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Sovranità digitale, grandi manovre in Europa



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Il Cloud Infrastructure Service Providers in Europe (Cispe) lancia il Framework per i servizi cloud: l’iniziativa concorre alla creazione di un ecosistema digitale europeo realmente autonomo, che superi cioè la logica del mero “sovereignty washing”. E BT Group sigla una partnership con Nscale per costruire fino a 14 megawatt di capacità di data center sovrani per l’AI nel Regno Unito

Pubblicato il 24 apr 2026



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Punti chiave

  • Il Cispe ha lanciato il Framework per servizi cloud sovrani e resilienti, contrastando il sovereignty washing; oltre 40 servizi sono nel Catalogo Cispe Federated Cloud.
  • BT e Nscale costruiranno data center AI sovrani con Nvidia nel Regno Unito; la Francia promuove Visio per le istituzioni e sostiene Univity con contratto Cnes.
  • Un’alleanza europea (Cubbit, Suse, Elemento Cloud, StorPool Storage) ha lanciato una suite di disaster recovery; la Commissione avvia un appalto da 180M e aggiorna il Cloud Sovereignty Framework.
Riassunto generato con AI

Il Cispe (Cloud Infrastructure Service Providers in Europe) ha lanciato il Framework per i servizi cloud sovrani e resilienti. Sviluppato, definito e testato esclusivamente da fornitori europei di infrastrutture cloud, la piattaforma – si legge in una nota – consente ai clienti di selezionare facilmente servizi on demand rigorosamente verificati per accertarne la sovranità e la resilienza.

Superare la logica del “sovereignty washing”

Si tratta dell’ennesima mossa in direzione di un ecosistema europeo realmente autonomo sul fronte tecnologico, che superi cioè la mera logica del “sovereignty washing”. Cispe sottolinea che il mercato è al momento saturo di offerte “sovrane” non verificate, il che rende difficile per i clienti comprendere cosa stanno acquistando davvero. Persino le definizioni ufficiali di sovranità rimangono poco chiare e le metriche e l’approccio alla valutazione sono opachi. Le imprese hanno invece bisogno di sapere se i servizi cloud sono al sicuro da interferenze giurisdizionali straniere o se comportano rischi legati all’interruzione del servizio e all’accesso ai dati.

Il Framework Cispe colma questa lacuna fornendo una definizione chiara e certificabile di controllo nei servizi cloud. Aiuta i clienti e le autorità pubbliche a identificare le offerte che garantiscono un controllo efficace su dati, infrastrutture, carichi di lavoro e operazioni.

Il framework introduce due approcci distinti ma complementari per raggiungere un controllo efficace. Il primo riguarda i servizi sovrani, che garantiscono il controllo fin dalla progettazione: sono di proprietà, gestiti e operati all’interno della giurisdizione competente, impedendo a potenze straniere di accedervi, interferire con essi o interromperne il funzionamento. In secondo luogo, i servizi resilienti garantiscono il controllo per capacità: anche in presenza di elementi non sovrani, i clienti mantengono il controllo attraverso solide misure di sicurezza tecniche e operative, come la crittografia gestita dal cliente, la portabilità, i backup indipendenti e la possibilità di cambiare fornitore o ridistribuire i carichi di lavoro.

In tal senso l’approccio Cispe offre la trasparenza necessaria per prendere decisioni informate sulla soluzione più appropriata. Al momento del lancio, oltre 40 servizi sono già stati dichiarati conformi al framework. Tra questi figurano servizi europei di intelligenza artificiale sovrani e resilienti, cloud pubblico, Kubernetes e offerte di storage. Ulteriori servizi conformi sono previsti nelle prossime settimane e saranno elencati nel Catalogo Cispe Federated Cloud.

BT realizz con Nscale data center sovrani nel Regno Unito

Anche al di là della Manica si moltiplicano i tentativi di costruire un’alternativa credibile all’offerta estera di capacità di calcolo: BT Group ha siglato una partnership con la startup di intelligenza artificiale Nscale per costruire fino a 14 megawatt di capacità di data center sovrani per l’AI nel Regno Unito, utilizzando l’infrastruttura full-stack di Nvidia.

In base all’accordo, Nscale prevede di realizzare le factory in tre siti BT esistenti, con l’operatore che fornirà connettività e infrastrutture di base per garantire servizi di AI “sicuri e controllati nel Regno Unito”. Grazie alla piattaforma full-stack per l’AI di Nvidia, BT ha spiegato che le strutture affronteranno i requisiti relativi alla residenza dei dati, alla sicurezza e alla conformità, consentendo alle organizzazioni di eseguire carichi di lavoro di AI e scalare la capacità a livello locale.

BT ha collegato la realizzazione dell’infrastruttura al lancio di quello che definisce il primo portafoglio completo di servizi sovrani del Regno Unito, che comprende connettività, voce, cloud e intelligenza artificiale. L’offerta mira ad aiutare le organizzazioni a “mantenere i carichi di lavoro sensibili nel Regno Unito” accelerando al tempo stesso l’adozione di tecnologie avanzate.

La sovranità gioca un ruolo fondamentale nell’AI Opportunities Action Plan del governo britannico, una strategia volta a stimolare la crescita economica attraverso investimenti in intelligenza artificiale e data center, contempo resilienza e controllo a livello nazionale. Nvidia, Nscale e BT sono inoltre tra i membri fondatori dello “UK Sovereign AI Industry Forum“, una coalizione di aziende britanniche che collabora con il governo per rafforzare l’infrastruttura, le competenze e l’ecosistema delle startup nel settore dell’AI sovrana del Regno Unito.

“Per sfruttare appieno i vantaggi dell’AI, la Gran Bretagna ha bisogno di maggiori infrastrutture che la supportino”, commenta il ministro per l’AI, Kanishka Narayan. Questo investimento in nuovi data center per l’AI fornirà alle imprese e ai servizi pubblici gli strumenti necessari per utilizzare l’AI su larga scala qui nel Regno Unito. Costruire ulteriori infrastrutture sul territorio britannico rafforza la nostra posizione in un mercato globale altamente competitivo, sostiene posti di lavoro altamente qualificati e garantisce che la Gran Bretagna possa collaborare con le migliori tecnologie al mondo, sviluppando al contempo le proprie capacità a livello nazionale”.

La strategia francese

La Francia d’altra parte ha annunciato da mesi l’intenzione di abbandonare le piattaforme di videoconferenza americane, come Microsoft Teams e Zoom, in favore di Visio, interamente sviluppata Oltralpe, che diventerà l’unica piattaforma ammessa entro il 2027. La scelta riguarda solo le istituzioni e le organizzazioni pubbliche/governative: i privati cittadini potranno continuare a usare i strumenti che preferiscono.

Ma la stretta di Parigi sulla sovranità tecnologica riguarda pure le comunicazioni spaziali: l’obiettivo è quello di costruire una filiera europea della connettività satellitare capace di ridurre la dipendenza dalle piattaforme statunitensi e di restituire agli operatori Tlc un ruolo centrale anche nella Space Economy.

Parte di questa scommessa è stata affidata a Univity, startup fondata nel 2022 e specializzata nei servizi di connettività satellitare per gli operatori di telecomunicazioni. La società ha annunciato la chiusura di un round Serie A da 27 milioni di euro, che si aggiunge a un contratto da 31 milioni di euro con il Cnes, portando a 68 milioni di euro il totale delle risorse già assicurate. L’operazione ha un valore che va oltre la semplice dimensione finanziaria. Tra gli investitori figurano Blast, Expansion e il fondo Deeptech 2030 gestito da Bpifrance per conto dello Stato francese. Il round appena chiuso serve a completare il programma dimostrativo, a sviluppare un’offerta mirata per le telco, a rafforzare la struttura aziendale e a preparare il passaggio verso la scala industriale e commerciale previsto dal 2028. È uno step chiave, perché certifica che Univity non vuole restare nel perimetro della sperimentazione, ma punta a diventare un vero attore infrastrutturale.

Cloud e disaster recovery, anche l’Ue passa all’azione

Qualcosa si muove pure sul fronte del disaster recovery, con la prima suite ad hoc completamente europea e sovrana. Il sistema, presentato da Cubbit, Suse, Elemento Cloud e StorPool Storage all’European Data Summit di Berlino, è progettato per garantire la continuità operativa delle organizzazioni in caso di eventi catastrofici esterni e incontrollabili, inclusa la potenziale interruzione improvvisa di servizio da parte di un fornitore straniero.

La suite, inoltre, mette al sicuro dati e operazioni delle imprese europee, proteggendole al tempo stesso da dipendenze da infrastrutture tecnologiche estere, e rappresenta un primo passo concreto non solo verso il rimpatrio dei dati ma anche rispetto al recupero del controllo dei workload da fornitori stranieri.

Il lancio di prodotti simili è complementare alla strategia adottata dalla Commissione di Bruxelles che, con un appalto da 180 milioni di euro in sei anni, consente a istituzioni, organi e agenzie dell’Unione di acquistare servizi cloud conformi a criteri avanzati di sovranità. La decisione segna un passaggio politico e industriale rilevante. Le istituzioni europee non si limitano a definire regole, ma diventano utenti diretti di infrastrutture che rispettano standard stringenti su controllo, sicurezza e dipendenza tecnologica.

La gara, aggiudicata in parallelo a quattro fornitori europei, rappresenta un tassello chiave nella costruzione dell’autonomia digitale dell’Unione. Allo stesso tempo, fissa un benchmark operativo destinato a orientare il mercato e le future politiche pubbliche sul tema.

I soggetti selezionati sono Post Telecom, con i partner CleverCloud e Ovhcloud, Stackit, Scaleway e Proximus, che collabora con S3ns, joint venture tra Thales e Google Cloud, insieme a Clarence e Mistral. La scelta di assegnare quattro contratti distinti evita la concentrazione su un unico operatore. La Commissione sta d’altra parte finalizzando una versione aggiornata del Cloud Sovereignty Framework, che includerà criteri specifici per effettuare valutazioni di sovranità. L’obiettivo è supportare le entità che intendono adottare lo stesso approccio, favorendo convergenza e interoperabilità.

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