Presidenziali Usa, scatta l'allarme hacker russi: Biden nel mirino - CorCom

LA CAMPAGNA ELETTORALE

Presidenziali Usa, scatta l’allarme hacker russi: Biden nel mirino

Secondo indiscrezioni della stampa americana sarebbero già in azione gruppi di cybercriminali per sabotare il candidato dei Democratici. Ma il Cremlino nega conivolgimenti

11 Set 2020

Antonio Dini

Gruppi di hacker sovietici sponsorizzati da uno Stato estero stanno attaccando e cercando di sabotare la campagna elettorale del candidato democratico alla presidenza Usa, Joe Biden : è quanto emerge da indiscrezioni della stampa americana.  Gli attacchi sono stati rivelati, secondo le indiscrezioni, da Microsoft che ha avvertito la più importante tra le varie società di consulenza che lavorano per la campagna elettorale di Biden, la SkdkKnickerbocker di Washington.

Secondo le informazioni però gli hacker non sarebbero riusciti a violare le reti interne della società: ” Sono ben difese, non c’è stata alcuna violazione diretta”.  Il Cremlino, in una nota, ha negato che ci possa essere alcun coinvolgimento tra il governo russo e gli hacker, definendolo un “nonsense”. Le agenzie di sicurezza americane invece nei giorni scorsi hanno detto che ci sono consistenti pericoli che governi stranieri possano voler interferire con le elezioni presidenziali che si tengono questo novembre.

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Microsoft negli ultimi tempi ha cercato in vari modo di avvertire i soggetti attaccati nei casi di cyberspionaggio sponsorizzato dagli Stati. L’azienda ha una posizione di vantaggio dato la grande diffusione del suo sistema operativo Windows, del suo software per la produttività personale e aziendale Office 365 e Windows 365, e del suo sistema cloud Azure. Nel 2018 l’azienda aveva presentato l’iniziativa “Defending Democracy” in parte per proteggere le campagne elettorali dagli attacchi di hacker.

A gennaio di quest’anno il colosso di Redmond ha rivelato che i pirati informatici del gruppo Thallium (Corea del Nord) hanno preso di mira impiegati del governo, docenti universitari e funzionari delle aziende impegnate nella ricerca atomica. All’epoca Microsoft ha dichiarato di aver preso il controllo di 50 domini web utilizzati per diffondere attacchi di spear phishing, una tecnica di phishing basata su email contraffatte alla perfezione al punto da sembrare autentiche anche agli occhi degli esperti e calibrate per indurre in errore i destinatari.

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