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I DATI

23 milioni di dollari l’anno: tanto costa proteggere Mr Zuckerberg

E’ quanto emerge dalle dichiarazioni presentate all’ente regolatore della Borsa americana. Cifre abnormi che “compensano” quel dollaro simbolico da anni indicato come salario del ceo di Facebook

15 Apr 2019

Antonio Dini

Nel 2018 il costo per la sicurezza di Mark Zuckerberg è raddoppiato. Facebook spende 22,6 milioni di dollari per essere certa che il fondatore e Ceo dell’azienda non corra alcun rischio personale. Lo rivelano le dichiarazioni presentate all’ente regolatore della Borsa americana, che indicano il salario del Ceo a 1 dollaro all’anno – una cifra nominale che Zuckerberg percepisce da tre anni – e a 22,6 milioni le spese di genere “altro”, che in realtà sono praticamente tutte per la sicurezza di Zuckerberg.

Infatti, circa 20 milioni di dollari sono spesi direttamente per la sicurezza di Zuckerberg e della sua famiglia, dai 9 milioni spesi un anno prima. Altri 2,6 milioni sono per l’uso dei jet aziendali da parte del Ceo, che secondo l’azienda fanno parte delle spese di sicurezza perché consentono al Ceo di evitare gli ambienti pubblici e la first o la business class dei “normali” voli di linea. Posizioni a bordo degli aerei, per quanto riservate e di lusso, non garantiscono la sicurezza personale rispetto ad attentati o anche solamente all’ira di qualche matto che decide di regolare i conti con il boss del più grande social network del mondo.

Zuckerberg non è il solo ad aver ricevuto una cifra consistente da parte dell’azienda, a parte il salario di un dollaro: anche la sua numero uno, cioè la Chief operating officer Sheryl Sandberg, ha ricevuto 23,7 milioni di dollari nel 2018, in aumento rispetto ai 25,1 milioni dell’anno precedente.

Il board del social network vede anche due cambiamenti di rilievo. Esce innanzitutto Reed Hastings, Ceo di Netflix, già membro del board dal 23011: il Ceo di Netflix non intende essere rinominato anche per evitare il conflitto che potrebbe nascere adesso che Facebook sta spingendo sempre più nel settore del video in streaming e quindi le due aziende cominciano ad essere in conflitto. Esce anche il presidente emerito dell’Università della Carolina del nord, Erskine Bowles, che verrà rimpiazzato dal vicepresidente responsabile dei mercati principali di PayPal, Peggy Alford.

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