Il tema del 5G sostenibile si impone con forza nel dibattito industriale, mentre le reti di nuova generazione accelerano e mettono sotto pressione consumi, costi e modelli infrastrutturali. L’avanzata dei servizi basati su AI, l’aumento del traffico e la richiesta di prestazioni a bassa latenza creano un paradosso: maggiore potenza di calcolo e migliori performance rischiano di tradursi in un impatto energetico crescente.
Un recente studio pubblicato su Computer Communications – Beyond connectivity: How smart 5G technologies affect carbon emissions across industries – offre però una lettura diversa. L’analisi, costruita su un modello Eeio fondato sui dati economici e ambientali del Regno Unito, mostra che l’integrazione di tecniche intelligenti di risparmio energetico riduce le emissioni dirette del comparto Ict e produce benefici trasversali in 33 settori produttivi.
Parallelamente, nel mondo delle imprese emergono soluzioni che rendono il 5G più leggero, più semplice da distribuire e meno oneroso dal punto di vista energetico. La proposta di Samsung, che consolida l’intera rete privata in un unico server commerciale, nasce proprio per superare i limiti di spazio e potenza che frenano molti progetti di digitalizzazione. L’evoluzione delle architetture suggerisce quindi che innovazione ed efficienza possano procedere insieme, permettendo alle organizzazioni di conciliare automazione, sicurezza dei dati e sostenibilità.
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Reti più efficienti grazie a funzioni intelligenti di risparmio
Il report analizza dieci tecniche di risparmio energetico applicate sia alle stazioni radio sia ai terminali. Le soluzioni più incisive interessano lo sleep mode evoluto, basato su algoritmi di deep reinforcement learning. Il sistema riconosce i pattern reali di traffico e regola l’attivazione dei componenti, riducendo l’energia utilizzata nelle fasce di minor richiesta senza incidere sulla qualità del servizio. Questa strategia rappresenta una delle leve principali del 5G sostenibile, perché limita l’uso della potenza reattiva che caratterizza le reti mobili avanzate.
Le architetture cell-free Mimo, soprattutto nelle varianti con cluster zooming, migliorano ulteriormente l’efficienza. Regolano la distribuzione del segnale evitando sovrapposizioni e interferenze, con risparmi vicini al 90% rispetto al modello di riferimento. Anche le superfici intelligenti Ris contribuiscono a ridurre l’overhead energetico, perché aumentano l’efficacia della trasmissione e richiedono meno potenza per garantire le stesse prestazioni. Sul fronte dei terminali, le tecniche di adattamento dinamico delle antenne e dei canali di controllo riducono il consumo dei dispositivi, con effetti cumulativi significativi a livello di rete.
L’impatto sistemico misurato dall’Eeio
L’elemento più innovativo dello studio è l’uso di un modello Eeio che collega la riduzione dei consumi delle reti alle dinamiche socioeconomiche. Il modello mette in relazione i flussi energetici del 5G con i consumi indiretti delle catene del valore e calcola come la diminuzione dell’energia richiesta dalle stazioni radio influenzi la domanda energetica di altri settori. Questa lettura amplia il significato stesso di 5G sostenibile, che non riguarda solo la tecnologia ma anche la capacità di migliorare l’efficienza complessiva del sistema.
I risultati mostrano che i settori maggiormente beneficiati sono servizi finanziari, consulenza, programmazione e attività informatiche. Le imprese che dipendono da un uso intensivo delle infrastrutture digitali risentono meno dei costi energetici indiretti e possono adottare modelli di servizio più leggeri. Questo effetto a cascata diventa un elemento strategico per le economie mature, dove il peso delle attività ad alta intensità digitale cresce rapidamente.
Reti private più leggere per ambienti con spazi ridotti
Accanto al tema dell’efficienza energetica emerge un problema concreto: molte aziende che vorrebbero implementare reti private non dispongono del spazio necessario per ospitare hardware equivalente a un data centre. Filiali bancarie, siti industriali di piccole dimensioni e punti vendita necessitano di soluzioni compatte, efficienti e facili da gestire. La sfida non riguarda solo la connettività, ma anche l’alimentazione, il raffreddamento e il costo operativo dell’infrastruttura.
“Se vi occupate di implementare e gestire reti private per le imprese, potreste conoscere il divario tra promessa e realtà – ha dichiarato Ji-Yun Seol, Executive VP e Head of Product Strategy della Networks Business di Samsung -: una sfida che molti system integrator, provider di servizi gestiti e operatori incontrano spesso”.
Da questo contesto nasce l’idea del Network in a Server, una piattaforma che consolida core, Ran, trasporto e agenti AI in un unico server commerciale. Il modello abbandona le apparecchiature proprietarie e si basa su funzioni containerizzate eseguite su hardware general purpose, riducendo l’ingombro e il consumo energetico complessivo. La soluzione valorizza le competenze di Samsung nella virtualizzazione dei componenti macro e le porta nel mondo delle reti private.
Virtualizzazione e AI al servizio delle imprese
Il funzionamento del sistema si fonda su processori Amd Epyc della serie 8000, integrati con l’ecosistema di Supermicro e Wind River. La piattaforma supporta anche Gpu, elemento che consente di gestire simultaneamente carichi di rete e applicazioni di intelligenza artificiale in tempo reale. La presenza di AI locale riduce la latenza perché evita l’invio dei dati a un cloud centrale e permette di rispettare requisiti di sicurezza e sovranità del dato imposti da istituzioni e aziende pubbliche.
Samsung ha testato la soluzione in ambienti industriali che richiedono risposta immediata. La videoanalisi per la prevenzione degli incidenti, le applicazioni di integrated sensing and communication e il supporto a dispositivi Ar e Xr beneficiano della combinazione tra rete privata e calcolo edge. Questa convergenza crea un modello più semplice da gestire e aumenta il ritorno dell’investimento grazie alla possibilità di integrare servizi avanzati senza ampliare l’infrastruttura.
Verso un modello industriale più consapevole
L’incontro tra efficienza energetica delle reti pubbliche e riduzione della complessità nei sistemi privati offre una nuova prospettiva sul 5G sostenibile. Le tecnologie smart riducono i consumi delle infrastrutture e limitano le emissioni indirette nelle filiere più digitalizzate. Allo stesso tempo, le architetture compatte superano vincoli logistici che negli ultimi anni hanno frenato molti progetti. La combinazione tra automazione, AI e piattaforme leggere potrebbe favorire la diffusione del 5G nelle imprese, con effetti positivi sulla produttività e sui costi operativi.
L’evoluzione delle reti mostra quindi che sostenibilità e innovazione possono procedere parallelamente. La sfida ora riguarda l’integrazione scalabile di queste soluzioni nei piani industriali, affinché il 5G diventi una leva concreta della transizione digitale e ambientale.












