Entro il 2030 il 38% degli utenti smartphone prevede di utilizzare applicazioni di AI agentica, capaci di svolgere attività in autonomia per conto delle persone. Oggi la percentuale si ferma al 4%. Anche l’utilizzo quotidiano dell‘intelligenza artificiale è destinato a crescere: dalla metà degli utenti attuali a circa due terzi entro la fine del decennio. Una diffusione che potrebbe modificare sensibilmente i flussi di traffico sulle reti mobili, aumentando soprattutto la quantità di dati trasmessi dai dispositivi verso i servizi cloud.
lo scenario
Reti mobili, il prossimo utente sarà un agente AI: cambiano i modelli di connettività
Secondo l’Ericsson Consumer Lab, entro il 2030 il 38% degli utenti smartphone prevede di utilizzare assistenti autonomi, contro il 4% attuale. In Italia la quota salirà dal 3% al 25%. Aumenteranno le esigenze di uplink, latenza e sicurezza. Missori: “Dovremo continuare a investire nell’evoluzione delle reti”
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