Home networking, lo standard dell'Itu non piace al mercato

GH.N

Il nuovo Gh.n permette lo streaming di contenuti multimediali di alta qualità attraverso cavi elettrici, coassiali o telefonici. Ma le tecnologie già disponibili non sono compatibili

di Patrizia Licata
L’International telecommunication union dà il via libera definitivo al G.hn, il nuovo standard di comunicazione veloce (fino a 1 Gbps) proposto dal consorzio Home grid forum per l'interconnessione di apparati multimediali nelle abitazioni. Televisori, home theatre e media server comunicheranno tra loro attraverso le reti già presenti in casa, i cavi elettrici oppure quelli coassiali o ancora i doppini telefonici.

Via libera dunque allo streaming di contenuti audio e video di alta qualità nelle case. Da parte loro, i venditori di chip potranno realizzare un solo microprocessore che funziona con qualunque tipo di collegamento domestico e i service provider potranno usare un solo tipo di set-top box o apparecchio gateway; in definitiva, i costi dovrebbero abbassarsi per tutte le parti interessate, secondo i sostenitori del G.hn.

I primi chip compatibili con lo standard dovrebbero arrivare sul mercato per fine anno, mentre i prodotti per il segmento consumer dovrebbero essere pronti nel 2011, secondo Matt Keowen dell’Home Grid Forum. Anche se la velocità massima teorica del Gh.n è di un 1Gbps, quella reale varierà a seconda del mezzo utilizzato. Per i cavi coassiali, dovrebbe raggiungere 800 Mbps, per le linee elettriche, tra i 200 Mbps e i 400 Mbps, per i doppini in rame, dai 200 Mbps in su, spiega Keowen.

Tra i membri dell’Home Grid Forum ci sono aziende come Intel, Panasonic, Bt, il retailer Best Buy, e compagnie focalizzate sul mercato dell’home networking come Ikanos. Tra le ultime a unirsi al gruppo, Kawasaki Microelectronics America e TangoTec.

Tuttavia, altre tecnologie indirizzate specificamente alle linee elettriche e al cavo, nonché le nuove tecnologie wireless ultra-veloci, fanno temere sulle reali potenzialità del G.hn. Il nuovo standard non è compatibile con i sistemi appoggiati dalla HomePlug Powerline Alliance e dalla Multimedia Over Coax Alliance (Moca). Con la tecnologia HomePlug, i cavi elettrici di casa possono distribuire servizi Internet su banda larga, video Hd, musica digitale e applicazioni di smart energy. Moca è invece lo standard universale per connettere la casa a servizi di intrattenimento usando i cavi coassiali.

HomePlug ha commentato la decisione dell’Itu mettendo in dubbio la necessità di introdurre un nuovo standard: “Se si vuole unificare il mercato, bisogna andare dove sono i leader”, ha detto Rob Ranck, presidente della Alliance, che conta tra i suoi membri Cisco Systems, Broadcom, Marvell e General Electric. Secondo Ranck, la giusta direzione da prendere sarebbe combinare nello stesso chip i sistemi di HomePlug e Moca. Di quest’ultima fanno parte, tra gli altri, Broadcom, Cisco, Panasonic, Comcast e Cox Communications.

La guerra tra tecnologie di complica, perché per l’home networking dei Pc ci sono anche le Lan wireless, e diventeranno sempre più veloci con la specifica WiGig, che potrebbe presto entrare a far parte degli standard del wi-fi. Il WiGig può offrire fino a 7Gbps in una stanza, dicono i suoi sostenitori, e può essere collegato al resto della casa tramite un wi-fi tradizionale (più lento).

16 Giugno 2010