Telemedicina: tutti da dimostrare i risparmi per gli ospedali

RAPPORTO ESPICOM

Secondo Espicom le nuove tecnologie non vengono rimborsate dalle assicurazioni e sui benefici concreti per gli istituti sanitari non esiste una statistica. Ma il mercato promette comunque bene: nel 2015 si stima un giro d'affari da un miliardo di dollari

di Patrizia Licata
L’invecchiamento della popolazione e l’aumento delle malattie croniche stanno spingendo le strutture sanitarie a cercare strumenti più efficaci e meno costosi per assistere i propri pazienti. La tecnologia del telemonitoring, ovvero il monitoraggio remoto, può rappresentare una valida soluzione, ma è ancora poco sfruttata, come sottolinea il nuovo studio della società di ricerche per il settore medico Espicom Business Intelligence. Gli analisti mettono in risalto una serie di ostacoli che devono essere superati nel medio termine per liberare il pieno potenziale commerciale di questa tecnologia.

Il report “Telemonitoring: challenges & opportunities” afferma che il mercato mondiale della telemedicina potrebbe crescere rapidamente, fino a un valore di un miliardo di dollari nel 2015. Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, infatti, le malattie croniche rappresentano già il doppio delle morti per malattie trasmissibili, come Aids, Tbc e malaria, e i decessi per malattie croniche cresceranno del 17% nei prossimi dieci anni. Per questo trovare un modo più efficace e conveniente per gestire questa emergenza sanitaria diventa cruciale, per le strutture sanitarie e per i pazienti.

Il monitoraggio da remoto ha vantaggi per entrambe le parti: i medici possono costantemente seguire i pazienti, le strutture sanitarie evitano visite non necessarie, mentre il paziente riceve le cure comodamente a casa. La crisi economica globale, con i continui tagli al settore sanità in molti paesi, è un’altra spinta importante ad adottare soluzioni di telemedicina, continua Espicom, in base al noto imperativo "fare di più con meno”.

Ma quali gli ostacoli che frenano ancora la piena adozione? Secondo Espicom, non è ancora stato dimostrato in modo convincente che la tecnologia migliori le cure o riduca i costi per gli ospedali, né queste soluzioni vengono generalmente rimborsate dalle assicurazioni. Elemento ancora più importante, secondo gli analisti, il telemonitoring richiede alle strutture sanitarie di modificare la distribuzione dei soldi in bilancio e agli operatori di adottare un nuovo modo di lavorare, mentre i pazienti devono imparare a usare la tecnologia e a partecipare attivamente alle proprie cure.

Joanne Maddox, senior health analyst di Espicom e autrice dello studio, commenta: "Perché l’industria possa trarre il massimo dal crescente interesse per il telemonitoring, occorre concentrarsi sulla raccolta di dati clinici capaci di dimostrare che questa tecnologia è efficace nell’erogare le cure e anche economicamente conveniente. Questo convincerà le strutture sanitarie che si tratta di uno strumento utile”.

12 Dicembre 2011