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Digital Networks Act, ecco il piano in 12 punti di Connect Europe



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Secondo l’associazione dei fornitori di servizi di connettività, trasformare il framework in un vero strumento di competitività supportando lo sviluppo di AI, cloud, cybersecurity e sovranità tecnologica, significa puntare su semplificazione e riequilibrio dell’ecosistema digitale

Pubblicato il 27 mag 2026



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Telecommunication network above Europe viewed from space with connected system for European 5g LTE mobile web, global WiFi connection, Internet of Things (IoT) technology or blockchain fintech (Telecommunication network above Europe viewed from space
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Per Connect Europe, l’associazione europea dei fornitori di servizi di connettività, trasformare il Digital Networks Act in un vero strumento di competitività significa puntare su semplificazione, investimenti, sicurezza, sostenibilità e riequilibrio dell’ecosistema digitale.

Nell’ottica di mettere a fuoco le priorità del settore delle telecomunicazioni europeo – troppo frammentato rispetto ad altri mercati e incapace di adeguarsi ai livelli di efficienza e valore generati dai competitor – l’associazione ha pubblicato un documento contenente un piano in 12 punti che punta a stimolare il miglioramento del framework durante il processo negoziale e legislativo.

In estrema sintesi, Connect Europe sostiene che la connettività non costituisce solo un’infrastruttura tecnica, ma rappresenta una leva industriale strategica per l’Europa: senza reti più solide, scalabili e sostenibili, anche le ambizioni europee su AI, cloud, cybersecurity, competitività e sovranità digitale restano più difficili da realizzare.

1. Semplificare e armonizzare e parità di condizioni

Secondo Connect Europe, innanzitutto, il Dna dovrebbe eliminare le norme duplicate anziché aggiungere complessità e burocrazia, riducendo al tempo stesso la frammentazione e garantendo una reale parità di condizioni nell’intero ecosistema digitale, in linea con il principio “stessi servizi, stesse regole”.

2. Rafforzare la certezza dello spettro a lungo termine

Gli investimenti richiedono prevedibilità. Le licenze per lo spettro dovrebbero quindi essere a tempo indeterminato o a lungo termine (40 anni), supportate da quadri di rinnovo automatico prevedibili e giuridicamente sicuri. Le misure di modellazione del mercato e la condivisione obbligatoria devono rimanere giustificate e proporzionate. Una chiara definizione tempestiva delle bande future, incluso il 6G, è fondamentale per ancorare gli investimenti nell’ecosistema. La governance dello spettro deve rafforzare le economie di scala, non introdurre incertezza.

3. Favorire una transizione alla fibra guidata dal mercato

Con oltre il 77% di copertura Ftth, la migrazione alla fibra è ben avviata e in molti Stati membri si è già registrata un’elevata adozione senza un mandato normativo. Lo spegnimento della fibra dovrebbe rimanere guidato dal mercato. Le tempistiche uniformi dell’Ue, scollegate dalle realtà del mercato, mancano di proporzionalità e rischiano di distorcere la concorrenza e ridurre la pluralità delle infrastrutture. Le politiche dovrebbero dare priorità alla condivisione delle migliori pratiche, supportare l’implementazione e la domanda, piuttosto che imporre scadenze rigide che indeboliscono la fiducia, gli incentivi agli investimenti e la certezza del diritto.

4. Puntare su un regime di accesso a prova di futuro

Il Dna dovrebbe rendere la deregolamentazione la norma predefinita, limitare l’intervento normativo a colli di bottiglia locali realmente eccezionali, rifiutare prodotti di accesso Ue standardizzati e garantire che qualsiasi rimedio sia rigorosamente giustificato, proporzionato, con scadenza definita e a supporto degli investimenti nelle infrastrutture Gigabit.

5. Aggiornare le regole di un Internet aperto per le reti avanzate

I principi di un Internet aperto devono essere preservati, adattando le regole all’evoluzione tecnologica. Le architetture 5G avanzate e cloud-native si basano su una gestione flessibile del traffico, sulla differenziazione della qualità e sul network slicing, consentendo offerte più personalizzate e servizi innovativi. L’offerta di connettività B2B dovrebbe essere esclusa dall’ambito di applicazione per evitare di ostacolare la digitalizzazione industriale. Le norme aggiornate dovrebbero favorire l’innovazione e consentire ai consumatori di beneficiare delle reti moderne.

6. Correggere gli squilibri nella catena del valore della connettività

Per Connect Europe è inoltre necessario affrontare le asimmetrie persistenti. I grandi generatori di traffico che influenzano i carichi di rete dovrebbero impegnarsi in negoziati equi sull’interconnessione e sul trasporto dati IP nell’ambito di un quadro vincolante dell’Ue con un’efficace risoluzione delle controversie. Gli approcci di conciliazione volontaria sono insufficienti. Inoltre, i principali attori della catena del valore di Internet che incidono sull’instradamento del traffico dovrebbero rispettare i principi di Internet aperto. Lasciare irrisolti squilibri ingiustificati compromette la capacità dell’Europa di raggiungere i suoi obiettivi di connettività, sostenibilità e politica industriale.

7. Garantire la neutralità tecnologica e la parità normativa

I servizi equivalenti devono essere soggetti a norme equivalenti. La Direttiva ePrivacy, una normativa orizzontale obsoleta e specifica per settore che limita la capacità degli operatori di innovare, combattere le frodi e proteggere gli utenti, dovrebbe essere abrogata per fare affidamento sul Gdpr, applicabile in egual misura a tutti gli attori. Con l’espansione dei fornitori di servizi satellitari nei mercati direct-to-device, è necessario garantire la parità normativa, salvaguardando al contempo la certezza dello spettro terrestre. Un quadro tecnologico neutrale è essenziale per prevenire distorsioni e proteggere gli investimenti a lungo termine.

8. Riorientare le politiche a tutela dell’utente finale verso la proporzionalità e la coerenza

La tutela dell’utente finale deve rimanere forte ma proporzionata. I quadri normativi orizzontali a tutela dei consumatori dovrebbero prevalere sulle norme nazionali e specifiche per le telecomunicazioni, e gli obblighi settoriali rimanenti dovrebbero essere pienamente armonizzati. Il Servizio Universale dovrebbe orientarsi verso strumenti pubblici mirati per affrontare i problemi di accessibilità economica o eventuali lacune di connettività residue. Gli obblighi relativi alle comunicazioni di emergenza devono essere applicati in modo coerente a tutti gli attori interessati. Le disposizioni in materia di frode dovrebbero essere coerenti con le altre leggi dell’Ue e garantire che gli operatori possano agire rapidamente in tempo reale per combattere le frodi. La tutela dei consumatori e la competitività devono rafforzarsi a vicenda attraverso una regolamentazione coerente.

9. Affrontare la resilienza come obiettivo orizzontale, non settoriale

Secondo Connect Europe, un ecosistema di connettività affidabile è un obiettivo condiviso da decisori politici e industria. Gli operatori garantiscono già sicurezza e resilienza attraverso misure tecniche, operative e organizzative complete. Nuovi meccanismi sovrapposti e settoriali aggiungeranno confusione e complessità, risultando sproporzionati. Gli obiettivi di resilienza dovrebbero quindi essere affrontati attraverso i quadri normativi orizzontali esistenti.

10. Garantire che le autorizzazioni non creino oneri aggiuntivi ingiustificati

Gli operatori già autorizzati dovrebbero essere considerati conformi a qualsiasi nuovo sistema che il Dna introdurrebbe per l’autorizzazione generale/passaporto e per l’autorizzazione generale dello spettro. Inoltre, qualsiasi nuovo requisito per l’ingresso nel mercato non dovrebbe creare incertezza giuridica per le parti interessate facendo riferimento a leggi attualmente non in vigore.

11. Semplificare il quadro normativo per la numerazione delle risorse

I servizi M2M e IoT non interpersonali dovrebbero essere esclusi dagli obblighi incentrati sul consumatore e la complessità normativa dovrebbe essere ridotta laddove la numerazione sia utilizzata solo per la connettività delle macchine.

12. Promuovere reti più ecologiche senza nuova burocrazia

La sostenibilità, infine, dovrebbe essere perseguita attraverso la modernizzazione, l’efficienza e gli incentivi agli investimenti, quindi non attraverso obblighi di rendicontazione specifici per le telecomunicazioni che, sovrapponendosi, rischiano di duplicare la legislazione Ue esistente e di contrastare in ultima analisi l’agenda di semplificazione.

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