L'ANALISI

5G e cloud, il nuovo golden power e il rischio impasse

Stretta sulla sicurezza delle reti e delle infrastrutture considerate strategiche. Nel mirino tutte le società extra UE e anche le europee. Contratti annuali con effetto retroattivo e obbligo di piani dettagliati e pre-notifiche. Sanzioni fino al 3% del fatturato. Le telco in allarme: burocrazia e costi crescenti 

22 Mar 2022

Mila Fiordalisi

Direttore

5G- Bei

Una nuova stretta sulla sicurezza cyber. La guerra russo-ucraina ha spinto il Governo a rafforzare ulteriormente la disciplina del Golden Power a tutela delle reti di quinta generazione mobile e ad estenderne il perimetro anche al cloud. Misure che si sommano a quelle specificamente adottate per applicativi quali antivirus, antimalware, endpoint detection and response e web application firewall.

IN GAZZETTA UFFICIALE LE NUOVE NORME

DECRETO-LEGGE 21 marzo 2022, n. 21  Misure urgenti per contrastare gli effetti economici e umanitari della crisi ucraina. (QUI IL TESTO INTEGRALE)

ARTICOLO 28 Ridefinizione dei poteri speciali in materia di comunicazione elettronica a banda larga basati sulla tecnologia 5G e cloud (QUI IL TESTO)

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Sicurezza
Cybersecurity

ARTICOLO 29  Rafforzamento della disciplina cyber (QUI IL TESTO)

Tre le novità sostanziali: la prima è che la stretta riguarda tutte le aziende extra Ue, senza preclusioni in tema di “natalità”, ma anche quelle intra-Ue nel caso di acquisizioni di controllo; la seconda è relativa al sistema delle notifiche e pre-notifiche nell’ambito dei contratti e all’obbligo di contratti di durata annuale – sui quali gli operatori dovranno presentare i piani dettagliati – con effetto anche retroattivo. Il mancato rispetto delle regole e delle procedure può costare caro alle aziende, con sanzioni fino al 3% del fatturato; la terza è relativa alla diversificazione dei provider, quindi no ad appalti in esclusiva in modo da poter rendere meglio gestibili eventuali “stop” come sta accadendo per le soluzioni della russa Kaspersky.

È sulla durata dei contratti e sul sistema delle notifiche e pre-notifiche che è immediatamente scattato l’alert nel settore delle Tlc. Né gli operatori né altri attori della filiera sono stati convocati preventivamente per capire quali impatti le nuove misure potrebbero avere sulla roadmap del 5G che nel nostro Paese sta marciando in ritardo e che ora rischia una brusca frenata a causa dei nuovi iter burocratici che vanno ad aggiungersi a quelli già in atto, all’ostruzionismo ancora forte di molte amministrazioni comunali, alla questione dei limiti elettrosmog mai affrontata seriamente, alla scadenza estiva della maxi rata per le frequenze aggiudicate in occasione della gara di qualche anno fa e last but not least alla necessità di mettere in campo ingenti investimenti per la posa delle antenne. Presentati in serata i due bandi di gara nell’ambito del piano Italia 5G.

A preoccupare gli operatori è anche e soprattutto la questione dei contratti: la durata annuale potrebbe avere più di un impatto, il primo relativo a quelli in essere che dovranno dunque essere rivisti considerata la retroattività della norma, la seconda è che la contrattazione annuale potrebbe far lievitare i costi considerato che i provider non avranno più garanzie di lunga durata sugli appalti. Questione non da poco anche in considerazione delle difficoltà in cui versa il mercato delle Tlc.

Intanto sono state presentate le offerte nell’ambito della gara cloud, quella per il polo strategico nazionale. Il progetto della cordata Tim-Leonardo-Sogei-Cdp è quello che l’ha spuntata in fase preliminare. Ha deciso di partecipare alla gara Fastweb in cordata con Aruba.

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