La partnership

Broadband e reti aperte: Adtran e HPE insieme per le infrastrutture future-ready



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La collaborazione tra le due aziende punta su interoperabilità multi-vendor, automazione AI-driven e architetture componibili. Accesso, trasporto ottico e funzioni di rete convergono in un modello flessibile, scalabile e pronto a evolversi

Pubblicato il 25 giu 2026



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Punti chiave

  • Domanda in crescita spinge operatori verso modelli aperti e disaggregati multi-vendor, per abilitare servizi multi-gigabit e 50G PON sostenibili.
  • La partnership Adtran–HPE integra portafoglio PON e know‑how DWDM, promuovendo interoperabilità e architetture componibili per accesso, aggregazione e trasporto unificati.
  • Automazione basata su intent con AI-native, API aperte e approccio plug-and-play semplifica le operation, riduce OpEx e accelera deployment e scalabilità.
Riassunto generato con AI


Domanda di banda in crescita, aspettative orientate al multi-gigabit e margini sotto pressione: è su questo equilibrio sempre più complesso che si gioca oggi la partita delle reti broadband. Per gli operatori, la sfida non riguarda solo la capacità di trasporto, ma la possibilità di trasformare l’infrastruttura in una leva per ampliare l’offerta e sostenere nuove logiche di crescita.

A cambiare è anche il modo di progettare la rete. Le architetture tradizionali mostrano limiti evidenti rispetto alla necessità di accelerare i deployment, ridurre i costi operativi e introdurre un’innovazione “continua”. Da qui l’affermazione di modelli aperti, disaggregati e programmabili, pensati per accompagnare l’evoluzione tecnologica nel tempo e sostenere la crescente complessità dei servizi digitali.

Architetture disaggregate e apertura multi-vendor

La risposta a questa evoluzione passa dall’adozione di reti aperte e componibili, capaci di garantire maggiore flessibilità e controllo, dove ogni componente del network può essere selezionato e integrato secondo logiche best-of-breed, superando i vincoli delle soluzioni monolitiche.

L’interoperabilità multi-vendor, basata su standard aperti, diventa un fattore abilitante chiave, riducendo i rischi legati alla supply chain e consentendo agli operatori di scegliere in modo dinamico le tecnologie più adatte.

Questo approccio consente inoltre di costruire reti progettate per il lungo termine, in grado di supportare l’evoluzione verso scenari avanzati come il 50G PON e i servizi ad altissima capacità, mantenendo al tempo stesso sostenibilità economica e operativa.

Proprio in considerazione di questi aspetti la collaborazione tra Adtran e HPE va oltre il perimetro dell’accesso e arriva a collocarsi all’interno di un rapporto tecnologico più ampio, maturato anche nel campo del DWDM e del trasporto ottico. Una partnership consolidata, fondata su interoperabilità, standard aperti e integrazione multi-vendor, in linea con l’evoluzione delle reti verso modelli più flessibili e componibili.

“Il tema oggi non è soltanto aumentare la capacità della rete, ma creare infrastrutture che possano evolvere nel tempo senza vincoli tecnologici – osserva Marcello Forti, VP Sales Southern Europe di Adtran – L’integrazione tra piattaforme PON aperte e architetture interoperabili permette agli operatori di prepararsi all’evoluzione verso servizi multi-gigabit e 50G PON mantenendo pieno controllo sulle proprie strategie di sviluppo”.

l punto centrale non è quindi la semplice integrazione di tecnologie differenti, ma la possibilità di costruire un modello infrastrutturale aperto e programmabile, nel quale accesso, aggregazione e trasporto ottico convergono in un’architettura coerente e future-ready.

Una base intelligente e future-ready

Per raggiungere il risultato le due aziende mettono a fattor comune le competenze di HPE Networking nel routing e nelle operations AI-native e il portafoglio PON di Adtran.

Dal punto di vista architetturale, l’integrazione tra router e piattaforme consente di realizzare un accesso broadband disaggregato e ad alte prestazioni, capace di supportare servizi residenziali, enterprise, wholesale e mobile su un’unica infrastruttura.

Il risultato è una rete che unisce capacità di aggregazione in fibra, automazione intelligente e gestione unificata, con ricadute dirette sull’efficienza operativa.

Automazione AI-driven e semplificazione operativa

Uno degli elementi distintivi della soluzione è l’automazione basata sull’intento, supportata da API aperte. Questo approccio consente di gestire in modo proattivo l’intero ciclo di vita della rete, dalla fase di provisioning fino alle operazioni day 2+, riducendo errori manuali e tempi di intervento.

L’automazione AI-native sta cambiando il modo in cui vengono gestite le reti broadband – sottolinea Stefano Andreucci, Senior Sales Director di HPE – Juniper Networks – L’obiettivo è semplificare le operation e consentire ai service provider di accelerare l’introduzione di nuovi servizi, riducendo al tempo stesso complessità e costi legati alla gestione quotidiana dell’infrastruttura”.

Nel dettaglio, le funzionalità AI-native permettono di ottimizzare la gestione dei guasti, accelerare i processi di configurazione e migliorare l’esperienza utente, contribuendo a una riduzione significativa dell’OpEx.

Parallelamente, il modello plug-and-play consente di velocizzare il deployment delle infrastrutture, riducendo complessità, tempi di formazione e gestione degli inventory.

Scalabilità, efficienza e nuovi modelli di servizio

La combinazione tra apertura architetturale e automazione avanzata si traduce in benefici concreti per gli operatori. In primo luogo, consente di scalare la rete in modo flessibile, passando da implementazioni distribuite a scenari ad alta densità, con capacità che possono supportare da poche centinaia fino a oltre 100.000 utenti.

Allo stesso tempo, la compattezza delle piattaforme OLT disaggregate contribuisce a migliorare l’efficienza energetica e a contenere occupazione di spazio e consumi, elementi sempre più rilevanti nelle strategie di sostenibilità.

Questo assetto favorisce una convergenza sempre più stretta tra accesso broadband, aggregazione e trasporto ottico, superando la frammentazione tradizionale delle infrastrutture. Gli operatori possono così sviluppare nuovi servizi e modelli di business su un’architettura unificata, più flessibile e pronta ad accompagnare l’evoluzione futura della rete.

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