L'ANALISI

Cybersecurity, sempre più gli attacchi “geopolitici” che minano la sovranità

Secondo S&P la “crescente sofisticazione e la digitalizzazione delle operazioni potrebbero aumentare i costi in caso di intrusione riuscita”. E anche se l’impatto sui rating rimarrà limitato, l’unica arma di difesa è l’aumento degli investimenti su sistemi IT e di backup

Pubblicato il 31 Ott 2022

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Gli attacchi informatici motivati dalla geopolitica, che “hanno costi inferiori di sviluppo” rispetto alle normali tattiche belliche, possono comportare rischi maggiori per i governi sovrani. E anche se il loro impatto sui rating sovrani rimarrà probabilmente limitato, gli apparati governativi (soprattutto quelli con governance e istituzioni più deboli e conti esterni e fiscali meno solidi) “dovrebbero prendere in considerazione un aumento degli investimenti e della spesa per creare solidi sistemi IT e backup“.

Lo afferma uno studio di S&P Global Ratings (SCARICA QUI IL DOCUMENTO ORIGINALE), il quale sottolinea come la “crescente sofisticazione degli attacchi informatici e la digitalizzazione delle operazioni di governo e servizi potrebbero aumentare i costi per i governi se l’intrusione riesce”.

Un nuovo elemento chiave della geopolitica

Secondo il report, “gli attacchi informatici sono diventati un elemento chiave della geopolitica, coinvolgendo attori statali e non statali”: “Come abbiamo visto più di recente nel conflitto Russia-Ucraina – si legge -, questi possono precedere o accompagnare l’azione militare come parte di una guerra ibrida, con obiettivi chiave come infrastrutture o servizi critici di un paese. In caso di rischio politico esterno o interno imminente o in rapido aumento (come guerra, escalation di conflitti interni o rischio acuto e crescente per la stabilità istituzionale), S&P Global Ratings potrebbe abbassare il rating sovrano indicativo sulla base del rischio di eventi, a seconda di l’entità e l’effetto attesi del conflitto sulle caratteristiche creditizie del sovrano”.

Fonti di reddito diversificate come elemento di forza

“Sebbene riteniamo che la portata e il costo finanziario degli attacchi informatici aumenteranno, al momento prevediamo un impatto limitato per i rating sovrani – aggiungono gli analisti -. I sovrani, rispetto ad altre classi di attività come società o istituzioni finanziarie, spesso beneficiano di una base economica e di reddito ampia e diversificata, risorse finanziarie e non finanziarie sostanziali e flessibilità per raccogliere entrate aggiuntive, che dovrebbero limitare il potenziale impatto di incidenti informatici. Detto questo, è probabile che i sovrani con una governance più debole, economie o fonti di reddito meno diversificate e che affrontano rischi geopolitici elevati siano più suscettibili agli impatti negativi degli attacchi informatici“.

In questo contesto, i Paesi che affrontano elevati rischi geopolitici e per la sicurezza esterna “potrebbero essere bersagli di una guerra ibrida (un misto di attacchi militari e informatici) – spiega S&P -. Per questo motivo, laddove vediamo elevati rischi geopolitici, monitoriamo se le azioni sul fronte informatico possano segnalare una potenziale escalation di un conflitto”.

Riflettori sui sovrani emergenti e i mercati di frontiera

Come proteggersi dunque dai rischi? Secondo S&P Global Ratings, è possibile che i governi decidano di incrementare gli investimenti e la spesa per la sicurezza informatica per migliorare la solidità dei sistemi e delle istituzioni statali, nonché per scopi militari e di difesa. “Noi – scrivono gli analisti – continueremo a monitorare la spesa del settore pubblico per la sicurezza informatica per vedere come si traduce in preparazione informatica per i titoli sovrani classificati. Sebbene le economie avanzate dispongano di risorse sufficienti per sviluppare e implementare una strategia globale di sicurezza informatica, i sovrani emergenti e dei mercati di frontiera sono finanziariamente più vincolati, il che potrebbe limitare la loro capacità di pianificare e rispondere efficacemente alle minacce”.

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