LA PROPOSTA

Il ministro Trenta: “Cybersecurity in spese per la Difesa”

Al summit Nato la titolare del dicastero propone di destinare parte degli investimenti alle strategie per il cyberspazio. “Il nostro obiettivo è che nel 2% del Pil destinato alla sicurezza siano contabilizzati gli sforzi italiani nel rafforzare anche la difesa cibernetica”

Pubblicato il 12 Lug 2018

A. S.

NATO

Inserire gli investimenti nazionali per la cybersecurity all’interno del 2% del Pil destinato alle spese per la Difesa. E’ la proposta avanzata dal ministro italiano per la Difesa, Elisabetta Trenta, durante il suo intervento al vertice Nato in corso a Bruxelles.

“Anche gli investimenti per assicurare la resilienza cibernetica a livello nazionale – argomenta Trenta – devono essere comprese nel 2% del Pil che i paesi della Nato hanno deciso di riservare alle spese per la difesa”. “Si tratta – aggiunge – di un investimento che riguarda il settore civile oltre a quello militare e il nostro obiettivo è che nel 2% siano contabilizzati gli sforzi italiani nel rafforzare la propria sicurezza interna. Questo vale per ogni singolo Stato ovviamente, perché la sicurezza di ognuno di noi è la sicurezza dell’Alleanza stessa. Auspico dunque che tutti gli sforzi fatti in merito alla sicurezza cibernetica e le risorse correlate siano compresi pienamente nelle spese per la difesa”.

La decisione di confermare l’aumento delle spese per la difesa al 2% del Pil degli stati aderenti all’alleanza atlantica, con il presidente Usa Donald Trump che chiedeva un ulteriore aumento fino al 4%, è stata concordata al termine della prima giornata del vertice di Bruxelles: “Condivideremo equamente la responsabilità della nostra difesa reciproca, tutti gli alleati hanno aumentato le loro spese per la Difesa, i loro investimenti in capacità militare e il numero delle forze nelle operazioni. Tuttavia – aggiunge la dichiarazione Nato – anche se abbiamo voltato l’angolo, dobbiamo fare di più e ci saranno nuovi progressi: siamo ancorati all’impegno in materia di investimenti nella Difesa presi nel 2014 e renderemo conto ogni anno dei piani nazionali per onorarlo”.

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