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IL REPORT

Cybercrime, l’Italia sale di 8 posizioni tra i paesi più colpiti

I dati del Global Threat Impact Index di Check point software technologies: siamo al 42° posto su scala globale tra le “prede” dei criminali informatici. Tra le minacce più estese il malvertising di “Rough Ted”: ha infettato il 28% delle organizzazioni nel mondo

19 Lug 2017

A.S.

Nel mese di giugno 2017 l’Italia è salita di otto posizione tra i Paesi più attaccati dagli hacker su scala globale, passando alla 50esima alla 42 posizione. Tra le minacce che hanno imperversato con più insistenza nel mese scorso nel mondo emerge “Rough Ted”, un tipo di malvertising che veicola siti web dannosi e payload come truffe, adware, exploit kit e ransomware: è stato al primo posto in Italia a giugno e ha infettato su scala mondiale il 28% delle organizzazioni. Rough Ted è arrivato a colpire in 150 Paesi, soprattutto nel settore delle comunicazioni, dell’istruzione, del commercio al dettaglio e all’ingrosso.

Sono i dati che emergono dal Global Threat Impact Index di giugno di Check Point Software Technologies. Al secondo posto tra le minacce che hanno preso di mira l’Italia si è piazzato Conficker, warm che punta ai sistemi operativi Windows, mentre al terzo torna Nivdort, una famiglia di trojan che colpisce la piattaforma Windows.

Per quanto le minacce verso i dispositivi mobili, al primo posto secondo i dati di Check Point rimane Hummingbad, il malware Android che stabilisce un rootkit persistente sui dispositivi, installa applicazioni fraudolente, e, con poche modifiche, può consentire altre attività malevole. Al secondo posto Hiddad, malware Android che può consentire agli hacker di ottenere dati sensibili degli utenti, e al terzo Lotoor, un hack tool che sfrutta le vulnerabilità del sistema operativo Android al fine di ottenere privilegi di root sui dispositivi mobile compromessi.

“Nel mese di maggio e di giugno le organizzazioni sono state messe a dura prova e hanno dovuto garantire la protezione contro i ransomware, in risposta ai pesanti attacchi di WannaCry e Petya – afferma Maya Horowitz, threat intelligence, group manager di Check Point – Tuttavia l’ampia varietà di vettori di attacco utilizzati durante giugno serve a ricordare alle organizzazioni che devono dotarsi di solide e robuste infrastrutture di sicurezza in grado di proteggerli contro tutte le tattiche e i metodi utilizzati dai cybercriminali”.

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