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L'INTERVENTO

Cyberwar, 5G e Internet of Things “armi potenziali” nelle mani dei governi

Il numero uno dell’agenzia di intelligence britannica: le tecnologie di nuova generazione potranno trasformarsi in vettori per azioni di spionaggio e di hacker “sponsorizzati” dagli Stati: servono standard globali e un compromesso tra investimenti e sicurezza delle infrastrutture strategiche

14 Ago 2018

Patrizia Licata

giornalista

Le reti 5G potrebbero essere vulnerabili agli attacchi di terroristi, governi nemici e criminali. A mettere in guardia sui potenziali rischi delle reti mobili di prossima generazione è Jeremy Fleming, direttore del Government Communications Headquarters del Regno Unito (GCHQ) in un intervento pubblicato dal Sunday Times.

Nel mirino del numero uno dell’agenzia di intelligence britannica anche le nuove tecnologie della Internet of Things e dell’intelligenza artificiale, potenziali vettori di cyber-attacchi e strumento della cyber-guerra tra nazioni. Fleming ha fatto cenno alla “globalizzazione della tecnologia” e alla supremazia che la Cina si sta costruendo in molti settori.

Le nuove tecnologie (Fleming cita anche analytics e quantum computing) promettono enormi benefici per l’economia e la società, perché l’innovazione tecnologica rende più efficienti molteplici settori dell’industria e dell’amministrazione pubblica e migliora la vita delle persone, permeando ogni aspetto della vita e del lavoro. Ma le stesse tecnologie portano con sé rischi che, “se non affrontati, ci rendono più vulnerabili” agli attacchi di gruppi terroristici e governi ostili.

La sfida per le nazioni che puntano sullo sviluppo dell’economia digitale è dunque trovare un compromesso che permetta di sfruttare i vantaggi generati da 5G, IoT, intelligenza artificiale e calcolo quantistico, ma protegga al tempo stesso la sicurezza nazionale. Si tratta di disegnare un equilibrio basato su “nuove alleanze e modi diversi di organizzarsi e cooperare su scala globale”.

Sulla globalizzazione della tecnologia, Fleming ammette: è un trend con cui “bisogna fare i conti”. Il Regno Unito dovrà venire a patti col fatto che sul panorama mondiale ci sono nuovi campioni dell’innovazione e la leaderhip della Cina sul 5G potrebbe rappresentare una minaccia. “Le tecnologie cruciali arriveranno probabilmente dalla Cina”, scrive Fleming. “Dobbiamo assicurarci che i processi offerti siano in linea con le best practice dell’industria in modo da evitare rischi per l’infrastruttura critica nazionale del Regno Unito”. La questione va affrontata subito prendendo in considerazione “soluzioni tempestive, solide e eque alla sfida globale” bilanciando “investimenti, commercio e sicurezza”.

I servizi 5G in Uk saranno attivati nei prossimi due anni: la numero uno del mercato mobile, EE, ha in programma l’avvio dei test della sua rete 5G a ottobre e il lancio commerciale per il 2019, mentre 3 Uk farà partire i trial l’anno prossimo.

Fleming ha assicurato che l’agenzia GCHQ affinerà la sue conoscenze tecnologiche per aiutare Londra a definire politiche governative al passo coi tempi e proteggere il paese, continuando a collaborare con le imprese, i centri di ricerca e le associazioni per la privacy per realizzare una difesa a tutto tondo dell’industria e dei privati dalle minacce del mondo online. “Il mondo è interconnesso e l’impatto delle nuove tecnologie sulla società va valutato ora, non dopo che i nuovi sistemi saranno stati sviluppati”, ammonisce Fleming.

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