Hacker a gamba tesa contro Trump: violato il sito della campagna elettorale - CorCom

USA 2020

Hacker a gamba tesa contro Trump: violato il sito della campagna elettorale

I criminali informatici sono riusciti a infiltrarsi per alcune ore nel portale donaldjtrump.com pubblicando un messaggio in home page: “Il mondo ne ha abbastanza di fake news”

28 Ott 2020

A. S.

“Questo sito è stato sequestrato. Il mondo ne ha abbastanza di fake news diffuse ogni giorno”. E’ questo il messaggio che per alcune ore nella notte ha campeggiato sulla home page del sito della campagna elettorale di Donald Trump, presidente degli Stati Uniti in corsa per il secondo mandato alla Casa Bianca con il sostegno dei Partito Repubblicano. A pubblicarlo violando la sicurezza del portale donaldjtrump.com è stata un’organizzazione di hacker, che ha riportato così in primo piano i temi della sicurezza informatica in vista delle presidenziali che si svolgeranno tra pochi giorni negli Usa.

Nel lungo messaggio pubblicato sul sito gli hacker dicono tra l’altro di essere riusciti a spiare le conversazioni private di Trump e di avere le prove di un coinvolgimento della Casa Bianca “nell’origine del Coronavirus”.

“Abbiamo le prove – scrivono i criminali informatici – che screditano completamente Trump come presidente e provano il suo coinvolgimento criminale e la collaborazione con entità straniere per manipolare le elezioni del 2020″.

“Gli elettori americani – prosegue il messaggio pubblicato nella notte  – non hanno scelta. Oggi è il giorno, il mondo intero deve decidere se vuole conoscere la verità o no”. Una volta scoperta l’intrusione il sito è stato sospeso e “ripulito” nel giro di pochi minuti prima di tornare online.

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“Stiamo lavorando con le autorità per scoprire la fonte dell’attacco”, commenta Tim Murtaugh, portavoce della campagna di Donald Trump, sottolineando che “Gli hacker non hanno potuto avere accesso a dati sensibili perché non ce ne sono sul sito”.

“Siamo di fronte a un esempio di truffa non particolarmente sofisticata, che tuttavia non preclude un possibile coinvolgimento di stati esteri quali mandanti, e che comunque ha portato gli hacker ad accedere al sito web, causando danni – commenta Mike Beck, Global Ciso di Darktrace – Poiché le campagne politiche vengono condotte sempre più spesso in contesti digitali, gli aggressori sono oggi in grado, potenzialmente, di causare disordini e danni in maniera disparata, sia accedendo ai dati sugli elettori o relativi alle strategie di campagna che offrirebbero un vantaggio competitivo all’avversario, sia scavando nei sistemi alla ricerca di informazioni che potrebbero essere dannose per la reputazione di individui di spicco, oppure disturbando l’attività dell’organizzazione in modo da rallentarne la produttività”

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