Questo sito web utilizza cookie tecnici e, previo Suo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsente all'uso dei cookie. Leggi la nostra Cookie Policy per esteso.OK

LA SERIE TV

Game of Thrones, scatta l’allarme: truffe online attraverso falsi concorsi

A scovarle il team di Check Point Software Technologies: utilizzato il brand ufficiale della serie Tv per mettere in palio merchandising con l’unico scopo di impossessarsi dei dati degli utenti

19 Apr 2019

Enzo Lima

Il trucco del concorso a premi per raccogliere dati degli utenti e riutilizzarli a scopo malevolo. Questa la truffa scoperta da Check Point Software Technologies legata all’avvio della stagione finale della popolarissima serie Tv fantasy Games of Thrones.

In dettaglio, attraverso un sito che utilizza il brand ufficiale della serie Tv, è stato lanciato un falso concorso per i fan con in palio una speciale confezione regalo di merchandising GoT. Ma per partecipare bisogna fornire dati quali nome, cognome, e-mail e numero di cellulare, che potrebbero essere utilizzati in future campagne spam ma anche a scopi di truffa. Gameofthronesratings.com uno dei siti individuati da Check Point che mette dunque in allerta i fan della serie.

Secondo Check Point, i siti web che utilizzano il brand Game of Thrones possono essere suddivisi in due categorie principali: siti legittimi e fraudolenti. Entrambe le categorie utilizzano la popolarità del brand per attirare gli utenti, ma mentre i siti web legittimi includono pagine fan, giochi online o piccoli siti di shopping, alla ricerca di potenziali clienti o nuovi membri della community, quelli fraudolenti sfruttano la popolarità del brand per mostrare annunci, acquisire informazioni personali o convincere l’utente ad installare un programma indesiderato. “Questi siti includono principalmente indirizzi che richiedono informazioni personali per opportunità di marketing e siti di streaming falsi, o che richiedono all’utente di scaricare un componente aggiuntivo del browser e fornire informazioni personali, mentre alla fine del processo non viene visualizzato alcun contenuto in streaming”.

@RIPRODUZIONE RISERVATA

Articolo 1 di 2