Valducci: "Guerra al digital divide: serve lo switch off dei servizi"

MARIO VALDUCCI

Secondo l'Osservatorio "Il futuro della rete" sono 2,3 milioni gli italiani che non possono accedere a Internet. Il presidente della Commissione Trasporti della Camera: "E' necessario definire una roadmap, su modello del digitale terrestre, per favorire la migrazione dalla carta al digitale"

di Margherita Amore
Sono ancora 2,3 milioni gli italiani  del tutto privi di una copertura o con problemi di accesso alla rete, mentre sono 23 milioni (38%) quelli esclusi dall’ultrabroadband. I dati emergono dal rapporto 2010 sulla digitalizzazione del paese, a cura de "Il Futuro della Rete", l’osservatorio sulla diffusione delle reti telematiche e dei servizi on-line promosso dalla Presidenza della commissione Trasporti, Poste e Telecomunicazioni della Camera.
Non sono bastati quindi né gli investimenti pubblici per la banda larga (1,3 miliardi di euro tra il 2004 e il 2009), né gli innumerevoli piani regionali e territoriali anti digital-divide.  

Per questo motivo Mario Valducci, presidente della commissione Trasporti della Camera, propone “una roadmap per la digitalizzazione del Paese”. Un calendario di date certe e inderogabili per stabilire il passaggio di tutti i principali servizi pubblici in modalità telematica, eliminando il sistema cartaceo. “E’ urgente fissare le tappe di una roadmap per la digitalizzazione dei contenuti e dei servizi come volano per la banda larga. Il sistema Paese non può più aspettare. Bisogna discutere e condividere rapidamente con le istituzioni, gli operatori e la società civile la tempistica dello switch-off dalla carta ai contenuti digitali”, ha spiegato Valducci.

In Italia le famiglie che hanno una connessione a Internet sono il 53% (contro una media europea del 65%), mentre solo il 39% dispone di una collegamento a banda larga da casa (in Europa sono il 56%). “A questi bisogna però aggiungere quella parte di italiani che si connette in mobilità. Attualmente sono 5,5 milioni le famiglie italiane che hanno detto addio al telefono fisso nelle abitazioni e utilizzano solo reti mobili-ha spiegato Valducci-. In Italia la penetrazione Internet è di poco inferiore alla media europea, ma noi scontiamo l’età avanzata della popolazione e quindi un minor numero di nativi digitali rispetto agli altri paesi”.

Il progetto realizzato in collaborazione con Forum PA e Beetwen prevede una serie di azioni strategiche: mettere a sistema tutte le infrastrutture di rete in banda larga necessarie per la competitività del sistema Paese; realizzare il catasto delle infrastrutture di rete come strumento di governance; attivare una cabina di regia Stato-Regioni per mettere a sistema le reti esistenti e coordinare gli interventi futuri. Ma lo sviluppo della rete non è possibile “se non ci sono regole certe e condizioni abilitanti per gli investimenti privati”, ha dichiarato il presidente di Forum PA, Carlo Mochi Sismondi.

Bisogna inoltre affrontare il tema dell’incremento della domanda rafforzando l’offerta di servizi. “E’ necessario investire nei contenuti digitali come stanno facendo Sati Uniti e in Gran Bretagna-ha aggiunto Mochi Sismondi-. La pubblica amministrazione può accelerare questo processo, facendo da driver attraverso i contenuti pubblici”.
Il presidente di Between, Francois de Brabant ha invece sottolineato come “sviluppare un simile mercato potrà dare un fortissimo rilancio al nostro paese. E rendere le nostre aziende molto più competitive di quanto non siano attualmente”.

"Condivido fortemente l'idea dalla road map per lo sviluppo della banda larga perché la digitalizzazione della tv è stata realizzata solo grazie a una iniziativa analoga", è il commento del presidente dell'Agcom Corrado Calabrò. "Vedremo nei prossimi mesi serve un quadro d'insieme, una iniziativa coordinata".

20 Aprile 2010