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Sicurezza 5G, gli agenti AI mettono sotto pressione il mobile core


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Una ricerca della Nanyang Technological University di Singapore individua 84 vulnerabilità nelle reti 4G e di quinta generazione e mostra come cloud native, infrastrutture condivise e fiducia nelle interfacce interne amplino i rischi per gli operatori

Pubblicato il 4 set 2026

Federica Meta

Direttrice



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Per anni la sicurezza delle reti mobili ha fatto affidamento anche su un presupposto architetturale preciso: ciò che si trova all’interno del core network è protetto perché accessibile soltanto da componenti fidati, collocati in infrastrutture controllate dall’operatore. La trasformazione cloud native del 4G e soprattutto del 5G sta però rendendo questa impostazione sempre più difficile da sostenere.

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