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#WEF2018

Cybersecurity, il Wef battezza l’hub internazionale: “Preveniamo la digital dark age”

A Davos l’annuncio ufficiale: con sede in Svizzera il centro funzionerà come piattaforma di condivisione di buone pratiche e come “fucina” di regole a sostegno delle azioni dei governi. Pronte le collaborazioni con le aziende: BT in pole. Focus su AI, IoT e robotica

24 Gen 2018

Federica Meta

Giornalista

Il World Economic Forum affila le armi contro gli hacker. Secondo il Global Risk Report 2018, presentato a Davos,  “nelle economie avanzate i cyberattacchi sono percepiti come maggiore preoccupazione dai manager delle aziende”. Ma anche dei governi. Basta leggere quanto detto da Ciaran Martin, responsabile del National Cyber Security Centre della Gran Bretagna, al Guardian: “Un attacco cibernetico in grande stile contro la Gran Bretagna non è questione di se, ma ‘di quando’.”

Il Wef ha annunciato la creazione di un Centro globale per la sicurezza informatica con sede a Ginevra, in Svizzera. Gli esperti in forze nell’hub svizzero  saranno impegnati a creare la prima piattaforma globale di collaborazione a disposizione di governi, aziende e forze dell’ordine. La cybsersecurity è un problema che va oltre i confini degli Stati e  gli attacchi informatici si stanno facendo talmente sofisticati da mettere in difficoltà le capacità di governi e istituzioni di reagire un maniera efficace alle minacce. Dunque – è il mantra del Wef – solo attraverso la collaborazione, lo scambio di informazioni e la definzione di standard comunu la comunità globale potrà contrastare con successo la criminalità digitale organizzata.

Nel dettaglio il centro fungerà da catalizzatore di tutte le iniziative del World Economic Forum e stabilirà un catalogo di buone partiche informatiche in funzione anti-hacker. Lavorerà, poi, a un quadro normativo di riferimento che potrà supportare le strategie dei governi.

“Ancora di più nell’era della Quarta rivoluzione industriale bisogna operare per rendere più scuri i nostri spazi fisici e cibertnetici – avverte  Alois Zwinggi, managing director del World Economic Forum e Head of the Global Center for Cybersecurity – Il nuovo Global Center per la Cybersecurity è concepito come la prima piattaforma per affrontare i cyber-rischi in modo veramente globale”. Il focus sarà sulle nuovissime tecnologie come l’intelligenza artificiale, l’IoT e la robotica e sulle loro applicazioni “sicure”  in settori sensibili come la finanza, la sanità, le tlc e la mobilità. Forte sarà l’intesa con l’Interpol.

Secondo i numeri snocciolati a Davos, il costo della criminalità informatica per l’economia globale potrebbe salire a 500 miliardi di dollari all’anno, poco meno del Pil della Svizzera che è di 659 miliardi.

Pronte anche le collaborazioni con le aziende: BT, tanto per citarne una, ha annunciato la sua intenzione di collaborare con il centro. “Riteniamo che una collaborazione più stretta e transfrontaliera tra il settore pubblico e privato, sottoforma di condivisione di informazioni sulle minacce e sulle migliori azioni di contrasto sia fondamentale per sconfiggere la la criminalità informatica “, ha detto chiaramente Gavin Patterson, ceo di BT .

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