Frequenze, decollano le aste in Francia e Germania

FREQUENZE

Spicca il volo l'asta per il dividendo digitale tedesco mentre il governo di Parigi si prepara a incassare 200 milioni oltre il previsto dalla vendita di licenze 3G

di Patrizia Licata
Viaggiano con il vento in poppa le aste europee per lo spettro radio. Mentre il governo francese incassa 200 milioni in più rispetto al previsto, anche in Germania decollano le offerte per il digital dividend la cui vendita Kpmg prevede che frutterà al governo tra i 6 e gli 8 miliardi di euro di entrate.

Dopo un avvio lento, l’asta delle frequenze mobili tedesca comincia a prendere ritmo, grazie alle nuove offerte per i blocchi degli 800 megahertz, la porzione di spettro di maggior valore per gli operatori. Al round 200, che ha chiuso il 24mo giorno della gara, la somma di tutte le offerte ha toccato i 3,53 miliardi di euro, contro i 3,25 miliardi di mercoledì scorso (l’asta si è fermata giovedì per una festività nazionale e venerdì per comune accordo dei partecipanti).

Deutsche Telekom, Vodafone, E-Plus (del gruppo olandese Kpn) e O2 (Telefonica) hanno alzato la posta per i tre blocchi da 10 MHz ancora disponibili (su sei totali) nella banda degli 800 MHz, ma anche i blocchi nei 2.0 gigahertz sono saliti di prezzo.

Il governo tedesco ha messo in vendita porzioni di spettro anche nelle bande degli 1.8 GHz e 2.6 GHz. Si tratta della prima gara europea che coinvolge le frequenze che servono alla realizzazione di reti Lte, fondamentali per consentire agli utenti di guardare video in alta definizione e scaricare dati velocemente sui device mobili. La banda degli 800 MHz è considerata la più efficiente, dal punto di vista di prestazioni e costi, per costruire le reti mobili di nuova generazione, mentre lo spettro dei 2.0 GHz è adatto all’ampliamento delle reti 3G già esistenti.

E’ prevedibile che proceda ancora per diverse settimane l’asta che viene seguita con attenzione da tutti gli altri Paesi europei, per i quali farà da modello o, almeno, da apripista.


La Francia vede invece i primi frutti dalla divisione in più tranche dell’asta per le licenze 3G: allo Stato vanno 200 milioni extra. Le frequenze connesse con l’ultima licenza sono infatti state messe in vendita solo all’inizio di quest’anno: il primo blocco è andato, a gennaio, a un nuovo entrante, Free, per 240 milioni di euro, mentre gli altri due blocchi sono stati assegnati a Sfr e Orange per 582 milioni di euro, ovvero un totale di 822 milioni, contro i 619 milioni preventivati inizialmente dal governo.

Il regolatore telecom francese, Arcep, ha annunciato ieri sera i risultati dell’asta alla quale, a sorpresa, non ha preso parte Bouygues Telecom, che aveva dichiarato di avere “frequenze a sufficienza”. Frequenze che invece hanno fatto gola agli altri operatori, preoccupati dalla possibile saturazione delle reti causata dall’esplosione del traffico Internet mobile, ma anche desiderosi di offrire migliore copertura.

Sfr ha lottato per ottenere il blocco di 5 MHz, mettendo sul piatto 300 milioni di euro: porrebbe infatti meno problemi tecnici di quello di 4.8 MHz attribuito a Orange (che ha pagato 282 milioni). Ma nessuna delle due telecom ha fatto grandi promesse ai concorrenti Mvno, impegnandosi solo in parte ad aprire le loro reti agli operatori virtuali (come Virgin Mobile) e senza offrire condizioni molto vantaggiose, mentre Free (secondo fonti sentite da La Tribune) avrebbe fatto qualche concessione in più.

Free è la new entry dell’ultima assegnazione delle licenze del 3G francesi e, secondo Les Echos, lancerà i suoi servizi 3G già a inizio 2012 usando un totale di 10 MHz, mentre Orange e Sfr ne hanno 20 ciascuna, perché si erano già aggiudicate delle licenze Umts nel 2003. Free ha dunque meno capacità delle rivali ma è sicura che migliorerà la sua posizione acquistando nuove frequenze, quelle che si sono liberate col passaggio alla tv digitale e che dovrebbero essere messe in vendita in Francia a fine anno.

19 Maggio 2010