Per anni la sicurezza delle reti mobili ha fatto affidamento anche su un presupposto architetturale preciso: ciò che si trova all’interno del core network è protetto perché accessibile soltanto da componenti fidati, collocati in infrastrutture controllate dall’operatore. La trasformazione cloud native del 4G e soprattutto del 5G sta però rendendo questa impostazione sempre più difficile da sostenere.
la ricerca
Sicurezza 5G, gli agenti AI mettono sotto pressione il mobile core
Una ricerca della Nanyang Technological University di Singapore individua 84 vulnerabilità nelle reti 4G e di quinta generazione e mostra come cloud native, infrastrutture condivise e fiducia nelle interfacce interne amplino i rischi per gli operatori
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