BT e Verizon uniranno le loro attività internazionali. Si chiude così la ricerca di un acquirente da parte del gruppo britannico, durata oltre 18 mesi. Il perfezionamento di quella che è stata presentata come un’operazione di joint venture, che si inserisce in un contesto di rapido consolidamento delle Tlc a livello globale, è previsto per il 2027, previa approvazione delle autorità di regolamentazione e il rispetto delle condizioni di chiusura.
Al completamento della transizione, la nuova realtà instaurerà rapporti commerciali sia con BT che con Verizon, fornendo un servizio integrato e senza soluzione di continuità a livello transfrontaliero, anche per i clienti nel Regno Unito e negli Stati Uniti.
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La struttura della nuova joint venture
Entrando più nello specifico, i due colossi delle telecomunicazioni hanno stabilito di dare vita a una joint venture paritetica, che dovrebbe generare un fatturato di circa 4 miliardi di dollari: secondo le società, l’operazione “trasformerà la connettività internazionale” creando una realtà – progettata per un mondo incentrato sul cloud nell’era dell’intelligenza artificiale – al servizio di organizzazioni multinazionali con oltre 3mila clienti in più di 180 Paesi.
La joint venture unisce BT International con la divisione internazionale di Verizon dedicata alla telefonia fissa per le imprese, e si prevede che l’ampiezza delle operazioni consentirà di ottenere “significative economie di scala nell’ambito della rete globale combinata e dei servizi”.
BT e Verizon prevedono di utilizzare l’infrastruttura della joint venture per soddisfare le esigenze locali in materia di conformità e sovranità, creare un solido ecosistema di servizi e accelerare l’implementazione delle piattaforme di connettività di nuova generazione. Allo stesso tempo, si legge in una nota, le società madri potranno concentrarsi meglio sui propri mercati nazionali, fornendo supporto alla nuova joint venture in qualità di azionisti paritari. BT e Verizon hanno precisato che le loro attività continueranno a operare in modo indipendente fino alla conclusione della transazione.
Verizon verserà a BT un importo di conguaglio di 625 milioni di dollari per garantire pari diritti di voto. Martijn Blanken, ex dirigente di Telstra e Kpn, è stato nominato ceo della nuova società e dovrebbe entrare a far parte di BT a partire dal 1° settembre, in preparazione al completamento dell’accordo. Clive Selley continuerà a guidare BT International in qualità di ceo, garantendo la continuità della trasformazione in corso in vista della creazione della joint venture. La leadership di Verizon rimane invariata.
La razionalizzazione dei costi di BT
“Unire l’esperienza e la tradizione di BT International con le solide relazioni di Verizon con le multinazionali creerà un partner di connettività più forte e su larga scala, con la portata, l’innovazione e gli investimenti necessari per avere successo”, commenta Allison Kirkby, amministratore delegato di BT Group. “I clienti beneficeranno di nuove piattaforme di connettività sicure e resilienti, progettate per l’era dell’intelligenza artificiale e sovrane laddove conta. Ciò creerà nuove opportunità per i nostri dipendenti e valore a lungo termine per i nostri azionisti. L’annuncio di oggi rappresenta una pietra miliare per BT International e un importante passo avanti per BT nel suo complesso, in quanto ci consente di realizzare la nostra strategia focalizzata sul Regno Unito”.
Il mese scorso Kirkby ha dichiarato che BT avrebbe aumentato il suo obiettivo di risparmio da 3 miliardi di sterline entro il 2029 a 3,7 miliardi di sterline entro il 2030. Si prevede che il numero di dipendenti di BT alla fine del decennio si attesterà tra 75mila e 80mila, verso la parte inferiore della fascia stimata tra 75mila e 90mila, definita nel 2023, sottolinea il Guardian, precisando che lo stipendio e i bonus di Kirkby sono più che raddoppiati lo scorso anno, raggiungendo i 5,6 milioni di sterline, il premio più alto mai assegnato a un dirigente della società di telecomunicazioni in oltre un decennio. Le azioni di BT sono aumentate di oltre il 70% da quando ha assunto l’incarico.
La visione di Verizon
Anche Dan Schulman, ceo di Verizon, si dichiara soddisfatto: “I nostri clienti internazionali necessitano di una connettività sicura e flessibile che funzioni senza problemi oltre confine e negli ambienti cloud. Quando abbiamo riflettuto su come supportarli al meglio, questa joint venture si è rivelata la risposta ideale: una piattaforma all’avanguardia, predisposta per l’intelligenza artificiale e sicura, gestita da un’unica organizzazione globale dedicata alle loro esigenze. Allo stesso tempo, il nostro rapporto con questi clienti rimarrà altrettanto solido, poiché continueremo a fornire loro direttamente la connettività di cui hanno bisogno negli Stati Uniti”.
D’altra parte pure Verizon ha attuato misure di riduzione dei costi, annunciando a novembre il taglio di circa 13mila posti di lavoro in tutta l’organizzazione. Lo stesso Schulman aveva dichiarato ai dipendenti all’epoca che l’azienda aveva bisogno di “semplificare le nostre operazioni per affrontare la complessità e gli attriti che ci rallentano e frustrano i nostri clienti”.
Le manovre di BT nell’ambito del consolidamento di settore
La joint venture con Verizon rappresenta solo l’ultima delle iniziative attuate da BT, che negli ultimi anni ha deciso di ridimensionare le attività estere favorendo il consolidamento di settore. In Italia per esempio il gruppo ha venduto parte delle attività a Tim nel 2020 e ha ceduto la parte restante a Retelit lo scorso anno. A settembre, BT ha completato la vendita della sua divisione wholesale e enterprise in Irlanda a Speed Fibre Group. A gennaio, infine, è stata completata la vendita di BT Federal, la filiale statunitense che opera con il governo, a 22nd Century Networks.



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