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Cloud sovrano verso il boom: il mercato supererà i 1.600 miliardi entro il 2035



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È quanto emerge da un’analisi pubblicata da “S&S Insider, Strategy & Stats”. Sicurezza, AI, requisiti normativi e tensioni geopolitiche alimentano una crescita media annua superiore al 30%

Pubblicato il 13 lug 2026



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Punti chiave

  • cloud sovrano: mercato da 111,4 a 1.603,4 mld (2025-2035, CAGR 30,58%) spinto da controllo dei dati e conformità normativa.
  • Soluzioni con confidential computing, crittografia e Zero Trust; attori chiave: Microsoft, E2E Cloud e operatori locali.
  • Europa (con Gdpr, AI Act) è mercato maturo; Asia-Pacifico cresce più rapido. L’AI amplia sicurezza e controllo.
Riassunto generato con AI


Il cloud sovrano si prepara a un deciso salto di scala. Il mercato globale, valutato 111,4 miliardi di dollari nel 2025, potrebbe raggiungere i 1.603,4 miliardi entro il 2035, registrando un tasso medio annuo di crescita del 30,58%. Una traiettoria che riflette l’aumento della domanda di soluzioni capaci di assicurare controllo sui dati, conformità normativa e protezione delle infrastrutture digitali strategiche.

A delineare lo scenario è un’analisi di Sakshi Kale, Market Research Specialist, pubblicata da “S&S Insider, Strategy & Stats”, società globale di ricerca di mercato e consulenza aziendale. Secondo lo studio, la convergenza tra regolazione, cybersecurity, tensioni geopolitiche e diffusione dell’intelligenza artificiale è destinata ad accelerare gli investimenti di governi, imprese e grandi fornitori tecnologici.

Il controllo dei dati diventa una priorità industriale

La crescita del settore è alimentata innanzitutto dal rafforzamento delle norme sulla localizzazione e sulla gestione delle informazioni. Governi, pubbliche amministrazioni e imprese regolamentate cercano piattaforme che consentano di mantenere dati e applicazioni all’interno di giurisdizioni definite, riducendo l’esposizione a interferenze esterne e rischi legali.

La sovranità digitale amplia così il proprio significato oltre la semplice collocazione geografica dei dati. Il tema riguarda anche il controllo operativo delle infrastrutture, la gestione delle chiavi crittografiche, le modalità di accesso alle informazioni e la capacità di rispettare requisiti nazionali ed europei.

La pressione esercitata dalle minacce informatiche e dalle tensioni geopolitiche rafforza ulteriormente questa tendenza. Per le organizzazioni che gestiscono servizi essenziali, secondo la lettura di S&S, il cloud sovrano diventa uno strumento per aumentare la resilienza e mantenere un presidio diretto sulle risorse digitali più sensibili.

Sicurezza e conformità spingono gli investimenti

Le piattaforme di nuova generazione integrano tecnologie come confidential computing, crittografia avanzata, architetture Zero Trust e infrastrutture localizzate. Queste soluzioni permettono di combinare la flessibilità tipica del cloud con livelli più elevati di controllo e protezione.

L’interesse è particolarmente forte nei comparti sottoposti ai vincoli più stringenti, tra cui pubblica amministrazione, difesa, sanità, servizi finanziari e telecomunicazioni. In questi settori, la capacità di dimostrare dove risiedono i dati, chi può accedervi e secondo quali regole assume un peso crescente nelle strategie di trasformazione digitale.

La conformità normativa diventa quindi una leva di mercato, capace di orientare le scelte tecnologiche e di favorire lo sviluppo di offerte progettate per specifici contesti nazionali o regionali.

Hyperscaler e operatori locali ridisegnano l’offerta

L’analisi individua Microsoft, Amazon Web Services, IBM, Google Cloud ed E2E Cloud tra gli attori più attivi nello sviluppo del comparto.

Microsoft, secondo l’analisi, continua a rafforzare le proprie soluzioni dedicate alla sovranità, puntando sulla residenza dei dati, sulla gestione locale delle chiavi di cifratura e sul confidential computing. Amazon Web Services amplia invece le infrastrutture rivolte ai governi e alle industrie maggiormente regolamentate.

IBM concentra la propria strategia sull’integrazione tra cloud ibrido, sicurezza enterprise, automazione e intelligenza artificiale. Google Cloud sviluppa offerte basate su crittografia, ambienti ibridi e collaborazioni con partner locali, mentre E2E Cloud punta su piattaforme rivolte a governi e organizzazioni che richiedono un controllo diretto dell’infrastruttura.

La competizione si gioca sempre più sulla capacità di conciliare scala globale e presidio locale. Accanto agli hyperscaler acquistano quindi rilevanza operatori nazionali, system integrator e fornitori specializzati, chiamati a garantire governance, interoperabilità e rispetto delle normative.

Europa tra i mercati più maturi

L’Europa si conferma una delle aree più avanzate nello sviluppo del cloud sovrano, sostenuta da un quadro normativo articolato e da una crescente attenzione alla protezione degli asset digitali.

Il Gdpr, l’AI Act e le politiche nazionali sulla localizzazione delle informazioni stanno orientando gli investimenti pubblici e privati. La Germania assume un ruolo di primo piano, grazie anche ai programmi federali dedicati alla costruzione di infrastrutture e servizi digitali più autonomi.

L’Asia-Pacifico viene invece indicata come la regione con il ritmo di crescita più elevato, trainata dalle iniziative di digitalizzazione, dalle nuove norme sulla protezione dei dati e dagli investimenti pubblici in piattaforme nazionali. Il Nord America mantiene una posizione centrale grazie alla presenza dei maggiori fornitori mondiali e alla spesa crescente in cybersecurity.

L’intelligenza artificiale amplia il perimetro

La diffusione dell’AI rappresenta uno dei principali fattori di accelerazione. L’addestramento e l’utilizzo dei modelli richiedono infatti grandi quantità di dati, capacità di calcolo e infrastrutture sicure, soprattutto quando le applicazioni coinvolgono informazioni sensibili o processi critici.

Il cloud sovrano, secondo S&S, è destinato a diventare una componente chiave anche delle strategie di intelligenza artificiale, perché permette di definire regole precise sulla gestione dei dataset, sull’accesso ai modelli e sulla collocazione delle risorse computazionali.

L’integrazione tra AI, automazione, confidential computing e approcci Zero Trust contribuirà a rendere queste piattaforme adatte a un numero crescente di applicazioni. Governi e imprese potranno così sviluppare servizi avanzati mantenendo un maggiore controllo sull’intera catena tecnologica.

La capacità di garantire contemporaneamente sicurezza, interoperabilità, conformità e scalabilità sarà il principale fattore competitivo. Secondo l’analisi, i fornitori in grado di rispondere a queste esigenze saranno tra i protagonisti della prossima fase di sviluppo dell’industria cloud.

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