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Smart city, Viterbo si affida a Boldyn: l’IoT entra nella cabina di regia urbana


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ll progetto Living Smart integra sensori ambientali, cloud e analisi predittiva per supportare le decisioni del Comune. La sindaca Frontini: “Innovazione digitale per definire interventi mirati”. Il CEO della tower company, Ruggiero: “Infrastrutture digitali per generare valore concreto per le città”

Pubblicato il 3 nov 2026

Federica Meta

Direttrice



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Boldyn rende Viterbo una smart city
Boldyn rende Viterbo una smart city


Punti chiave

  • Progetto Living Smart Viterbo di Boldyn Networks: rete diffusa di sensori AirQino per monitorare la qualità dell’aria, microclima e dati territoriali per politiche ambientali.
  • Dati raccolti su piattaforma cloud in tempo reale con allerte personalizzabili, analisi predittiva e integrazione con Gis e sistemi comunali; sezione pubblica per cittadini e scuole.
  • Monitoraggio delle isole di calore con misure centraline e dati satellitari, validazione del Cnr, utile per simulare interventi di adattamento climatico e pianificazione urbana.
Riassunto generato con AI


La smart city si sviluppa anche attraverso la capacità delle amministrazioni di raccogliere e utilizzare dati ambientali per programmare gli interventi sul territorio. È su questo fronte che si concentra il nuovo progetto di Boldyn Networks a Viterbo, dove il Comune ha scelto la società per realizzare un sistema digitale di monitoraggio della qualità dell’aria, delle condizioni microclimatiche e delle isole di calore urbane.

L’iniziativa, denominata “Esperienza digitale del cittadino – Living Smart Viterbo”, rientra nella Strategia territoriale di sviluppo urbano e prevede una rete diffusa di sensori, una piattaforma cloud e strumenti di analisi predittiva. L’obiettivo è mettere a disposizione dell’amministrazione informazioni aggiornate e territorialmente dettagliate, utili per orientare le politiche ambientali, valutare gli effetti delle trasformazioni urbane e migliorare i servizi informativi rivolti ai cittadini.

Per Boldyn Networks, operatore internazionale specializzato in infrastrutture di connettività condivise, il progetto rappresenta un ulteriore tassello delle attività dedicate alle città intelligenti in Italia. Un percorso che comprende Roma5G, il programma di infrastrutturazione digitale della Capitale, nel quale il gruppo ha assunto un ruolo centrale attraverso un partenariato pubblico-privato.

Una rete IoT per monitorare la qualità dell’aria

Il sistema previsto a Viterbo si basa sull’installazione di centraline multiparametriche AirQino, sviluppate attraverso oltre dieci anni di collaborazione con il Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr).

I dispositivi permettono di rilevare diversi indicatori ambientali, tra cui le concentrazioni di polveri sottili PM2.5 e PM10, biossido di azoto e ozono, insieme a parametri meteorologici quali temperatura, umidità, precipitazioni e vento.

La distribuzione delle centraline sarà definita in funzione delle caratteristiche delle diverse aree comunali. Sono previste configurazioni specifiche per il centro urbano, le frazioni, le zone a maggiore intensità di traffico e quelle produttive.

L’infrastruttura potrà utilizzare supporti già presenti sul territorio, come pali dell’illuminazione pubblica ed edifici esistenti, contenendo la necessità di nuove installazioni strutturali.

La rete affiancherà il monitoraggio istituzionale dell’Agenzia regionale per l’ambiente, offrendo una maggiore granularità territoriale delle rilevazioni. La disponibilità di misurazioni provenienti da punti diversi della città consentirà di analizzare le variazioni delle condizioni ambientali tra quartieri e aree con caratteristiche urbanistiche differenti. 

Cloud e analisi predittiva a supporto delle decisioni

Il secondo elemento del progetto riguarda la gestione e l’elaborazione delle informazioni raccolte dai sensori.

I dati confluiranno in una piattaforma cloud accessibile in tempo reale, progettata per consentire agli uffici comunali di consultare gli indicatori ambientali, ricevere allerte personalizzabili e utilizzare strumenti previsionali relativi alla qualità dell’aria e agli eventi meteorologici più significativi. 

Tra le funzionalità previste figura anche la possibilità di simulare gli effetti ambientali di alcuni interventi urbanistici. L’amministrazione potrà, per esempio, valutare le possibili conseguenze dell’introduzione di una nuova zona a traffico limitato oppure della realizzazione di aree verdi.

La piattaforma sarà inoltre predisposta per l’integrazione con i sistemi informativi comunali, i sistemi informativi geografici (Gis) e le basi dati aperte. 

Questa interoperabilità consentirà di mettere in relazione le rilevazioni ambientali con le informazioni territoriali già disponibili, ampliandone le possibilità di utilizzo nella pianificazione urbana.

Una sezione pubblica renderà consultabili i dati anche da cittadini e scuole, con l’obiettivo di favorire la conoscenza delle condizioni ambientali e della loro evoluzione.

Isole di calore, dati satellitari per individuare le aree più esposte

Un’applicazione specifica sarà dedicata alle isole di calore urbane, fenomeno che determina temperature più elevate nelle aree densamente edificate rispetto alle zone circostanti, anche per effetto della concentrazione di superfici impermeabili, della scarsità di vegetazione e delle attività antropiche.

Il progetto prevede l’integrazione delle misurazioni effettuate dalle centraline con dati satellitari relativi alla temperatura delle superfici.

L’elaborazione congiunta permetterà di costruire mappe delle differenze termiche tra aree urbanizzate e zone periurbane, offrendo all’amministrazione una base informativa per individuare gli spazi maggiormente esposti al surriscaldamento.

I risultati potranno essere utilizzati per valutare interventi di adattamento climatico, dalla diffusione del verde urbano all’impiego di materiali riflettenti, fino alla riqualificazione degli spazi pubblici. 

In questo ambito assume rilievo il contributo del Cnr, coinvolto nella validazione dei dati raccolti dalle centraline, nella verifica della loro affidabilità nel tempo e nella produzione di bollettini periodici sulla qualità dell’aria.

Il coinvolgimento scientifico punta a garantire la qualità delle informazioni utilizzate dall’amministrazione e a rendere più affidabili gli strumenti di supporto alla pianificazione.

Frontini: «Dati aggiornati per interventi mirati»

La sindaca di Viterbo, Chiara Frontini, collega il progetto alla necessità di rafforzare gli strumenti a disposizione dell’amministrazione per affrontare le questioni ambientali e climatiche.

“Il nostro impegno per Viterbo è promuovere uno sviluppo urbano sempre più orientato alla tutela dell’ambiente e al benessere della comunità. La disponibilità di dati puntuali e aggiornati sulla qualità dell’aria, sulle condizioni climatiche e sulle isole di calore ci consentirà di approfondire la conoscenza del territorio e di supportare le decisioni amministrative con elementi oggettivi e strumenti di analisi più efficaci. Vogliamo che l’innovazione digitale rappresenti una risorsa concreta per la città, contribuendo a definire interventi mirati, a rafforzare le strategie di adattamento ai cambiamenti climatici e a promuovere una maggiore consapevolezza dei cittadini rispetto alle condizioni ambientali e alla loro evoluzione”, dichiara Frontini.

Ruggiero: «Infrastrutture digitali per pianificare gli interventi»

Per Antonino Ruggiero, Ceo di Boldyn Networks Italia, l’esperienza di Viterbo conferma l’interesse del gruppo verso soluzioni tecnologiche destinate alle amministrazioni pubbliche.

“Con Living Smart Viterbo vogliamo dimostrare come le infrastrutture digitali possano generare valore concreto per le città e per chi le vive. Mettere a disposizione dell’Amministrazione dati ambientali capillari, strumenti di analisi e capacità predittive significa offrire nuove risorse per pianificare gli interventi, affrontare le sfide climatiche e rendere le informazioni più accessibili ai cittadini. È questa la nostra visione di Smart City: integrare tecnologia e competenze per aiutare i territori a prendere decisioni più consapevoli, oggi e nel futuro”, dichiara Ruggiero.

La componente predittiva e l’integrazione delle informazioni ambientali nei sistemi comunali rappresentano gli aspetti più rilevanti dell’intervento. La loro efficacia dipenderà anche dalla capacità dell’amministrazione di utilizzare i risultati delle analisi nei processi ordinari di programmazione e gestione urbana.

(Contenuto editoriale realizzato in collaborazione con Boldyn)

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