DeepNude nel mirino del Garante Privacy

IL PROVVEDIMENTO

DeepNude nel mirino del Garante Privacy

Indagine per verificare il rispetto delle norme sulla tutela dei dati personali nell’uso di software che consentono di trasformare il volto, la voce e il corpo delle persone, creando veri e propri “falsi”

23 Ott 2020

Veronica Balocco

Il Garante per la protezione dei dati personali interviene per far luce sul fenomeno Deep fake, video e immagini realizzati attraverso delle app che consentono di trasformare il volto, la voce e il corpo delle persone, creando veri e propri “falsi”. Nei giorni scorsi si sono infatti diffuse notizie di ragazze che si sono ritrovate, a loro insaputa, “spogliate” su Telegram dopo che alcuni utenti avevano manipolato le loro foto usando un programma informatico – derivato da un software chiamato “DeepNude” – disponibile sul canale social e che impiega l’intelligenza artificiale per ricostruire l’aspetto che avrebbe il corpo sotto gli indumenti.
L’Autorità – composta da Pasquale Stanzione, Ginevra Cerrina Feroni, Agostino Ghiglia, Guido Scorza – ha quindi deciso di aprire un’istruttoria nei confronti di Telegram, social già oggetto di un’attività di verifica. Il Garante, in particolare, chiederà di fornire informazioni, al fine di verificare il rispetto delle norme sulla protezione dei dati nella messa a disposizione agli utenti del programma informatico, nonché di accertare l’eventuale conservazione delle immagini manipolate e le finalità di una tale conservazione.

Al vaglio anche il possibile uso illecito di questi programmi

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Sono irreparabili i danni cui potrebbe portare una incontrollata circolazione delle immagini, fino a forme di vera e propria viralizzazione: le gravi lesioni alla dignità e alla privacy cui l’uso di un software simile espone le persone, soprattutto se minori, sono evidenti, considerati anche il rischio che tali immagini vengano usate a fini estorsivi o di revenge porn. La facilità d’uso di questo programma rende, peraltro, potenzialmente vittime di deep fake chiunque abbia una foto sul web.
Oltre all’avvio dell’istruttoria, il Garante sta valutando ulteriori iniziative per contrastare gli usi illeciti di questo tipo di software e contenere gli effetti distorsivi del più ampio fenomeno del deep fake.

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