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DIFESA

Cybersecurity, l’Esercito italiano simula uno scenario di crisi con fake news

Si è svolta a Poggio Renatico l’operazione interforze “joint stars”. Testata alla presenza del ministro Elisabetta Trenta la reazione a notizie false diffuse sui social e sui siti di informazione online

22 Giu 2018

A. S.

Una simulazione, tutta virtuale e realizzata con piattaforme informatiche, dell’intervento italiano in uno scenario di crisi in risposta a una risoluzione Onu per problemi tra due Stati: è l’operazione “joint stars”, che si è svolta l’11 giugno a Poggio Renatico, in provincia di Ferrara, alla presenza del ministro della Difesa Elisabetta Trenta e del capo di Stato maggiore della Difesa, Claudio Graziano. L’addestramento militare ha riguardato anche il ruolo di media e la sperimentazione della la reazione dei reparti alla diffusione di notizie vere e fake news, anche tramite i social network. Per la simulazione sono stati anche realizzati finti telegiornali che trasmettevano a flusso continuo le notizie, come sarebbe effettivamente successo nella realtà, oltre alle informazioni veicolate attraverso i social, comprese quelle generate dalla “propaganda” di uno dei due Paesi coinvolti.

L’esercitazione ha coinvolto 500 militari provenienti dall’Esercito, dall’Aeronautica, dalla Marina e dai Carabinieri. Si tratta della seconda parte di un programma che era iniziato in Sardegna a maggio, dove era stato simulato uno sbarco a Teulada.

Al comando operazioni aeree l’addestramento ha testato invece le capacità del personale ad operare in scenari di crisi, con simulazioni al computer, nella pianificazione di attività operative, ma anche la reazione ad attacchi cibernetici e a richieste di intervento in caso di contaminazione chimica, biologica, radioattive o nucleari.

L’organizzazione delle operazioni ha coinvolto circa 90 militari, tra i quali quelli impegnati in una finta redazione che ha prodotto notizie e telegiornali.

“Ci prepariamo a fronteggiare tutte le possibilità, anche quella della difesa cibernetica che si riferisce ad attacchi che possono avere diverse modalità: a titolo economico, di acquisizione di informazioni, a titolo terroristico – spiega il generale Graziano – Evidentemente questo non è distinguibile inizialmente, ma richiede una preparazione a 360 gradi. Questa è stata un’esercitazione concettuale, in cui si mettono insieme diversi aspetti, anche in modo virtuale e sfruttando l’informatica. Per la prima volta è stato inserito il comando interforze sulle operazioni cibernetiche, Ogni comunicazione deve essere protetta”.

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