IL REPORT

Industria 4.0 al bivio, sul 2020 pesa l’incognita investimenti

L’incertezza Covid mette a rischio la crescita del mercato. Secondo lo studio dell’Osservatorio School of Management del Polimi, raggiunge i 3,9 mld il valore del settore nel 2019. Ma oggi un quarto delle imprese punta a posticipare metà dei finanziamenti. La richiesta di super e iper ammortamento

Pubblicato il 18 Giu 2020

Industria 4.0 al bivio, sul 2020 pesa l’incognita investimenti
AI Questions Icon
Chiedi all'AI
Riassumi questo articolo
Approfondisci con altre fonti

Tocca quota 3,9 miliardi l’Industria 4.0 italiana nel 2019 segnando una crescita del 22% rispetto all’anno precedente. Ma le conseguenze dell’emergenza Covid si fanno sentire e pesano sulle previsioni sul 2020: un quarto delle imprese punta a posticipare metà degli investimenti e il fatturato rischia di registrare una contrazione nell’ordine del 5-10%.

Emerge dalla ricerca dell’Osservatorio Industria 4.0 della School of Management del Politecnico di Milano presentata oggi al convegno online “Digital New Normal: essere 4.0 ai tempi del Covid”, secondo cui nel 2019 il 60% del mercato è stato dedicato a Industrial IoT, 16% Industrial Analytics, 9% Cloud Manufacturing. In media si contano 4,5 applicazioni 4.0 nelle industrie italiane.

Ma per l’incertezza il 26,5% delle imprese posporrà almeno metà degli investimenti. Un terzo rivorrebbe Super e Iper ammortamento.

Ma su 1100 applicazioni 4.0 censite, il 46% si sono rivelate utili durante il lockdown: nell’emergenza sanitaria il digitale ha rappresentato uno strumento di reazione alla crisi.

Fatturato 2020 a rischio contrazione

Quanto al 2020, originariamente si prevedeva una crescita in linea con il trend 2019, con un incremento compreso tra il 20 e il 25%, ma per effetto della pandemia si prospetta uno scenario di grande incertezza, le cui previsioni – legate all’effettivo superamento dell’emergenza, alla ripartenza della domanda e ai possibili stimoli agli investimenti – variano da uno scenario ottimistico di chiusura dell’anno quasi in linea con il budget iniziale a uno pessimistico di contrazione del fatturato 4.0 nell’ordine del 5-10%. Nonostante questo nel medio-lungo termine il sentiment verso l’industria 4.0 rimane positivo, rafforzato dalla considerazione che l’emergenza abbia accelerato la trasformazione digitale.

Le aziende chiedono di rilanciare il Super e Iper ammortamento per beni strumentali, di gran lunga più desiderato rispetto al credito d’imposta per ricerca e sviluppo (17%), agli incentivi per beni immateriali (18%) o a quelli per assunzione e formazione (8% e 11%).

“In questa nuova fase – dice Marco Taisch, Responsabile scientifico dell’Osservatorio Industria 4.0 -, all’industria italiana spetta il compito di essere il motore della ripartenza, in un contesto in cui la trasformazione digitale diventa ancora più rilevante non solo per garantire i processi operativi, ma anche per dare nuova efficacia alle decisioni, accelerare la riconversione dei prodotti, monitorare e gestire i rischi. Le imprese che avevano investito in precedenza ne hanno tratto grande beneficio, ma questa è una occasione per tutte per compiere un passo avanti nel digitale. In questo senso è positivo l’impegno del Governo nel dare stabilità al piano Trasformazione 4.0”.

Il digitale rimane acceleratore dell’economia

“Sono complessivamente 1100 le applicazioni di tecnologie 4.0 nelle aziende manifatturiere censite dall’Osservatorio e di queste ben il 46% rispondono a bisogni enfatizzati dalle imposizioni di lockdown – spiega Giovanni Miragliotta, Direttore dell’Osservatorio Industria 4.0 -. L’emergenza segnerà profondamente le imprese italiane, circa il 40% stima una perdita di fatturato di oltre il 20% rispetto al budget, ma gli investimenti in digitale sono stati lo strumento per reagire all’emergenza sanitaria e secondo la grande maggioranza delle industrie questa esperienza alla fine si rivelerà un acceleratore della trasformazione 4.0”.

A livello internazionale, nel 2019 l’Osservatorio ha raccolto circa 300 nuove applicazioni di Smart Technologies, che raggiungono complessivamente quota 1100, l’88% di cui rilevato in grandi aziende e il 12% in Pmi. L’Industrial IoT rimane la tecnologia basilare (circa 300 applicazioni, +42% rispetto all’anno scorso), spesso abbinata all’Industrial Analytics (circa 150, +39%) per prevedere il comportamento dei sistemi, gli eventi futuri.

Il Cloud Manufacturing (circa 100 applicazioni, +27%) si focalizza su accessibilità, visibilità e collaborazione nei processi di Supply Chain. L’Additive Manufacturing (più di 100 applicazioni, +34%) si consolida grazie alla flessibilità di produzione. Crescono anche le applicazioni di Advanced Human-Machine Interface nei processi di manutenzione, sviluppo prodotto e training (circa 250, +20%); tra queste il 70% sono soluzioni di realtà aumentata e il 15% di realtà virtuale (15%).

Crescono le applicazioni di Advanced Automation (220, +15%), in assemblaggio, saldatura, pressofusione, avvitatura, levigatura, lucidatura, logistica, ma anche Safety.  Circa il 46% delle applicazioni totali (514 su circa 1100) hanno potenzialmente contribuito alla gestione dell’emergenza sanitaria, come l’assistenza da remoto con la realtà aumentata, la sanificazione intelligente degli ambienti con sensoristica IoT o piattaforme cloud che permettono la collaborazione tra attori della supply chain.

“L’emergenza sanitaria legata alla pandemia ha forzato le imprese industriali a trarre il meglio dai loro investimenti digitali, per dare resilienza alle catene del valore a cui appartengono – dice Sergio Terzi, Direttore dell’Osservatorio Industria 4.0 –. Questa esperienza aiuta a comprendere come i benefici da considerare per le Smart Technologies siano ben più ampi di quelli solitamente utilizzati per validarne la decisione di investimento”.

Digitale nel Covid-19

Oltre all’adozione di pratiche di Smart Working per tutto il personale indiretto, nell’emergenza sanitaria le tecnologie digitali sono diventate strumenti per reagire alla crisi. Ma aiutano anche a comprendere le direzioni dell’Industria 4.0 nella nuova normalità. Nei prossimi mesi, infatti, le tecnologie IoT permetteranno di migliorare il distanziamento sociale nei luoghi di lavoro, localizzando e tracciando i percorsi, oppure utilizzando veicoli a guida autonoma nella logistica interna.  In generale, le tecnologie digitali permetteranno di potenziare le capacità di monitoraggio, controllo e presa di decisioni nei sistemi produttivi e logistici.

“Ai tempi del Covid19 – dice Marco Macchi, Direttore dell’Osservatorio Industria 4.0 -, l’introduzione del paradigma Cyber Physical System è un’opportunità fondamentale per avere garanzia di continuità delle operazioni degli impianti e delle filiere, superando l’idea che si debba essere necessariamente sul posto per certe azioni e decisioni. È fondamentale che le imprese imparino a lavorare in un ambiente virtuale a stretto contatto con la realtà fisica, considerando modelli Digital Twin per la simulazione, algoritmi di analisi dati con l’Artificial Intelligence, tecnologie di interfaccia uomo-macchina di ultima generazione”.

Ma l’organizzazione dei progetti 4.0 è ancora una lacuna per molte aziende italiane. Un quarto delle imprese porta avanti progetti sparsi, senza una roadmap, un programma strategico o un coordinamento; il 42% persegue diversi progetti in modo coordinato, ma senza una roadmap o un programma strategico complessivo; il 24% segue una roadmap generale. Solo una percentuale limitata (circa il 10%) ha invece un programma globale che guida in modo strutturato l’identificazione e la gestione dei diversi progetti.

Valuta la qualità di questo articolo

La tua opinione è importante per noi!

guest

0 Commenti
Più recenti
Più votati
Inline Feedback
Vedi tutti i commenti

Articoli correlati

0
Lascia un commento, la tua opinione conta.x