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SICUREZZA

Rete 5G di Stato, la richiesta dell’intelligence Usa sul tavolo di Trump

La sicurezza americana si preoccupa del controllo di Pechino ma anche del ruolo dei vendor cinesi sul mercato delle infrastrutture telecom e propone di nazionalizzare la rete 5G. A&T e Verizon frenano: “Crediamo nella concorrenza e nel libero mercato”

29 Gen 2018

Patrizia Licata

giornalista

Una rete nazionale americana 5G per combattere il cyberspionaggio cinese: è la proposta che l’ente federale per la sicurezza degli Stati Uniti, il National Security Council, farà arrivare sul tavolo del Presidente Donald Trump indicandola come una delle soluzioni per fronteggiare la minaccia di un controllo delle comunicazioni telefoniche e online degli enti governativi americani da parte di Pechino, secondo quanto riportato da Reuters. L’agenzia di stampa cita anche un articolo pubblicato da Axios.com che include documenti estratti da una presentazione di un funzionario del National Security Council in cui si ipotizza la formazione di un consorzio di carrier nazionali per costruire la rete 5G di Stato. Secondo Axios.com, Washington potrebbe valutare non solo l’acquisto di parte della rete mobile nazionale esistente ma anche la realizzazione ex novo di una rete ultra-veloce di cui poi “affitterebbe” l’accesso alle telco mobili, il tutto in funzione anti-Cina, paese definito come “il dominante attore malevolo nel dominio dell’informazione”.

Bloomberg conferma che l’ente federale per la sicurezza ha contattato diverse aziende private americane delle telecomunicazioni, ma le trattative sono allo stadio iniziale e il governo non prenderà alcuna decisione prima di settembre; la realizzazione della rete 5G richiederebbe inoltre alcuni anni e andrebbe chiarito il nodo dei finanziamenti (totalmente pubblici, quindi con i soldi dei contribuenti, o in parte privati?) nonché della proprietà della rete (solo pubblica, o pubblico-privata).

Il National Security Council resta convinto che la Cina rappresenti una concreta minaccia alla sicurezza cibernetica e economica degli Stati Uniti. L’amministrazione Trump ha adottato una linea dura, benché non nuova rispetto al predecessore Barack Obama, nei confronti dei fornitori tecnologici cinesi, nel timore che aziende del paese asiatico, con forti legami col governo di Pechino, si infiltrino nelle infrastrutture strategiche. Questo mese il colosso telefonico americano At&t è stato spinto dalla pressione di alcuni parlamentari a mandare a monte un accordo con il vendor cinese Huawei che intendeva commercializzare alcuni suoi smartphone tramite i canali di distribuzione di At&t. Già nel 2012, Huawei e Zte sono state l’oggetto di un’indagine del governo Usa, preoccupato che le attrezzature per le telecomunicazioni cinesi aprano le porte allo spionaggio di Pechino.

I timori emersi dall’inchiesta del 2012 non sono mai venuti meno, fanno sapere ora le fonti di Reuters; anzi, vi sarebbero nuove prove dell’intelligence Usa che effettivamente i prodotti hitech cinesi vengano usati dalle autorità di Pechino per scopi di sorveglianza nei confronti di avversari politici e economici. “Vogliamo costruire una rete di telecomunicazioni a prova di spionaggio cinese”, ha detto una fonte della sicurezza Usa all’agenzia di stampa, e la rete 5G è pensata per questo esatto scopo: “Dobbiamo avere una rete sicura per le comunicazioni che ci garantisca che i cinesi non prendano il controllo del mercato”.

L’intento dell’amministrazione Usa è dunque duplice: mentre si cerca di difendere la sicurezza delle comunicazioni governative e delle infrastrutture strategiche, si preserva il business delle aziende nazionali. I funzionari del National Security Council sottolineano la loro preoccupazione per la crescente presenza di aziende cinesi nella costruzione e gestione delle reti mobili; l’iniziativa del governo darebbe sostegno alla presenza e all’attività dei player Usa nello stesso settore.

L’industria americana è tuttavia poco entusiasta all’idea di una rete 5G pilotata dal governo: le aziende delle telecomunicaizoni mobili hanno fatto sapere tramite l’associazione di settore Ctia (di cui fanno parte anche At&t e Verizon Communications) che la leadership americana nel 5G si otterrà grazie a un mercato aperto alla concorrenza e all’iniziativa privata. L’America è diventata grande grazie al libero mercato, dice la Ctia, e intende continuare così.

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