Il Digital Markets Act entra nella sua stagione decisiva. La terza relazione annuale pubblicata dalla Commissione europea il 22 maggio 2026 racconta infatti un passaggio netto: dopo la fase di avvio e di designazione dei grandi gatekeeper, Bruxelles è passata all’enforcement pieno, con multe, decisioni vincolanti e nuove indagini che allargano il raggio d’azione del regolamento. Il punto politico e industriale è chiaro: il Digital Markets Act non è più solo un quadro normativo ambizioso, ma uno strumento operativo con cui l’Europa prova a ridisegnare i rapporti di forza nei mercati digitali.
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Digital Markets Act: multe, interoperabilità e cloud prossimo terreno di scontro
La terza relazione annuale della Commissione mostra il passaggio dalla messa a punto delle regole alla loro applicazione concreta. Nel mirino non ci sono solo Apple e Meta, ma anche gli equilibri futuri tra piattaforme, sviluppatori, editori e servizi infrastrutturali

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