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L'ALLARME

Assicurazioni, l’87% dei clienti corporate a rischio hacker

Ma solo il 18% delle compagnie propone coperture ad hoc. È quanto emerge dal report Capgemini-Efta: “La domanda è più evoluta dell’offerta. Poco sfruttato il potenziale delle nuove tecnologie”. Intelligenza artificiale e machine learning le chiavi di volta

16 Mag 2019

Enzo Lima

L’83% dei clienti delle assicurazioni private ha un’esposizione medio-alta agli attacchi informatici e alla perdita dei propri risparmi, ma solo il 3% è ampiamente coperto da questi eventuali rischi. È quanto emerge dal World Insurance Report 2019 di Capgemini e Efta.

Lo studio, che analizza i principali trend nel campo assicurativo individua nelle minacce informatiche una delle sfide più delicate e dirimenti. Le opportunità offerte dalle nuove tecnologie per offrire servizi innovativi ai clienti non sono adeguatamente sfruttate dalle compagnie assicurative – emerge dal report. E anzi, paradossalmente, la domanda di servizi all’avanguardia da parte dei clienti è maggiore rispetti alla disponibilità dell’offerta.

Tra i clienti corporate l’87% è a rischio di attacchi informatici ma solo il 18% ha una copertura soddisfacente. Ma i clienti mostrano appunto di essere più preparati al cambiamento rispetto alle compagnie stesse: il 55% dei clienti ha dichiarato di essere pronto a esplorare nuovi modelli assicurativi, ma appena il 26% delle assicurazioni sta investendo in questo senso. E ancora: il 37% dei clienti afferma di essere disposto a condividere dati aggiuntivi in cambio di un migliore controllo del rischio e servizi aggiuntivi, ma solo il 27% delle assicurazioni utilizza i dati in tempo reale per scopi legati ai modelli di rischio.

“Gli assicuratori devono rispondere alle nuove minacce e alle aspettative dei clienti, abbracciando nuove tecnologie, come machine learning, intelligenza artificiale e advanced analytics, e siglando nuove partnership”, evidenziano gli analisti. Progressi sono stati raggiunti in alcune aree ma la strada è ancora lunga: il 57% fa leva su intelligenza artificiale, machine learning e advanced analytics, ma solo il 29% ha implementato l’automated risk assessment e solo il 20% ha puntato sulla tecnologia che permette di generare insight in tempo reale attraverso i dispositivi IoT.

“ Il progresso tecnologico deve essere accompagnato anche da un cambiamento di mentalità –evidenziano Capgemini e Efta -. Gli assicuratori devono fare un passo avanti nelle aree in cui svolgono tradizionalmente il ruolo di “payer”, divenendo al contempo partner e prevenendo i rischi, lavorando a più stretto contatto con i clienti per ridurre i rischi e fornire servizi on demand”.

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