L'ALLARME

Cybersecurity, Lagarde: “Attacchi informatici un rischio per la stabilità finanziaria”

Aprendo la quinta conferenza annuale del Cers, la presidente della Bce ha sottolineato le vulnerabilità di un sistema sempre più digitalizzato e interconnesso. Nel 2021 secondo i dati di Trend Micro, l’Italia si conferma tra le prime cinque nazioni più colpite

09 Dic 2021

Domenico Aliperto

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Gli attacchi informatici rappresentano un rischio per la stabilità finanziaria. Lo ha detto la presidente della Banca centrale europea, Christine Lagarde, aprendo la quinta conferenza annuale del Comitato europeo per il rischio sistemico (Cers). Lagarde ha sottolineato che, nonostante il sistema finanziario non sia stato finora vittima di un attacco informatico, gli ultimi episodi, come quello sferrato alla Colonial Pipeline, danno un’idea di ciò che potrebbe accadere in futuro. “Il punto è capire quando questo succederà e non se“, ha osservato Lagarde. Durante la pandemia, ha aggiunto, “le istituzioni finanziarie hanno dovuto adattare la loro infrastruttura tecnologica a un improvviso aumento del telelavoro e delle relazioni remote con i clienti, il che aumenta l’efficienza, ma anche la vulnerabilità”.

La presidente ha sottolineato che ci sono circa 22 mila istituzioni finanziarie nell’Unione europea, e la digitalizzazione ha come prevedibile stretto i legami tra loro e i fornitori di servizi It. “Di conseguenza, un problema informatico può crescere rapidamente da un’interruzione operativa a un problema per il sistema finanziario”. Inoltre, ha ricordato Lagarde, gli attacchi e i problemi informatici sono diventati più frequenti e sofisticati. Tra il 2019 e il 2020 il numero di incidenti informatici segnalati alla Bce è aumentato del 54% e molti di essi erano di origine dolosa.

Il report di Trend Micro: l’Italia tra i paesi più colpiti

L’allarme arriva anche dall’ultimo report di Trend Micro Research, divisione dedicata alle analisi di mercato della società specializzata in soluzioni di sicurezza informatica. In particolare, nel 2021 l’Italia continua a rimanere tra le nazioni più colpite dai cybercriminali. Negli ultimi mesi si è confermata tra le prime cinque nazioni al mondo più colpite dai malware e a ottobre aggiunge un altro primato, classificandosi terza come Paese maggiormente colpito dai ransomware.

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Nel dettaglio, a ottobre il numero totale di ransomware intercettati in tutto il mondo è stato di 1.297.400. Gli Stati Uniti sono il Paese maggiormente colpito, con il 23,4% di attacchi, a seguire Francia (7,5%), Italia (5%), Belgio (4,5%) e Brasile (3,8%). Per quanto riguarda i malware, gli Stati Uniti rimangono i più attaccati, con 34.816.097 assalti, seguiti da Giappone (31.711.116), Australia (6.132.704), Italia (6.097.979) e Regno Unito (5.610.942). I settori più colpiti dai malware in Italia sono la sanità (1.072 attacchi), la Pa (842 attacchi), il manufacturing (746 attacchi), il tech (525) e il banking (260).

La simulazione

Israele ha condotto in 10 paesi una simulazione di un grave attacco informatico al sistema finanziario con l’obiettivo di aumentare la cooperazione che potrebbe aiutare a ridurre al minimo potenziali danni al settore.

La simulazione ha messo in pratica diversi tipi di attacchi che hanno impattato sui cambi, sulle obbligazioni,  sulla liquidità, sull’integrità dei dati e sulle transazioni import-export.

I funzionari del governo israeliano hanno spiegato che questo tipo di minacce sono possibili e che l’unico modo per contenere i danni è la cooperazione globale poiché l’attuale sicurezza informatica non è sempre abbastanza forte.

Oltre a Israele, all’iniziativa  “Collective Strength” hanno partecipato Stati Uniti, Regno Unito, Emirati Arabi Uniti, Austria, Svizzera, Germania, Italia, Paesi Bassi e Thailandia, nonché rappresentanti del Fondo Monetario Internazionale, della Banca Mondiale e della Banca dei Regolamenti Internazionali.

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