Cybersecurity, Gentiloni: “L'Italia deve fare sistema, più collaborazione dai privati” - CorCom

CYBERCRIME

Cybersecurity, Gentiloni: “L’Italia deve fare sistema, più collaborazione dai privati”

Il presidente del Consiglio alle celebrazioni per i 10 anni dalla riforma dell’Intelligence: “Al G7 di Taormina abbiamo messo un seme, ma si dovrà lavorare ancora molto”. Pansa (Dis): “Via alla campagna rivolta ai giovani”

04 Dic 2017

Antonello Salerno

La cybersecurity ha ormai conquistato un posto di primo piano nell’agenda del Governo. Che si tratti della rimozione di contenuti che viaggiano sul web e possono favorire episodi di radicalizzazione e quindi la nascita di eventuali cellule terroristiche, o di veri e propri pericoli informatici per le aziende o le infrastrutture critiche, si tratta di una minaccia sempre più concreta, destinata ad amplificarsi nel corso dei prossimi anni. Per questo il Paese è chiamato a rinforzare le proprie difese, e a implementare una collaborazione sempre più stretta con gli altri Paesi e con il settore privato. Una sensibilizzazione che non può fare a meno della formazione e della sensibilizzazione dei giovani, per i quali è in rampa di lancio la campagna “Be aware. Be digital”, per l’utilizzo consapevole delle tecnologie Ict, promossa dal dipartimento delle informazioni per la sicurezza della Repubblica presso la Presidenza del Consiglio, in collaborazione con il mondo della ricerca.

A confermare l’attenzione verso le attività di contrasto al cybercrime, nel suo intervento per le celebrazioni dei dieci anni dalla riforma dell’intelligence, che hanno coinciso con l’inaugurazione dell’anno accademico della Scuola di comparto, è il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni: “La cyber sicurezza è sempre più fondamentale ed il nostro Paese ha cercato di svolgere un ruolo internazionale lanciando al G7 di Taormina un messaggio di collaborazione tra i grandi Paesi e i colossi del web, abbiamo messo un seme – afferma il premier nel suo intervento all’Auditorium Parco della musica di Roma – Certi contenuti possono dare luogo non solo a episodi di radicalizzazione ma anche a minacce per la sicurezza. Non è possibile che la collaborazione per la loro rimozione avvenga con una velocità non adeguata alle potenzialità tecnologiche che queste piattaforme hanno”. “Tutti, Stato e imprese, abbiamo bisogno nei prossimi anni di più sicurezza informatica – prosegue Gentiloni – l’intelligence dovrà lavorare molto per fare sistema”.

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Cybersecurity

“Il sistema di sicurezza nazionale, in collaborazione col mondo della ricerca, si accinge a lanciare una nuova iniziativa: la prima campagna nazionale cyber rivolta ai giovani – annuncia Alessandro Pansa, direttore generale del Dipartimento delle informazioni per la sicurezza, durante l’evento a cui hanno preso parte anche il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e il presidente del Senato Pietro Grasso – Ne seguirà una seconda indirizzata alle piccole e medie imprese. È fondamentale che i giovani siano utenti consapevoli delle nuove tecnologie, che sviluppino autonome capacità di giudizio, ed anche, quando necessario, di autodifesa. Il web, i social, i sistemi di comunicazione relazionale che vengono utilizzati portano con sé un numero consistente di insidie e la mancanza di regole e di controlli, peraltro ben difficili anche da concepire, lo rendono un mondo ad altro rischio per chi non è ben attrezzato alla navigazione e non è ben consapevole di cosa stia accadendo. Consapevolezza: questa oggi è una parola chiave per la sicurezza, perché più consapevolezza vuol dire più libertà”.

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