marziano esista sulla Terra. Lo studio di altri pianeti del sistema solare, come Marte e Venere, ci aiuta a comprendere i cambiamenti climatici sulla Terra e le condizioni per l’abitabilità dei pianeti extrasolari.

Telespazio è impegnata da molti anni nell’osservazione del territorio e oggi con la sua controllata e-GEOS, società costituita insieme con l’Agenzia Spaziale Italiana, è tra i principali operatori al mondo nel campo delle informazioni geospaziali, con una offerta integrata di soluzioni applicative, contenuti e servizi, basati su dati radar e ottici ad alta risoluzione.

Sul sito internet di Telespazio (www.telespazio.com/calendar) da oggi è possibile non solo scaricare il Calendario “Love Planet Earth 2010” e le singole immagini in formato pc desktop, ma anche consultare un’ampia sezione dedicata alle tematiche ambientali descritte, con notizie e approfondimenti multidisciplinari.

Il Calendario anche quest’anno è in edicola: sarà allegato, infatti, al numero di dicembre del mensile Le Scienze, edizione italiana di Scientific American, la più prestigiosa rivista di divulgazione scientifica al mondo.

30 Novembre 2009