IL MESSAGGIO

Cybersecurity, Mattarella: “È una sfida che va raccolta”

Il Capo dello Stato per il 170esimo anniversario della fondazione della Polizia: “Necessario collaborare con le forze di altri Paesi”. L’ammiraglio Gianluca Galasso (Acn): “Tecnologia oggetto di scontro geopolitico. Dobbiamo arrivare con gli altri Stati Ue all’autonomia strategica”

12 Apr 2022

A. S.

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Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella al Teatro Carignano di Torino per la cerimonia di inaugurazione dell'anno accademico 2018/2019 dell'Università di Studi di Torino. (foto di Francesco Ammendola, ufficio stampa Presidenza della Repubblica)

“Il contrasto al terrorismo e la promozione della sicurezza informatica rappresentano ulteriori sfide, da raccogliere in collaborazione con le Forze di Polizia di altri Paesi”. Lo afferma il Presidente della Repubblica Segio Mattarella nel messaggio inviato al Capo della Polizia, il prefetto Lamberto Giannini, in occasione delle celebrazioni per il 170esimo anniversario dalla fondazione della Polizia. “Nel rendere omaggio al sacrificio di quanti operano quotidianamente e alla memoria di chi ha pagato con la vita la funzione di garanzia di rispetto della legge e di sicurezza della società – afferma il presidente della Repubblica – esprimo alle donne e agli uomini della Polizia, e alle rispettive famiglie, la riconoscenza e la vicinanza della Repubblica”.

Sul tema della cybersecurity è intervenuto oggi anche l’ammiraglio Gianluca Galasso, dirigente funzione Operazioni dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (Acn): “È impossibile difendersi al 100% dalle minacce – afferma Galasso intervenendo a un convegno Icsa in partnership con il Centro Alti Studi per la Difesa, sui poteri dell’Acn e i rapporti con la magistratura – dobbiamo arrivare a creare le condizioni per cui il sistema Paese sia resiliente, pronto cioè a resistere agli attacchi che dovessero arrivare. La tecnologia è oggetto di uno scontro geopolitico e dobbiamo arrivare a costituire una nostra autonomia strategica, anche se l’Italia è un po’ indietro rispetto ad altri paesi sul fronte della cybersicurezza”.

Quanto all’Acn, “nata nel 2017, con il cosiddetto Dpcm Gentiloni, per definire una strategia a livello di sistema Paese e diventare un riferimento a livello nazionale e internazionale per imprese e istituzioni”, sconta al momento qualche problema d’organico: “Siamo ancora molto pochi – afferma Galasso – per arrivare a quei livelli di ambizione che ci siamo posti. Abbiamo avviato un reclutamento pubblico tra contratti a tempo indeterminato e a termine, riferito a particolari specialità. Puntiamo a un organico di 300 unità al termine del 2023 e poi di 800 entro il 2027-28, come prevede la legge”.

“L’Acn nasce per fare in modo che un incidente che impatta su un soggetto non si ripeta e soprattutto non colpisca un altro soggetto. Cercheremo di essere il più possibile chiari e cristallini, rendendo pubbliche eventuali informazioni. Al momento – sottolinea Galasso –  vediamo il segreto di Stato come un freno, ma occorre valutare il giusto bilanciamento. Quanto a una possibile interlocuzione con la magistratura, in questo momento non ne ravvediamo una necessità, ci sarà sicuramente un momento di raccordo ma è un tema che verrà sviluppato più avanti”.

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