CYBER CRIME

Sextorsion, arriva la finta email di ricatto firmata dalla Cia

Redatto con cura e recante il logo della Central Intelligence Agency americana, il messaggio fasullo rivela alle vittime di essere al centro di indagini sulla pedofilia e chiede 10 mila dollari in Bitcoin per cancellarne le tracce. La nuova truffa online scoperta da Kaspersky

Pubblicato il 07 Giu 2019

D. A.

cyberbullismo

Scoperto un sistema di sextortion in cui i truffatori, fingendosi agenti corrotti della Central Intelligence Agency (Cia), minacciavano le vittime sostenendo che i loro nomi fossero apparsi all’interno di un’indagine sulla pedofilia online, e chiedendo 10 mila dollari americani in Bitcoin per non subire conseguenze. Il finto agente affermava che la Cia fosse anche in possesso delle informazioni personali dei familiari della vittima e dell’indirizzo del posto di lavoro, e si offrivano di cancellare le tracce dell’indagine in cambio di denaro. Non è certo quante persone siano state raggirate da questa truffa.

Gli schemi di estorsione che minacciano di esporre l’interesse della vittima al porno online e chiedono un riscatto per nascondere queste informazioni, non sono una novità. Nella maggior parte dei casi, i messaggi si basano su informazioni raccolte da precedenti violazioni dei dati. Le email sono spesso facilmente identificabili a causa della loro natura poco elaborata e degli errori di sintassi. La mail di “sextortion della Cia” è stata scoperta dagli esperti di Kaspersky e differisce da altre perché scritta con cura e presenta una copia del logo della Cia.

L’email appare come inviata da un presunto agente corrotto della Cia coinvolto nel “Caso #45361978”, “un’operazione su scala internazionale che ha lo scopo di arrestare più di duemila persone sospettate di pedofilia, in più di 27 Paesi”. Inoltre, il mittente informa la vittima che, i suoi dati personali e quelli dei suoi familiari, sono stati inclusi all’interno di una lista stilata per l’indagine e per cancellare queste informazioni è per l’appunto necessario pagare 10 mila dollari in cryptovaluta.

“Messaggi di questo tipo possono terrorizzare i destinatari”, afferma in una nota Morten Lehn, General Manager Italy di Kaspersky. “I truffatori in questi casi si giustificano dicendo che errori di questa natura possono capitare nel mondo digitale ed è quindi possibile che si finisca nella lista sbagliata. Persone innocenti potrebbero essere disposte a pagare o a contattare il criminale per evitare qualsiasi danno potenziale alla loro reputazione e alle loro relazioni. La maggior parte di queste email sono false ed è improbabile che i criminali siano in possesso delle informazioni o delle prove che affermano di avere. Il destinatario è probabilmente una delle tante migliaia di persone che ricevono email di questo tipo. Per fortuna, ci sono dei segnali che ci aiutano a riconoscere la truffa e ci sono alcune misure da adottare per proteggersi. Anzitutto, non farsi prendere dal panico, non rispondere e non pagare”.

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