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DECRETO

Golden Power, garante security nei board Tim, Sparkle e Telsy

Le condizioni imposte dal decreto adottato dal consiglio dei ministri: previsti nuovi assetti organizzativi ad hoc per la tutela della sicurezza. E l’ingresso di una figura indicata dal governo nei cda delle tre società in quanto “titolari di attività di rilevanza strategica”. Sindacati: “Subito tavolo con governo e azienda”. Venerdì l’incontro Calenda-Genish

16 Ott 2017

Nei board di Tim, Sparkle e Telsy fa il suo ingresso una nuova figura, un componente indicato dal governo con l’incarico di tutelare gli interessi “della difesa e della sicurezza nazionale”. Nascono inoltre per Tim, Sparkle e Telsy “nuovi assetti organizzativi” dedicati alle attività aziendali rilevanti per la sicurezza nazionale: le nuove unità avranno “piena autonomia sia sotto il profilo economico-finanziario che di gestione del personale”: questo grazie all’assegnazione di risorse umane, finanziarie e strumentali “idonee a garantire l’indipendenza della funzione”. Sono queste alcune delle condizioni prescritte dal decreto del governo che applica la golden power “in relazione all’operazione concernente l’acquisizione da parte di Vivendi di partecipazioni in TIM che hanno portato la stessa a detenere azioni “in misura superiore alle soglie indicate dall’articolo 1, comma 5, del decreto legge 15 marzo 2012, n. 21”.

La notifica del provvdimento è stata ricevuta da Tim: la società – spiega il gruppo in una nota – “prende atto che si tratta di misure in ambito governance ed organizzazione, parte delle quali già implementate. elecom sta esaminando il provvedimento, avendo termine di 90 giorni per adeguarsi alle diverse prescrizioni. Successivamente, con cadenza semestrale, sara’ obbligata a trasmettere una relazione con la quale comunichera’ le misure adottate ai fini del rispetto delle diverse prescrizioni”.

Con il decreto, dice la nota di Palazzo Chigi, sono state imposte specifiche prescrizioni e condizioni nei confronti di Vivendi, di Tim, Sparkle e Telsy Elettronica e Telecomunicazioni “in qualità di società titolari delle attività di rilevanza strategica per la difesa e la sicurezza nazionale, in ragione degli effetti dell’operazione su tali attività”.

Tra le prescrizioni di carattere generale, recita la nota, “alcune riguardano il mantenimento stabile sul territorio nazionale delle funzioni di gestione e sicurezza delle reti e dei servizi e delle forniture che supportano attività “strategiche” e “strategiche chiave”, altre sono volte a garantire la continuità delle funzioni connesse alle attività di rilevanza strategica per il sistema di difesa e sicurezza nazionale.”

Sono state inoltre previste condizioni volte ad assicurare assetti organizzativi dedicati alle attività aziendali rilevanti per la sicurezza nazionale, prevedendone la piena autonomia sia sotto il profilo economico-finanziario che di gestione del personale, attraverso l’assegnazione di una dotazione di risorse umane, finanziarie e strumentali idonee a garantire l’indipendenza della funzione.

In considerazione dell’entità della partecipazione detenuta dalla società notificante in TIM, si è ritenuto anche necessario imporre specifiche prescrizioni in ordine alla governance delle società, in particolare volte a garantire la presenza di un componente del Consiglio di amministrazione che sia munito di determinati requisiti e che abbia comunque l’assenso del Governo circa la sua idoneità all’incarico ai fini della tutela degli interessi essenziali della difesa e della sicurezza nazionale.

A seguito delle decisione di Palazzo Chigi i sindacati si attivano. “Il Dpcm sulla golden power per Tim, approvato oggi dal Consiglio dei Ministri, potrà avere, se esercitato, un impatto che influenzerà pesantemente il futuro dell’azienda e del Paese – evidenzia il segretario generale della Slc Cgil Fabrizio Solari – Per questo motivo mi aspetto da parte dell’azienda e da parte del governo la disponibilità ad avviare subito un confronto di merito con il sindacato”.

Sulla stessa lunghezza d’onda il segretario generale della Uilcom Uil, Salvo Ugliarolo. “E’ ora di aprire un confronto ragionato sul futuro di un’azienda che impiega 50mila persone e che ora è controllata da una compagnia straniera – afferma il sindacalista – In ballo c’è non solo il tema dell’occupazione, ma anche quella della sicurezza della rete Tim e dei dati sensibili che sulla rete viaggiano. Chiediamo dunque un incontro al ministro Calenda nonché ai vertici di Tim per fare il punto sul futuro di un settore strategico”.

Intanto Agcom fa sapere di non aver ancora risposto alla lettera inviata da Calenda sulla neutralità e sicurezza della rete Tim. “E’ appena arrivata ieri – ha detto il presidente Cardani – Risponderemo secondo le normali date della cortesia”. Quanto a possibili indicazioni da dare già in materia – Calenda ha citato il modello inglese Openreach – il presidente dell’authority dice che per ora non ce ne sono, “altrimenti avremmo già la risposta pronta”. A chi gli chiedeva se la partita potesse considerasse aperta, dice: “tutto è aperto”.

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