Nga, operatore dominante addio

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In anteprima la Raccomandazione europea che mette nero su bianco le regole di accesso alle reti di nuova generazione (Nga) e che rivede le regole dei Mercati 4 e 5 (accesso alle reti e ai servizi broadband). Il commissario Reding la presenterà il 15 giungo

di Mila Fiordalisi
Una Raccomandazione europea che mette nero su bianco le regole di accesso alle reti di nuova generazione (Nga) e che rivede le regole dei Mercati 4 e 5 (accesso alle reti e ai servizi broadband).  La presenterà lunedì 15 giugno, a meno di colpi di scena dell’ultim’ora,  il commissario europeo Viviane Reding. Il testo - di cui il Corriere delle Comunicazioni (scarica qui il documento integrale), rappresenta l’ultimo tassello dell’eredità che la lady di ferro dell’Ict lascia in dote alla nuova Commissione.

Sfumata l’approvazione del Telecom Package - la discussione del testo al Cdm europeo è attesa per il prossimo 11 giugno ma con tutta probabilità la questione sarà demandata al cosiddetto Tavolo di conciliazione (che avrà 8 mesi di tempo per licenziare il testo definitivo pena il riavvio totale dell’iter) -, Reding ha deciso di andare avanti. Battendo il chiodo finché è caldo ossia fino a quando “scadranno” i poteri al momento dell’insediamento dei Commissari eletti nella tornata elettorale del 6 e 7 giugno.

“L’obiettivo è spingere lo sviluppo del mercato del broadband in un contesto regolatorio che garantisca gli investimenti, la competizione e l’innovazione”, si legge sulla bozza del documento datata 28 aprile (la stessa che dovrebbe essere presentata il 15 giugno). La “rivoluzione” - che ha già provocato un’aspra discussione a Bruxelles e che stando a quanto risulta al Corriere delle Comunicazioni non piace né agli incumbent né agli Olo, è contenuta nell’Annex III, una paginetta di testo, che rappresenta il cuore del documento, in cui si definiscono i casi in cui l’Autorithy non potrà più imporre prezzi di accesso orientati al costo e si specificano le condizioni che mandano in pensione il concetto di operatore dominante. Misure queste fortemente caldeggiate dal commissario europeo per la Concorrenza Neelie Kroes.

Quattro le condizioni che lascianola possibilità alle Autority di imporre l’accesso alla fibra, ma non di imporre l’orientamento al costo o gli obblighi di non discriminazione; l’operatore dominante sviluppa il network Ftth (fiber-to-the-home) insieme con almeno un altro operatore competitor; i co-investitori posano linee multi-fibra; i progetti di co-investimento non sono “esclusivi”, ossia altri soggetti possono successivamente partecipare all’investimento alle stesse condizioni; tutti gli investitori hanno eguale parità di accesso all’infrastruttura di rete. Il secondo “capitolo” dell’Annex III fa venire meno la posizione di operatore dominante a fronte di sei condizioni: almeno tre operatori, in aggiunta all’incumbent, contribuiscano alla realizzazione della rete ; due operatori, in aggiunta all’incumbent, realizzino la nuova rete in aree in cui un operatore alternativo compete sul retail market con un proprio network; si tratti di network multi-fibra;  quando ciascun investitore accede all’infrastruttura comune a parità di condizioni sulla base del prezzo orientato al costo; quando nei condotti vi sia spazio sufficiente alla posa dell’infrastruttura di un operatore terzo; quando agli Olo infrastrutturati con unbundling in rame è consentito di migrare a analoghi prodotti, ma wholesale, delle Nga nel caso l’upgrade alla fibra bypassi le loro infrastrutture di unbundling. La transizione dal rame alla fibra può inoltre determinare una rivoluzione nell’approccio regolatorio: le condizioni della competizione potrebbero in futuro  essere analizzate su base geografica e non più nazionale come avviene ora. In altre parole, telecom italia potrebbe essere considerato dominante in Campania ma non in Lombardia. Cambiano, inoltre, rispetto alle reti in rame, le modalità di calcolo del prezzo di accesso alle reti, da parte delle Autorità di regolamentazione.

Resta fermo l’orientamento al costo, ma è possibile stabilire un risk premium calcolato sulla base del capitale di investimento nel caso in cui la realizzazione della nuova rete sia fortemente legata alla sua profittabilità. Il risk premium si potrà però applicare solo in caso di reti Ftth. Nel caso di Fttn (Fiber to te node) che rappresenta un upgrade parziale della rete esistente, il rischio di investimento è considerato inferiore e per questo non soggetto a “premi” di sorta.

Approvata, la Raccomandazione Reding sarà sottoposta a consultazione pubblica. Se tutto fila liscio, l’approvazione finale dovrebbe giungere a fine anno.

08 Giugno 2009