TRADE WAR

Guo Ping (Huawei): “Il ban Usa danneggerà la catena logistica globale dei chip”

Sotto pressione la produzione di smartphone. “Pronti a comprare soluzioni dalle aziende americane se il governo Usa riconsidererà le sue politiche”. Intanto arriva il disco verde per Intel: potrà continuare a vendere prodotti all’azienda cinese

23 Set 2020

Patrizia Licata

giornalista

Huawei fa appello agli Stati Uniti perché smorzino i toni di una trade war divenuta sempre più aggressiva. Nel mirino dell’amministrazione di Donald Trump è entrata infatti tutta la supply chain del vendor cinese, tagliando le gambe soprattutto al business degli smartphone, perché il nuovo “ban” scattato il 15 settembre impedisce il rifornimento di chip prodotti in America. Il chairman di Huawei Guo Ping ha invitato Washington a riconsiderare le restrizioni commerciali perché andranno a danneggiare, ha detto, l’intera catena logistica globale.

“Gli Usa hanno modificato le loro sanzioni per la terza volta e questo ha certamente portato grandi difficoltà alla nostra produzione e alle nostre attività“, ha detto Guo ai giornalisti presenti a Shanghai per l’evento Huawei Connect 2020.

Le difficoltà sui chip: addio a Kirin 9000

Guo ha affermato che, benché Huawei abbia sufficienti chip per le sue operazioni business-to-business, inclusa la sua attività per le reti 5G, risente delle restrizioni Usa nelle scorte di chip per gli smartphone.

Fin dal primo “ban” americano, il fornitore cinese di attrezzature Tlc si è mosso per sviluppare in casa le tecnologie che non avrebbe più potuto comprare all’estero. Ha così disegnato il proprio sistema operativo Hongmeng (o Harmony) per smartphone e dispositivi mobili, IoT compresa, perché non può più accedere alla versione Android venduta da Google.

Sui chip per smartphone Huawei è più in difficoltà: ad agosto l’azienda ha fatto sapre che è costretta a sospendere dalla metà di settembre la produzione di uno dei suoi chip di punta per i dispositivi mobili, il Kirin 9000, per l’impossibilità di accedere ad alcune tecnologie americane.

Una tregua sui prodotti Intel

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Per questo rappresenta una prima boccata d’ossigeno la notizia del permesso garantito dalle autorità Usa a Intel a continuare a vendere alcuni prodotti a Huawei, come riferito da un portavoce del chipmaker americano a Reuters. All’evento Huawei Connect 2020 Huawei ha lanciato il suo FusionServer pro V6, che usa componenti di Intel e Huawei ha dichiarato che Intel è uno dei suoi “più importanti partner globali”.

Altri produttori di chip, oltre a Intel, hanno chiesto ai regolatori Usa l’autorizzazione a vendere prodotti a Huawei, finora senza successo. Tra queste ci sono la cinese Semiconductor Manufacturing International Corporation, la sudcoreana SK Hynix e la taiwanese Mediatek. Secondo le fonti di Reuters, le aziende non-Usa avrebbero scarse probabilità di vedersi approvare la richiesta dalle autorità americane.

“Pronti a comprare le tecnologie Usa”

Più chance potrebbero esserci per la statunitense Qualcomm, che pure ha chiesto un’autorizzazione alle autorità americane a commerciare col vendor cinese. Il disco verde dell’amministrazione Usa sarebbe un’altra buona notizia per Huawei, desiderosa di usare i chip di Qualcomm per i suoi smartphone, come ha sottolineato Guo.

“Speriamo che il governo americano possa riconsiderare la sua politica commerciale e se il governo Usa lo farà noi siamo sempre pronti a comprare prodotti delle aziende americane”, ha affermato Guo.

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