CYBERSECURITY

Connessioni sicure, Almaviva mette in campo “CheckMe”

Lo strumento gratuito è stato ideato per monitorare la sicurezza dell’accesso a Internet in un momento in cui smart working e didattica a distanza rendono questo aspetto particolarmente importante

18 Set 2020

Verificare lo stato di salute della propria connessione domestica, valutando e identificando alcuni dei rischi primari che mettono in pericolo le postazioni connesse a Internet e che vengono utilizzate per lavorare o studiare, per l’entertainment o per svolgere transazioni finanziarie. E’ l’obiettivo di CheckMe, lo strumento gratuito, immediato e non intrusivo per la sicurezza informatica messo in campo da Almaviva.

Per utilizzare CheckMe sarà sufficiente collegarsi all’indirizzo https://checkme.cyberiskvision.com, dove la piattaforma di cybersecurity Joshua analizzerà le risorse informatiche minime necessarie alla navigazione, come l’indirizzo IP e la versione del browser, identificherà le  possibili minacce e ne informerà l’utente.

“La sicurezza informatica è oggi un tema particolarmente importante – afferma Antonio Amati, direttore generale della divisione iT di Almaviva – l’intensificarsi dello smart working e della didattica a distanza, la condivisione di reti domestiche con dispositivi eterogenei come smartphone, smart Tv, o altri oggetti IoT, espone i dati e i sistemi connessi alle risorse aziendali a rischi di violazione di riservatezza”.

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Ma come funziona CheckMe? La soluzione, spiega Almaviva in una nota, effettua un confronto tra le informazioni pubbliche disponibili su Internet, tra cui le versioni dei software rilasciate dai principali produttori di browser web, e gli indirizzi IP di sistemi che hanno mostrato caratteristiche riconducibili a determinati malware e reti di comando e controllo relative a botnet note. Grazie alle informazioni contenute nel data base Joshua CybeRisk Vision, CheckMe fornisce così una risposta immediata sullo stato di salute del sistema di collegamento a Internet.

Il monitoraggio di CheckMe, inoltre, avviene accedendo solo a informazioni pubbliche e nel rispetto della Privacy, “utilizzando – conclude il comunicato – metodi non invasivi che non possono arrecare danno, attraverso cosiddette analisi passive di definizione della superfice d’attacco”.

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