CYBERCRIME

Attacco hacker: via a Lazio.it, il portale “gemello”. Primi servizi riattivati

Come anticipato da CorCom la Regione battezza un nuovo sito istituzionale. Va avanti l’indagine per identificare gli autori che restano ignoti: si procede per i reati di accesso abusivo a sistema informatico, tentata estorsione e danneggiamento con l’aggravante delle finalità di terrorismo

11 Ago 2021

Mila Fiordalisi

Direttore

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Si chiama Lazio.it il nuovo portale attivato dalla Regione Lazio a seguito dell’attacco hacker. Come anticipato da CorCom è stato dunque messo a punto un nuovo portale istituzionale – raggiungibile all’indirizzo www.regione.lazio.it una sorta di “gemello” per il progressivo ripristino dei servizi. Di nuovo in funzione il Numero Unico Regionale (Nur) 0699500, così come le Pec in arrivo sulla casella nur.laziocrea@legalmail.it e la nuova casella mail dell’Urp urp.regionelazio@gmail.com. Riattivato anche il Burl regionale.
Il sistema del Nuovo Cup per la gestione delle prestazioni specialistiche è attivo presso 10 Aziende, le rimanenti – fa sapere la Regione in una nota – saranno attive entro il 16 agosto. Entro il 15 agosto saranno riattivati il portale Salute Lazio, il Servizio di Scelta e Revoca del medico, la posta elettronica regionale.

“Inoltre stiamo procedendo – annuncia la Regione in una nota – per riattivare entro il mese corrente il Protocollo Prosa, Bilancio e Personale, Ecosistema Pagamenti, Open Genio, il sistema di Controllo della Spesa Farmaceutica, il Sistemi di prevenzione e Screening, il Sistema Stella per la gestione delle Gare Centrale Acquisti”. E la Regione puntualizza che i servizi 118, 112, Protezione civile, Centro trasfusionale, Pronto soccorso e Pagamento bollo auto non sono mai stati interrotti.

Si continua intanto a indagare per individuare gli autori dell’attacco, ma il fascicolo aperto a piazzale Clodio resta al momento contro ignoti. Si procede per i reati di  accesso abusivo a sistema informatico, tentata estorsione e danneggiamento di sistema informatici, con l’aggravante delle finalità di terrorismo. Secondo indiscrezioni di stampa le Vpn, reti private virtuali, che sono  state sfruttate per una serie di attacchi avvenuti in Italia e all’estero negli ultimi mesi potrebbero essere state vendute da una  società americana che ha una sede anche in Europa. Una prima risposta potrebbe arrivare dalla  rogatoria internazionale inoltrata dagli inquirenti agli Stati Uniti  per cercare di avere elementi ulteriori sugli indirizzi Ip utilizzati.
Si procede anche nell’analisi sui dati della copia forense estratta dal  computer del dipendente regionale di Frosinone il cui account è stato violato facendo da “porta” di accesso all’intera piattaforma regionale. In campo anche Europol e Fbi per ricostruire la “catena”.

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