Apple denuncia Nso per Pegasus: chiesta l'interdizione dall'utilizzo dell'ecosistema - CorCom

IL CASO

Apple denuncia Nso per Pegasus: chiesta l’interdizione dall’utilizzo dell’ecosistema

Cupertino porta in giudizio la società israeliana titolare dello spyware. Secondo la Mela viene utilizzato per attaccare i dispositivi e sorvegliare gli utenti

24 Nov 2021

Domenico Aliperto

Apple ha citato in giudizio il gruppo israeliano Nso. L’accusa, secondo il Washington Post, è quella di aver utilizzato lo spyware Pegasus per attaccare i dispositivi dell’azienda fondata da Steve Jobs e controllare le attività degli utenti.

La causa, che chiede un’ingiunzione contro Nso per impedirle di utilizzare qualsiasi software, servizio o dispositivo Apple, arriva dopo alcune pubblicazioni del Post e di altre 16 organizzazioni, che hanno fornito i dettagli dell’uso di Pegasus in dozzine di attacchi contro giornalisti, operatori dei diritti umani e attivisti politici in paesi di tutto il mondo.

Le accuse contro il gruppo

Nella sua denuncia presentata alla Corte Distrettuale degli Stati Uniti per il Distretto Settentrionale della California, Apple ha affermato che gli strumenti di Nso sono stati utilizzati in “sforzi concertati nel 2021 per colpire e attaccare i clienti Apple” e che “i cittadini statunitensi sono stati sorvegliati dallo spyware di Nso sui dispositivi mobili”. La società israeliana avrebbe creato più di cento false credenziali utente Id Apple per eseguire i suoi attacchi. Apple ha affermato che i suoi server non sono stati violati, ma che Nso ha abusato e manipolato i server per sferrare attacchi contro i suoi utenti. Secondo la società guidata da Tim Cook, il gruppo sarebbe stato direttamente coinvolto nella fornitura di servizi di consulenza per gli attacchi, costringendo l’azienda “a una continua corsa agli armamenti: anche se Apple sviluppa soluzioni e migliora la sicurezza dei suoi dispositivi”, Nso aggiorna “costantemente i malware per superare i nostri aggiornamenti di sicurezza”, ha detto Apple, che si è impegnata a donare 10 milioni di dollari, oltre a eventuali danni recuperati nella causa, a teamdi ricerca sulla sorveglianza informatica tra cui Citizen Lab, il gruppo dell’Università di Toronto che per primo ha scoperto gli attacchi di Nso.

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La difesa di Nso

Nso ha già affrontato azioni legali o critiche provenienti da Microsoft, Meta, Alphabet e Cisco, e all’inizio di novembre, i funzionari statunitensi hanno inserito la società in una blacklist. In una dichiarazione, Nso, che afferma di vendere i suoi strumenti solo a governi e forze dell’ordine e ha messo in atto misure di sicurezza per prevenire usi impropri, ha affermato che “migliaia di vite” sono state salvate attraverso l’uso dei suoi strumenti. “Pedofili e terroristi possono operare liberamente in rifugi tecnologici sicuri e forniamo ai governi gli strumenti legali per combatterlo. Nso Group continuerà a difendere la verità“, ha detto un portavoce in una nota riportata da Reuters.

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