LA RELAZIONE ANNUALE

Rete unica Tlc, il Copasir: “Infrastruttura a controllo pubblico a garanzia della sicurezza”

Urgente anche la realizzazione del Polo strategico nazionale nell’ambito del Piano Cloud. Riflettori sul 5G e sulla dipendenza tecnologica da aziende extraeuropee. Nel mirino la space economy: servono tutele nell’ambito del Trattato del Quirinale. Golden power speciale per Pmi e startup

10 Feb 2022

Mila Fiordalisi

Direttore

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Si impone il perseguimento di una politica strategica della rete: da un lato questo obiettivo rientra nel raggio d’azione presidiato dai poteri speciali del governo, perché le infrastrutture digitali sono arterie vitali del sistema Paese e non possono subire interferenze o aggressioni che avrebbero un indice di pericolosità assai elevato; dall’altro, è in gioco la stessa sovranità tecnologica nazionale e, in generale, il ruolo che lo Stato riveste nella frontiera digitale”: è quanto scritto nero su bianco nella Relazione annuale del Copasir sulle attività svolte tra il primo gennaio 2021 e il 9 febbraio 2022. (SCARICA QUI LA RELAZIONE DEL COPASIR)

Il Comitato per la sicurezza presieduto da Adolfo Urso, considera la realizzazione di una rete unica a controllo statale la soluzione in grado di garantire il necessario livello di sicurezza delle comunicazioni. E bisogna procedere con una certa urgenza “considerato il recente interessamento del fondo statunitense Kkr all’acquisizione del 100% del Gruppo Telecom”. Sotto i riflettori in particolare due aziende del gruppo: Sparkle, l’azienda che ha in capo i cavi sottomarini, e Telsy, società specializzata nella sicurezza e cifratura delle comunicazioni.  “Telecom Italia Sparkle è una risorsa strategica per il nostro Paese, che svolge un ruolo di ponte di accesso alle reti di telecomunicazioni europee attraverso gli hub di Palermo e Genova. Il Comitato ritiene opportuno evidenziare la necessità di porre in essere tutte le misure atte a garantire la necessaria tutela di tali nodi di interconnessione rispetto all’azione di attori stranieri che potrebbero interessarsi alla acquisizione del loro controllo, nonché una politica estera per la realizzazione delle reti con interventi dei governi nazionali”.

Cloud, massima priorità a realizzazione Psn

“La realizzazione della banda larga sarà fondamentale una politica strategica che consenta di utilizzare gli strumenti finanziari, regolatori e prescrittivi necessari per disporre di una rete a controllo pubblico in grado di sostenere il sistema Paese. Risulterà centrale per l’architettura di difesa il cloud nazionale, a protezione dei dati della pubblica amministrazione, anche di livello locale, nella consapevolezza che nell’interconnessione digitale l’Italia, grazie alla sua collocazione geopolitica, si presenta quale frontiera e cerniera tra il nostro Continente e gli altri”, si legge nel documento. Il Comitato evidenzia che il 95% della pubblica amministrazione italiana non è ancora in condizione di proteggere “adeguatamente i propri dati, come è emerso in modo eclatante in alcuni casi di attacco informatico come quello subito dalla Regione Lazio o quelli subiti da ospedali, Asl e alcune aziende strategiche”. La realizzazione di un Polo strategico nazionale destinato ad ospitare dati e servizi digitali strategici del Paese, unitamente al presidio rappresentato dalla neocostituita Agenzia per la cybersicurezza nazionale, rappresentano “elementi indispensabili affinché il necessario processo di digitalizzazione del Paese si svolga con la massima tutela della sicurezza nazionale: risulta pertanto necessario imprimere la massima accelerazione alla realizzazione del Psn”.

Riflettori sul 5G e la dipendenza tecnologica

“Il ruolo strategico ed ormai irrinunciabile delle reti di telecomunicazione più avanzate (5G) come anche delle infrastrutture di nuova generazione esige una difesa costante rispetto ad insidie e minacce che rischiano di esporre tali presidi ad una vulnerabilità accentuata”. Nella relazione il Comitato ha suggerito di “valutare l’ipotesi, ove necessario per tutelare la sicurezza nazionale, di escludere le aziende cinesi dall’attività di fornitura di tecnologie per le reti 5G. Del resto la portata estremamente invasiva e pervasiva delle minacce di natura cibernetica, la pluralità delle possibili fonti di aggressione e di indebita interferenza – soggetti privati, attori statuali – la stessa eterogeneità degli attacchi o dei possibili incidenti rappresentano tutti insieme fattori di estrema preoccupazione che richiedono un quadro protettivo e di massima resilienza che, per l’intrinseca natura dei mezzi e degli strumenti impiegati, impone adattamenti ed affinamenti continui”.

Il Copasir ha anche evidenziato la dipendenza dell’Italia in particolare dalle aziende americane sul fronte del digitale: “La stragrande maggioranza dei prodotti per la digitalizzazione utilizzati in Italia è di provenienza extraeuropea, in massima parte statunitense: il ritardo accumulato dalle aziende italiane ed europee nel settore della produzione di apparecchiature informatiche rende difficile immaginare il raggiungimento, nel breve-medio termine, di un adeguato livello di autonomia tecnologica in questo campo”. Il Copasir suggerisce pertanto un maggior rafforzamento della produzione e delle partnership a livello europeo. “L’entità dello sforzo necessario per poter incidere in modo significativo in questo mercato è tale da suggerire un approccio congiunto con gli altri partner europei”.

Space economy, nel mirino il Trattato del Quirinale

Fra gli asset strategici anche quelli legati all’aerospazio. Secondo il Copasir il Trattato del Quirinale siglato lo scorso novembre da Italia e Francia deve prevedere un’adeguata tutela degli asset strategici. “Tale Trattato riguarda anche settori connessi con la sicurezza nazionale e sui quali il Comitato ha avviato alcune indagini conoscitive: la sicurezza energetica, l’industria della difesa, le attività in ambito aerospaziale. Il testo del Trattato sarà sottoposto all’esame delle Camere per la sua ratifica e sui suoi contenuti vi è stata la possibilità di soffermarsi nel corso di alcune delle audizioni svolte, ma solo successivamente alla firma del Trattato malgrado le ripetute richieste di audizione dei soggetti competenti avanzate dal Comitato nella fase preliminare”. Il Copasir ritiene opportuno porre all’attenzione delle Camere “la necessità di un’adeguata tutela degli asset strategici in ambito finanziario e industriale italiani che spesso, negli ultimi anni, sono stati oggetto di interesse da parte di attori statuali e di mercato esteri, anche francesi, come evidenziato nelle relazioni del Comitato al Parlamento o nel corso di interlocuzioni con l’Esecutivo durante lo svolgimento di audizioni”.

Valutare rafforzamento golden power per le Pmi

Secondo il Copasir è necessario valutare un rafforzamento della disciplina della golden power con specifico riferimento alle piccole e medie imprese, “meno attrezzate ad identificare ed evitare il rischio di penetrazione indesiderata da parte di soggetti stranieri”. Le aziende più piccole e le start-up ” né sono dotate di strumenti organizzativi interni adeguati a monitorare i rischi, né sembrerebbero sufficientemente monitorate”.

I social network incubatori di malcontento

Le piattaforme di social network si mostrano sempre più delle incubatrici del malcontento e del ribellismo, in grado di attrarre e aggregare una larga platea di soggetti e di veicolare vere e proprie campagne di odio che, nonostante si dimostrino il più delle volte velleitarie e prive di un concreto seguito, restano tuttavia una fonte di preoccupazione per le minacce e le invettive che diffondono”, si legge nella Relazione in cui si evidenzia che che “l’anarcoinsurrezionalismo rimane la componente eversiva endogena più attiva, che unisce al dinamismo sul web la responsabilità di azioni dimostrative ed atti vandalici”.

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