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Labriola: “Gli algoritmi ci chiudono in una bolla, serve il coraggio di cambiare opinione”


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In occasione della presentazione della seconda edizione di Doubt and Debate, l’Ad di Tim richiama la responsabilità delle piattaforme digitali nella formazione del pensiero e rilancia l’educazione critica nelle scuole. “Una società che smette di farsi domande rischia di perdere la capacità di scegliere, imparare e crescere”

Pubblicato il 16 ott 2026



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Punti chiave

  • Labriola avverte che algoritmi, personalizzazione e meccanismi di engagement costruiscono bolle di opinione; serve rafforzare il pensiero critico nelle nuove generazioni.
  • La piattaforma Doubt and Debate offre materiale gratuito alle scuole superiori su intelligenza artificiale, disinformazione e media literacy, con thinking routines e masterclass.
  • La seconda edizione amplia i partner editoriali (es. Financial Times); la componente tecnologica è curata da Tim e il progetto è ad accesso gratuito per le scuole.
Riassunto generato con AI


“Il digitale ci ha abituati a risposte che troppo spesso ci danno ragione”. Parte da questa considerazione Pietro Labriola, amministratore delegato di Tim, per richiamare l’attenzione sull’influenza degli algoritmi nella formazione delle opinioni e sull’importanza di sviluppare il pensiero critico, soprattutto tra le nuove generazioni.

“Non è un caso: algoritmi, personalizzazione e meccanismi di engagement tendono a costruire intorno a noi una bolla di contenuti e opinioni sempre più vicini ai nostri”, osserva Labriola in occasione della presentazione della seconda edizione di Doubt and Debate, il progetto internazionale di educazione tecnologica e mediatica promosso da Osservatorio for independent thinking, di cui Tim è main partner in Italia.

L’iniziativa, presentata a Milano, prenderà il via lunedì 19 ottobre e coinvolgerà gli studenti delle scuole secondarie di secondo grado in un percorso dedicato alla comprensione dei meccanismi che governano l’informazione digitale, dall’intelligenza artificiale agli algoritmi di raccomandazione, fino alla disinformazione online.

Labriola: “Una società che smette di farsi domande rischia di perdere la capacità di scegliere”

Per l’amministratore delegato di Tim, la diffusione di sistemi digitali che selezionano e personalizzano i contenuti rende necessario rafforzare gli strumenti di valutazione delle informazioni.

“Con Doubt and Debate, insieme a Osservatorio for independent thinking, vogliamo allenare le giovani generazioni a non accontentarsi della prima risposta, ma a costruire un’opinione, metterla alla prova e, quando necessario, avere il coraggio di cambiarla. È una sfida culturale che ci riguarda tutti, perché una società che smette di farsi domande rischia di perdere la capacità di scegliere, imparare e crescere”.

L’impegno di Tim si estende anche ai social network, attraverso una campagna che punta a sensibilizzare gli utenti sui meccanismi di selezione delle informazioni e sulla tendenza a entrare in contatto prevalentemente con contenuti coerenti con le proprie convinzioni.

“Per questo portiamo il progetto nelle scuole e anche sui social, dove le bolle si formano e si rafforzano ogni giorno. #RompiLaBolla è lo slogan che abbiamo scelto per ricordare a tutti che allargare il proprio sguardo è il primo passo per pensare davvero con la propria testa. TIM porta il digitale nella vita di milioni di italiani. Per questo sentiamo anche la responsabilità di incoraggiare il pensiero critico e la libertà di scelta.”

Intelligenza artificiale, algoritmi e disinformazione al centro delle lezioni

Doubt and Debate è una piattaforma educativa multimediale rivolta a docenti e studenti delle scuole superiori, che integra competenze tecnologiche, alfabetizzazione ai media ed educazione civica.

Il programma affronta alcuni dei principali fenomeni che caratterizzano l’ecosistema dell’informazione digitale, a partire dal funzionamento degli algoritmi e dell’intelligenza artificiale generativa. Particolare attenzione è dedicata alle echo chambers, gli ambienti informativi nei quali gli utenti vengono esposti soprattutto a contenuti che confermano le loro convinzioni, e ai meccanismi attraverso cui le piattaforme possono orientare consumi, comportamenti e opinioni.

Il percorso comprende anche attività di media literacy, basate sul confronto tra notizie e servizi giornalistici prodotti da testate nazionali e internazionali. Gli studenti possono analizzare le differenti modalità con cui uno stesso avvenimento viene raccontato, distinguendo i fatti dalle interpretazioni e riconoscendo l’influenza delle prospettive editoriali.

Alle lezioni si affiancano masterclass con protagonisti dell’informazione internazionale e attività di discussione in classe. Il metodo didattico utilizza le thinking routine, pratiche di apprendimento che guidano gli studenti nell’osservazione, nella formulazione di domande e nel confronto tra interpretazioni differenti.

Financial Times, The Economist e Süddeutsche Zeitung entrano nel progetto

Una delle principali novità della seconda edizione riguarda l’ampliamento della rete dei partner editoriali. Financial Times, The Economist e Süddeutsche Zeitung entrano a far parte del progetto, affiancando le testate già presenti sulla piattaforma.

Tra i media internazionali coinvolti figurano CNN, The New York Times, The Wall Street Journal e The Washington Post. In Spagna partecipano, tra gli altri, El País, Cinco Días, ABC, La Vanguardia e SER. La rappresentanza italiana comprende Rai, Mediaset, Corriere della Sera, la Repubblica, Il Sole 24 Ore e Il Giornale.

I contenuti video delle diverse testate vengono messi gratuitamente a disposizione delle scuole per permettere agli studenti di confrontare approcci giornalistici, orientamenti editoriali e prospettive nazionali e internazionali.

L’obiettivo è sviluppare la capacità di interpretare criticamente le informazioni, particolarmente rilevante in un contesto nel quale la diffusione dell’intelligenza artificiale generativa rende più complessa la distinzione tra contenuti autentici, manipolati e artificialmente prodotti.

Ceccherini: “Allenare i giovani a pensare con la propria testa”

A illustrare gli obiettivi dell’iniziativa è Andrea Ceccherini, presidente di Osservatorio for independent thinking, che sottolinea il valore dell’autonomia di giudizio nell’attuale contesto informativo.

“Con Doubt and Debate vogliamo allenare i giovani a pensare con la propria testa, per essere liberi da condizionamenti, manipolazione e propaganda. Anche politica”.

L’organizzazione punta in particolare a sostenere il lavoro degli insegnanti attraverso strumenti didattici capaci di favorire la curiosità e il confronto tra punti di vista differenti.

“Noi di Osservatorio for independent thinking siamo e restiamo al fianco di quegli insegnanti che cercano strumenti d’avanguardia per sviluppare la curiosità, il dubbio e la coscienza critica dei loro studenti, aiutandoli a distinguere il falso dal vero, le fonti del giornalismo di qualità dal resto dell’informazione disponibile, i fatti dalle opinioni e – più importante che mai – allenandoli ad aprirsi ai diversi punti di vista con cui una stessa identica notizia può essere raccontata diversamente”.

Ceccherini richiama inoltre il contributo delle testate internazionali, i cui materiali permetteranno alle classi di lavorare su rappresentazioni differenti degli stessi avvenimenti, sviluppando una cultura del dibattito e dell’ascolto.

Il ruolo di Tim e l’accesso gratuito per le scuole

La collaborazione con Tim costituisce la componente tecnologica della seconda edizione italiana di Doubt and Debate. Il progetto si avvale inoltre del contributo di Fondazione Roma in alcune regioni del Sud Italia.

L’iniziativa è disponibile gratuitamente per gli istituti secondari di secondo grado in Italia e in diversi altri Paesi europei.

Le scuole interessate possono ancora aderire contattando Osservatorio for independent thinking al numero 055 41 19 18, dal lunedì al sabato, dalle 8:30 alle 13:30, oppure scrivendo all’indirizzo adesioni@osservatorionline.it.

Dopo l’iscrizione, gli istituti ricevono le credenziali per accedere alla piattaforma e utilizzare i materiali didattici nelle attività in classe.

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