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Cybersecurity, Google inaugura a Malaga il terzo hub internazionale

Obiettivo del centro sarà far crescere le competenze digitali e accelerare lo sviluppo di strumenti per combattere le minacce informatiche. Coinvolti 100 ingegneri di Big G

Pubblicato il 29 Nov 2023

Patrizia Licata

Wide view Google mural rooftop [Credit_ Christian Franco]

Google ha inaugurato il suo terzo Google Safety engineering center (Gsec) in Europa, a Malaga, nuovo hub per la cybersicurezza del colosso americano dove i suoi ingegneri più esperti aiuteranno imprese e istituzioni europee ad accrescere le competenze digitali e ad accelerare lo sviluppo di strumenti per combattere le minacce informatiche.

Nel nuovo Gsec di Malaga, il team di Google (fino a 100 persone, tra ingegneri e altro personale) lavoreranno direttamente con i politici europei, gli esperti informatici, le istituzioni accademiche e le imprese per combattere le minacce e fornire sviluppo e formazione sulle competenze. Ciò includerà la condivisione di informazioni sulle minacce, l’organizzazione di seminari e la creazione di report trimestrali per analizzare i rischi emergenti e le possibili risposte. Gli ingegneri di Google collaboreranno anche con altri colleghi in tutto il mondo per continuare a creare strumenti e ricerche innovativi per combattere le cyber-minacce.

Gli altri due Gsec europei di Google sono Dublino e Monaco. Il primo, aperto nel 2019, è specializzato in ingegneria della privacy e della sicurezza, mentre il secondo, aperto nel 2020, è dedicato alla responsabilità dei contenuti.

Google e le competenze digitali per la cybersicurezza 

Nel centro di Malaga gli esperti di Google ospiteranno funzionari governativi, imprese, organizzazioni non profit, persone in cerca di formazione e scuole europee per laboratori personalizzati. Google ha già formato 12 milioni di persone in tutta Europa sulle competenze digitali e, con l’obiettivo di aumentare il numero di professionisti di sicurezza informatica, oggi mette a disposizione 10 milioni di dollari attraverso Google.org per promuovere lo sviluppo e la formazione sulle competenze in cybersicurezza nelle università europee, e per supportare le organizzazioni che operano nei diversi Paesi.

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“Siamo felici di aprire questo nuovo centro internazionale per la cybersicurezza, per contribuire ad accelerare il nostro profondo impegno a sostegno dell’Europa nella lotta contro le nuove e crescenti minacce informatiche”, ha affermato Sundar Pichai, ceo di Google e Alphabet. “Questo tipo di partenariato pubblico-privato è fondamentale per supportare la ricerca e costruire strumenti all’avanguardia, tra cui gli strumenti che utilizzano l’intelligenza artificiale più recente. Vogliamo consentire alla prossima generazione di professionisti della sicurezza informatica di creare un Internet più sicuro per tutti”.

Nel Gsec di Malaga un team di 100 persone

Il Gsec di Malaga accoglierà un largo numero di team ed esperti di Google per creare e sviluppare ricerche e strumenti basati su velocità d’intervento, tecnologie open source e intelligenza artificiale. Nel centro lavoreranno fino a 100 ingegneri e personale di Google proveniente da diversi team, tra cui VirusTotal, un’ex startup nata a Malaga e acquisita da Google nel 2012, ora diventata la principale piattaforma di condivisione in crowdsourcing di minacce informatiche del pianeta.

Proprio una ricerca di VirusTotal, presentata in occasione dell’inaugurazione di Malaga, dimostra come l’intelligenza artificiale può essere utilizzata da chi si difende dagli attacchi informatici per migliorare l’analisi dei malware.

L’Ai dà più potere a chi si difende dalle cyber-minacce

Il report, intitolato “Empowering defenders: How Ai is shaping malware analysis”, è il risultato dell’analisi di centinaia di migliaia di campioni di malware da parte di Crowdsourced Ai, il sistema di VirusTotal che ha raccolto informazioni per un periodo di sei mesi. VirusTotal ha scoperto che l’intelligenza artificiale è estremamente efficace nell’analizzare il codice dannoso, identicando il 70% in più di script dannosi rispetto alle sole tecniche tradizionali.

Il report spiega anche che l’intelligenza artificiale è stata il 300% più accurata rispetto alle tecniche tradizionali nel rilevare tentativi da parte di script dannosi di prendere di mira un dispositivo con una vulnerabilità o un exploit comuni.

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