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Cybercrime in calo del 15% in Italia, ma due truffe su tre sono online

Curva discendente per i reati informatici nel 2022 dopo l’impennata registrata nell’anno della pandemia. Rallentano gli illeciti commessi attraverso phishing, spyware, ransomware e social engineering. Gli analisti: “Segnale di rafforzamento della resilienza cibernetica”

Pubblicato il 30 Dic 2022

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Phishing, spyware, ransomware e social engineering sempre attivi in Italia. Ma in misura minore rispetto ai picchi registrati nel 2021. Emerge dalle analisi della Direzione centrale della polizia criminale che in sede di consuntivo 2022 della propria attività segnala come i reati informatici siano in flessione del 15% nel nostro Paese.

In aumento la “resilienza cibernetica”?

Lo spostamento sulle piattaforme digitali, si legge nella nota, “che ha riguardato ogni aspetto della quotidianità – dallo stile di vita al lavoro, dallo studio al divertimento – ha inevitabilmente interessato anche i modus operandi criminali”. Ma nonostante questo, gli attacchi sono stati meno frequenti.

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Una flessione che, spiegano gli analisti, “dovrà essere confermata con il consolidamento dei dati, ma che potrebbe indicare il rafforzamento delle strutture informatiche e dell’attività di contrasto delle forze di polizia nel segno di quella che viene definita come resilienza cibernetica”.

Online due truffe su tre

Due truffe su 3 vengano commesse online: nel dettaglio la percentuale è del 68,2% nei primi dieci mesi del 2022, con un marginale incremento rispetto allo stesso periodo dell’anno passato, in cui tale valore si attestava al 66,3%.

Nei primi nove mesi del 2021, sono stati registrati 460 atti intimidatori nei confronti di amministratori locali (-16% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente): 245 casi (il 53%) hanno interessato sindaci anche metropolitani e 77 (il 17%) sono stati veicolati da piattaforme social.

Sempre nei primi 9 mesi del 2021, sono stati censiti 84 atti intimidatori a danno di giornalisti (-48% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso): 24 casi (29%) sono stati consumati tramite social network.

La campagna “Cyber Hygiene”

Punta a contenere il fenomeno la nuova campagna informativa lanciata dalla Polizia di Stato dal nome “Cyber Hygiene”. Realizzata in collaborazione con Striscia la Notizia e Marco Camisani Calzolari, la Polizia postale ha realizzato dei videoclip con consigli per una navigazione consapevole sulla Rete.

L’obiettivo della campagna è porre l’accento sui principali reati informatici esistenti e che creano maggior allarme tra gli utenti. I video clip vengono divulgati nel corso di Striscia la Notizia e attraverso i canali social della Polizia di Stato.

@RIPRODUZIONE RISERVATA

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