Cybersecurity, il vaso di Pandora aperto da Wannacry - CorCom

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Cybersecurity, il vaso di Pandora aperto da Wannacry

Report Juniper Research: le violazioni dei dati informatici costeranno complessivamente otto miliardi di dollari per i prossimi cinque anni. Al top delle cause l’inadeguata protezione aziendale

13 Giu 2017

Giampiero Rossi

Il virus, o per meglio dire, il ransomware (malware che limita l’accesso del device che infetta, richiedendo un riscatto) Wannacry ha aperto il vaso di Pandora su di un mondo d’insicurezza informatica e sul quale da molto tempo si stava discutendo, soprattutto per l’inaffidabilità di molti dispositivi collegati in rete e che possono essere sfruttati dagli hacker.

Riguardo ciò, è uscito un interessante report di Juniper Research, in cui si evince che le violazioni dei dati informatici costeranno complessivamente ben otto miliardi di dollari per i prossimi cinque anni, soprattutto a causa dell’inadeguata sicurezza aziendale.

Infatti, dal report, si segnala che il vero fulcro dei futuri attacchi saranno le PMI (piccole e medie imprese), particolarmente a rischio verso i cyberattacchi, e che in media spendono meno di 4,000 dollari per le loro misure di sicurezza e che nei prossimi cinque anni prevedono solo incrementi marginali della spesa per la loro sicurezza.

Queste aziende tendono, anche, a gestire vecchi software, che WannaCry e altri cyberattacchi riescono a sfruttare.

La ricerca mette in evidenza la necessità delle aziende di mettere più soldi nella sicurezza informatica e nella manutenzione dei sistemi, che dovrebbe essere considerato un elemento vitale per la sicurezza sul posto di lavoro.

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Il dato più impressionante, però, è che si prevede che il numero di dati personali rubati dai cybercriminali raggiungerà ben 2,8 miliardi di dati nel 2017, raddoppiando di fatto a 5 miliardi nel 2020, nonostante che nel futuro verranno adottate nuove e innovative soluzioni di sicurezza.

Il report, chiaramente, non da soluzioni sul come risolvere questo problema, ma è chiaro, quindi che, visti questi dati poco incoraggianti, trovare una soluzione che blocchi questo futuro inizia a diventare fondamentale per il bene della rete, anche perché, con l’avvento dell’IoT e del 5G, la qualità e quantità degli attacchi è destinata ad aumentare.

Quindi, è per questo che bisogna al più presto pensare di spingere verso nuove forme di sicurezza, che si possono avere, per esempio, dalla Blockchain, che non essendo un database centralizzato in un unico posto, ma essendo formato da più utenti o nodi, la cui unione crea il totale, elimina, di fatto, i rischi che vengono quando i dati si tengono a livello centrale in un unico posto, rendendo più sicuri i sistemi informatici.

Perciò, rapide dovranno essere le contromisure in questo settore, quanto meno per contrastare, in un’ottica di futuri aumenti, quello che è destinato ad essere una costante del prossimo futuro, ovvero la cybersicurezza.

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