Gps nuovo bersaglio degli hacker, navi a rischio in tutto il mondo - CorCom

SICUREZZA

Gps nuovo bersaglio degli hacker, navi a rischio in tutto il mondo

Il sistema di navigazione satellitare non è immune da attacchi. Per evitare caos e incidenti in mare gli stati stanno studiando tecnologie alternative. Riflettori sull’E-Loran, il sistema di radionavigazione terrestre tramite onde radio Lf

07 Ago 2017

F.Me.

Nemmeno il Gps è più sicuro. Il rischio di cyberattacchi alle infrastrutture satellitari sta spingendo gli stati a sviluppare sistemi di difesa e back up soprattutto per tutelare la navigazione in mare. Le navi utilizzano Gps e altri sistemi simili che risultano essere vulnerabili agli assalti degli hacker. Circa il 90% del commercio mondiale è trasportato via mare. A differenza degli aerei, le navi non dispongono di un sistema di navigazione back up e se il loro Gps smette di funzionare, rischiano di scontrarsu con altre navi.

Nelle scorse settimane ne nel Mar Nero si sono rilevati problemi con il Gps e gli esperti ritengono che questo malfunzionamento possa essere stato a opera di hacker malevoli. Lo Us Coast Guard Navigation Center (Navcen) ha informato che 20 navi nella zona dal 22 giugno del 2017 hanno avuto perdita o disturbo grave del segnale.

Alcuni esperti ritengono che quanto stia accadendo ai Gps nel Mar Nero sia opera di soggetti ben precisi, anche se non ci sono conferme in tal senso. Questi volontariamente disturbano il segnale per creare problemi alle navi in transito o per coprire altro. A proposito le ipotesi sono due: che lo facciano elettronicamente o con appositi apparecchi. Nel primo caso alcuni hacker malevoli tramite cyber attacchi confonderebbero i rivelatori, inviando loro false informazioni. Uno dei metodi più comuni è l’uso di un False Location Spoofer, capace di alterare le coordinate di posizione. È usato con successo già da un anno, in relazione ad applicazioni come Pokemon Go, basate sul Gps. Nel secondo, si tratta probabilmente di jammer o disturbatori di frequenza, che agiscono sui segnali dai satelliti.


E gli stati iniziano ad attrezzarsi. La Corea del Sud, ad esempio, sta sviluppando un sistema alternativo che utilizza la tecnologia e-Loran: si tratta dell’evoluzione del Loran, il sistema di radionavigazione terrestre tramite onde radio LF (a bassa frequenza) che sfrutta l’intervallo di tempo tra i segnali ricevuti da tre o più stazioni per determinare la posizione di una nave o di un aereo.

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Anche Stati Uniti stanno pensando di seguire la Corea. In campo anche Gran Bretagna Russia che stanno studiando la possibilità di utilizzare nuove versioni di questa tecnologia.

L’Enhanced Loran (E-Loran) introduce sviluppi nei ricevitori e nelle caratteristiche della trasmissione, incrementando l’accuratezza e l’utilità del Loran tradizionale, portandolo ad una risoluzione spaziale di 8 metri, in grado di competere con il Gps. I ricevitori E-Loran si basano contemporaneamente sui segnali di tutte le stazioni ricevute, senza limitarsi ad un’unica catena, e sono in grado di acquisire dati fino a quaranta stazioni differenti. Tali caratteristiche lo rendono un adeguato sostituto del GPS in situazioni dove questo non sia efficace o disponibile.

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