La corsa all’intelligenza artificiale e al cloud spinge gli investimenti fino al fondo dell’Atlantico. EXA Infrastructure ha avviato EXA Meridian, un cavo sottomarino di 6.552 chilometri che collegherà il New Jersey alla località britannica di Brean, nel Somerset. L’entrata in servizio è programmata per il quarto trimestre del 2029.
Il progetto porta a nove i collegamenti transatlantici nel portafoglio dell’operatore e punta ad ampliare sia la capacità sia la diversificazione delle rotte fra Nord America ed Europa. Secondo EXA, sarà anche il primo cavo transatlantico realizzato da un solo operatore negli ultimi dieci anni.
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Ventiquattro coppie di fibra per la domanda di AI e cloud
Il disegno tecnico riflette un cambiamento nel mercato della capacità internazionale. I maggiori acquirenti, a partire dagli hyperscaler e dai nuovi operatori cloud specializzati nei carichi di AI, tendono ad assicurarsi porzioni di spettro ottico o intere coppie di fibra, anziché acquistare singole lunghezze d’onda. In questo modo possono gestire direttamente una quantità maggiore di capacità e pianificarne l’espansione nel lungo periodo.
EXA Meridian sarà realizzato con 24 coppie di fibra e una capacità complessiva dichiarata superiore a 500 terabit al secondo. Il collegamento è rivolto agli hyperscaler, ai cosiddetti neocloud, alle istituzioni finanziarie, alle amministrazioni pubbliche e agli organismi di ricerca. La società lega l’investimento all’aumento dei flussi di dati fra le due sponde dell’Atlantico, alimentato dalla diffusione dell’AI, dei servizi cloud e delle architetture di data center distribuite.
“La domanda di capacità attraverso l’Atlantico sta cambiando rapidamente. I maggiori clienti pianificano sempre più gli acquisti in termini di spettro e coppie di fibra, e la capacità di cui avranno bisogno verso la fine del decennio deve essere costruita ora – afferma Jim Fagan, ceo di EXA Infrastructure – Con la data di entrata in servizio fissata al 2029, EXA Meridian sarà l’unico cavo con una capacità sufficiente a soddisfare questa domanda su larga scala”.
Il contratto con Xtera e la tabella di marcia
Il progetto ha raggiunto la fase di Contract in Force (Cif) con Xtera, passaggio che rende operativo il contratto per la realizzazione del sistema. Lo specialista delle telecomunicazioni sottomarine agirà come fornitore chiave, mentre EXA manterrà la guida e la responsabilità della consegna.
L’infrastruttura dispone già, secondo l’operatore, di impegni commerciali sottoscritti da clienti di riferimento, fra cui operatori hyperscale e neocloud. Questi accordi costituiscono la base commerciale dell’investimento, insieme al coinvolgimento di fornitori di primo livello. Il traguardo resta la disponibilità del servizio entro gli ultimi tre mesi del 2029.
Dall’approdo di Brean alla rete paneuropea
Uno degli elementi qualificanti del progetto riguarda l’integrazione con l’infrastruttura terrestre. Il cavo approderà in una nuova stazione a Brean, da cui partiranno percorsi differenziati verso Slough e verso la dorsale paneuropea di proprietà di EXA. La connessione diretta consente di proseguire il trasporto dei dati sullo stesso perimetro infrastrutturale, offrendo più alternative di instradamento e una maggiore diversificazione geografica.
Per i grandi utilizzatori di capacità, l’integrazione fra tratta sottomarina e rete terrestre incide sulla resilienza complessiva: permette di distribuire i flussi su itinerari differenti e riduce la dipendenza da un singolo punto di passaggio. EXA punta così a posizionare Meridian come parte di una rete più ampia, invece che come collegamento isolato fra due stazioni di approdo.
“Abbiamo mantenuto con continuità l’impegno a investire per rispondere a una domanda sostenuta. Questo significa capire dove sta andando il mercato, assicurarsi i capitali per agire in anticipo e avere l’esperienza necessaria per passare all’esecuzione quando si presenta l’opportunità – sottolinea Fagan – Integrando EXA Meridian direttamente nell’infrastruttura che possediamo e gestiamo in Europa, possiamo offrire ai clienti una scelta più ampia di rotte, maggiore resilienza e una più chiara responsabilità operativa. È la prova del rigore alla base della nostra strategia di investimento e della fiducia con cui continuiamo a costruire nuova capacità quando la domanda commerciale lo richiede”.
La capacità transatlantica si prepara ai carichi di fine decennio
La scelta di avviare oggi un sistema previsto per il 2029 mostra la distanza temporale fra la domanda attesa e la disponibilità di nuova capacità sottomarina. Pianificazione, produzione, posa e collaudo richiedono anni, mentre i maggiori clienti dimensionano già le reti in funzione dei carichi previsti alla fine del decennio.







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