IL PROGETTO

Cybersecurity, via al co-innovation lab targato Dedagroup e Fondazione Bruno Kessler

L’hub nasce con l’obiettivo di integrare nuove metodologie e strumenti per lo sviluppo di software cloud nativi e sicuri by design. Riflettori su intelligenza artificiale e data engineering. Dall’Agenzia nazionale per la cybersicurezza supporto a 28 startup innovative

Pubblicato il 05 Apr 2024

(da sx) Marco Podini, Presidente esecutivo di Dedagroup _Ferruccio Resta, Presidente di FBK

L’alleanza fra Dedagroup e Fondazione Bruno Kessler (Fbk) si intensifica. La collaborazione fra il polo di aggregazione delle eccellenze italiane del software e delle soluzioni As a Service e l’istituto di ricerca internazionale con sede a Trento che si dedica allo studio delle scienze naturali, tecnologiche e umanistiche, iniziata nel 2016 con la creazione del primo Co-Innovation Lab incentrato su AI & Data Engineering, si espande ora con l’istituzione di un secondo laboratorio congiunto. Quest’ultimo ambisce a promuovere un trasferimento tecnologico costante, mettendo l’accento sulla sicurezza informatica per il software di ultima generazione, un ambito di crescente importanza per le organizzazioni di ogni dimensione, sia nel settore pubblico che in quello privato.

Nasce così il Co-Innovation Lab Cleanse – CLoud Native ApplicatioN Security, investimento congiunto per la condivisione delle forti competenze dei suoi promotori, con l’obiettivo di permettere al mercato di integrare nuove metodologie e nuovi strumenti per lo sviluppo di software cloud native sicuri by design, così da anticipare e rispondere ai sempre più elevati standard richiesti nel campo della cybersecurity – legati per esempio alla nuova normativa Nis2 – e alla complessità delle sfide poste dai nuovi scenari tecnologici e applicativi.

In campo le rispettive competenze su cybersecurity e digitalizzazione

In quest’ottica, Fbk metterà a disposizione di Cleanse le risorse e metodologie del proprio Centro per la Cybersecurity impegnato su due principali linee di ricerca: l’identità digitale e la sicurezza dei servizi distribuiti. Dedagroup, invece, porterà l’esperienza sul campo di un operatore impegnato ad accompagnare nella digitalizzazione oltre 4000 clienti, molti dei quali attivi in settori “critici” dal punto di vista della sensibilità dei dati trattati, come amministrazioni pubbliche e istituzioni finanziarie.

Uno dei primi ambiti di applicazione del lavoro di Cleanse sarà il rafforzamento del Digital Hub, la piattaforma di Data & AI Engineering sviluppata dal primo Co-Innovation Lab, che consente di semplificare e velocizzare la gestione del ciclo di vita del dato dalla sua generazione, trasformazione e valorizzazione – anche attraverso tecnologie di Intelligenza Artificiale – fino alla sua visualizzazione ed esposizione. Questo permetterà a Dedagroup di evolvere ancora più velocemente le architetture software in infrastrutture cloud native, offrendo al mercato nuovi modelli e metodologie per lo sviluppo di soluzioni sicure by design.

Anticipare le sfide emergenti nel campo della cybersecurity

“Il nuovo laboratorio Cleanse rappresenta un passo significativo nell’evoluzione della nostra partnership con Dedagroup, ponendo l’accento sulla sicurezza dei software cloud native e sviluppando tecniche per l’integrazione di algoritmi di Intelligenza Artificiale che garantiscano non solo la sicurezza, ma anche l’affidabilità delle applicazioni – afferma Ferruccio RestaPresidente di Fbk –. Grazie al nuovo Co-Innovation Lab, miriamo ad anticipare le sfide emergenti nel campo della cybersecurity, promuovendo sia l’approccio innovativo della security by design, con l’integrazione di misure di sicurezza fin dalle prime fasi di sviluppo di un software, sia fornendo strumenti all’avanguardia per affrontare le minacce attuali e future. La collaborazione ormai consolidata con Dedagroup ci consente di combinare ricerca avanzata e applicazioni pratiche, contribuendo così a costruire un ecosistema digitale più sicuro e affidabile”.

Marco Podini, Presidente esecutivo di Dedagroup aggiunge: “Come primario Gruppo impegnato nello sviluppo di software e applicativi, da sempre vediamo nella ricerca un asset imprescindibile per continuare a garantire ai nostri clienti i più elevati standard di prodotto. Oggi, questo ci permette di rispondere con efficacia all’incremento della complessità legata alle più recenti evoluzioni nell’ambito dello sviluppo: dalla realizzazione di soluzioni cloud native, all’integrazione e adozione di tecnologie avanzate come l’AI. Ecco perché riteniamo sia di fondamentale importanza lavorare insieme a un’istituzione come Fbk anche sul fronte della cybersecurity, uno degli ambiti strategici su cui ogni tipo di industria si sta misurando e sarà chiamata a strutturarsi”.

Da Acn sostegno a 28 startup

Intanto dall’Agenzia per la cybersicurezza nazionale (Acn)fondi per sostenere la nascita e lo sviluppo di start-up attive nell’innovazione digitale. Con un bando pubblico sono stati individuati 5 incubatori che operano in diverse aree del Paese, nel Sud, nel Centro e nel Nord. Alla fine saranno finanziate fino a 28 imprese giudicate le più promettenti. “Vogliamo – ha spiegato il direttore dell’Agenzia, Bruno Frattasi – fare sinergia mettendo insieme le migliori competenze tecnologiche e scientifiche ed il mondo economico e produttivo, valorizzando le giovani realtà imprenditoriali che vogliono misurarsi con la sfida dell’innovazione tecnologica. Le loro capacità devono essere sostenute ed incoraggiate e Acn svolge il ruolo di suscitatore di energie. Puntiamo – ha aggiunto – a dare più futuro all’innovazione tecnologica italiana con l’obiettivo di perseguire l’autonomia strategica del Paese”.

I 5 incubatori identificati – dopo procedura di avviso pubblico – sono I3P, Scientifica Spa, Lventure Group, Nana Bianca e Cdp Venture Capital Sgr spa. Essi sosterranno le start-up innovative attraverso progetti di validazione e sviluppo. I contributi dell’Agenzia a supporto delle aziende saranno erogati nel rispetto della disciplina in materia di aiuti di Stato. Le start-up selezionate dai programmi degli operatori e destinatarie dei contributi entreranno a far parte del network nazionale dell’innovazione. I campi da sviluppare sono data science, robotica, blockchain, Intelligenza artificiale, Internet of things, computazione quantistica, crittografia. “Da sempre – ha ricordato Urso – la forza del sistema delle Pmi italiane è quella di innovare. Dobbiamo fare di più, mettendo insieme imprese e Pubblica amministrazione”. L’impresa, ha detto da parte sua Bernini, “va tutelata e messa in rete. Dobbiamo diffondere la conoscenza tutelando allo stesso tempo i prodotti dell’ingegno”.

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